Ethan prese lo spazzolino e cominciò a lavarsi i denti, guardandosi allo specchio.
"Perché?" si chiedeva "Ma cos' ho che non va? Perché proprio a me doveva capitare?"
-Ethan...-
Il ragazzo si girò.
-Ryan...-
-Stai piangendo. Che succede?-
Il minore posò lo spazzolino e corse tra le braccia del fratello, lacrimando.
-Raccontami tutto- lo incoraggiò Ryan accarezzandogli la schiena.
Tra un singhiozzo e l' altro, i due gemelli si recarono in camera di Ryan e, sedutisi sul letto, cominciarono a parlare.
-Allora... Perché piangi?-
-Niente, è... È tutto passato.-
-No, non è vero. Ti conosco meglio di chiunque altro, Ethan.-
-Sbagli, non è così. Per l' ennesima volta, Ryan, noi non siamo la stessa persona. Tu sei tu. Bello, sicuro di te, con tanti amici e una ragazza. Io... Sono io. L' unica amica che credevo di avere mi ha voltato le spalle. E adesso ho chiuso anche con...- si bloccò. Ma che stava facendo!? Si era promesso di non parlareal con nessuno del bacio.
-Con... Ah, forse ho capito... Problemi di cuore?- chiese, sicuro di aver centrato il bersaglio.
-Sì, ma tanto non puoi capire...-
-Ethan, ascoltami. Se ti serve un aiuto con una ragazza, lo sai, posso sempre aiutarti... Al massimo ne prendi una delle tante che mi viene dietro e...-
-No, forse non hai capito- lo interruppe il minore- io sono gay. E c' era un ragazzo... Non. Guardarmi. In quel modo.-
Ryan fece un sorrisino beffardo, come a dire "lo sapevo", ma non lo interruppe.
-Continua...-lo incoraggiò.
-E... Ecco... Mi ha baciato.-
-Davvero? E tu?- chiese incuriosito il maggiore.
-E io me ne sono rimasto lì in piedi davanti casa sua e prima che potesse dire qualcosa sono scappato via, me ne sono andato.- sospirò Ethan, rimettendosi a piangere.
-Ah... E chi sarebbe questo ragazzo? Sempre se lo posso sapere.- domandò, sempre più interessato alla conversazione.
-James Armstrong.- rispose secco Ethan, quasi non volesse dirlo.
-James, James... Ah, sì, il bullo?- rise divertito il maggiore.
-NON È UN BULLO!- Ethan stava scoppiando. Se di rabbia o di tristezza non si sapeva. Forse tutti e due. Poi, dopo un paio di singhiozzi, tra le lacrime, riprese- È il ragazzo più dolce che conosca.
Quel giorno in cui sono svenuto lui è tornato indietro, mi ha portato a casa sua e mi ha aiutato. Ryan, io lo amo.-
Il sorriso di Ryan si spense.
-Com' è possibile?- domandò incredulo. Non riusciva a capire come un bullo potesse essere così dolce nei confronti di qualcuno da far innamorare il fratello, da sempre conosciuto come uno dei ragazzi più freddi e asociali del suo anno.
-Cosa?- lo interrogò Ethan.
-Come ha potuto uno di quei ragazzacci farti innanorare?-
-Beh, vedi, James è diverso. Non è come Butch, lui ha un qualcosa di più... Qualcosa che mi piace. Mi fa stare bene. Ci tiene a me. Non so perché, ma continuo a trattarlo male, a farlo sentire uno schifo. Ma lui mi piace, davvero.
Solo, è più forte di me. Non riuscivo neanche ad ammetterlo a me stesso che la mia era più di un' attrazione fisica.-
-Interessante...- Ryan ascoltava Ethan con attenzione, comprendendo ogni parola e cercando di trovare una soluzione per aiutare il fratello.
Il maggiore si era spesso trovato ad aiutare amici in difficoltà, ascoltando i loro problemi e cercando di scegliere il meglio per i compagni. Spesso i ragazzi lo consideravano la persona adatta con cui parlare di questioni sentimentali, l' amico adatto al quale confidare i propri segreti più intimi, più delicati.
-Beh, per me dovresti parlargli- propose dopo un momento di silenzio, utilizzato a meditare sulla situazione.
-Grazie, lo credo anch' io... Ma non avrò mai il coraggio di fermarlo a scuola e parlargli a quattr' occhi... E poi desterebbe dei sospetti...-
-La soluzione è un bigliettino. Vi incontrate da qualche parte nel pomeriggio e chiarite. Non vi siete scambiati i numeri, vero?- il minore, in risposta, scosse la testa e lasciò proseguire il più grande, mentre, alzatosi dal letto, caminava avanti e indietro per la stanza.
-Se vuoi posso farti da tramite. Gli consegno il bigliettino e così vi decidete.-
-Odio i tramiti- commentò Ethan, incrociando le braccia al petto e sbuffando- faccio da solo.- affermò, alzandosi anche lui dal letto.
Ryan decise di abbracciare il fratello, come per incoraggiarlo e spronarlo a farsi avanti: ormai le cose si stavano sistemando e per Ethan la strada era spianata, doveva solo chiarire con "l' amico" e il gioco era fatto.
-Ti voglio bene, Ryan.-
-Anch' io, Et.- e, dopo ciò, il minore se ne tornò saltellando nella sua stanza a progettare l' incontro del giorno seguente.
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Questo capitolo lo dedico a @GumiMegpoid2508 .
Boh, perché sì.
Inoltre ringrazio tutti coloro i quali (ci sta) seguono questa storia; siamo a 1,16k visualizzazioni, non avrei mai creduto di arrivare a tanto (in reltà sì, ma lasciamo stare. Sto cercando di sembrare un po' più matura dei personaggi sopra citati, okay? Ma la verità è che il mio quoziente intellettivo è pari alla metà della radice quadrata di quello di Ethan - quello di James, quindi...)
Perciò blablabla, tanti saluti e baci a tutti.
Non lo so perché sto ancora qui a scassare, mi sento depressa e, invece di andare a tagliarmi o a farmi le canne faccio la stupida nello spazio autrice. Sopportatemi.
Tanto love❤
Addei (~cit. Me)
No, scherzo.
Questa ve la devo raccontare.
È una battuta, quindi ridete.
Ma se noi diciamo 'Addio', nel mondo di Percy Jackson dicono 'Addei'?
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
(Ridete alla mia battuta idiota, su.)
Bene, amo tutti, leggete e votate, torno a farmi film mentali, adios
Lydia Wright
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Ethan, io...
Romance[COMPLETATA 14/09/2015-7/10/2016] On Wattys 2018 Longlist [In revisione] È difficile andare avanti da soli, dopo che chiunque, persino la tua migliore amica ti ha voltato le spalle. È difficile continuare a vivere, a camminare a testa alta, quando...
