-Eccoti, Armstrong, ti stavamo aspettando- salutarono James, appena arrivato.
-Ehi Norrison, ragazzi, come va?- li salutò il biondo con un cenno della mano.
-Bene, dai, andiamo a fare qualche scherzetto in giro, vi va?- propose Butch, con l'approvazione degli altri ragazzi.
-Che faremo oggi?- domandò James, sperando che non fossero intenzionati a torturare qualche povero sfigato.
-Bah, non ne ho idea... McCollough non si farà vedere in giro... Almeno non prima di un altro paio di giorni.-
-Grazie, parliamo d'altro, però. Non sopporto quel ragazzino...- tentò di cambiare argomento James, interrompendo Butch.
-Ti fa paura? È soltanto un quindicenne, cosa vuoi che ti faccia...- rise il capo gruppo riferendosi al biondo.
-Non è quello, è che non lo sopporto. Comunque non mi fa paura, l' ho anche buttato a terra...- dichiarò il ragazzo dagli occhi smeraldo, catturando l' attenzione dei quattro compagni
-L' hai picchiato?- chiese Sterek, la spalla destra di Butch.
-È svenuto?- domandò Steve, uno dei due fratelli.
-Si è fatto male?- gli chiese ancora Bill, gemello di Steve.
James si sentì soffocare dalle loro domande, finché non intervenne Butch.
-L' ha buttato a terra, non ucciso, ragazzi. Non ha il fegato per far male a qualcuno.- spiegò il comandante della banda, dando una gomitata al biondo.
-Non è questo, è che non volevo divertirmi senza di voi... Del resto, siete voi quelli che si eccitano a picchiare un ragazzino...- commentò James, tentando di non scoppiare a piangere. Era uscito di casa per dimenticare Ethan, non per continuare a parlare di lui.
Butch prese il biondo da parte, trascinandolo per il braccio
-Ascolta, idiota, se devi stare qui per ostacolarci o fare la voce della ragione puoi anche andartene. Abbiamo intenzione di divertirci, non vogliamo ascoltare i tuoi lamenti. Quindi sei pregato di stare zitto a appogiarci, grazie- detto questo gli diede un pugno alla bocca dello stomaco, facendolo piegare in due dal dolore, accasciandosi a terra e restando in silenzio mentre Butch se ne andava.
"Non so se l' hai notato, ma mi hai fatto male. Ed è scortese non chiedere scusa" pensò, contorcendosi dal dolore.
"È davvero questo quel che voglio? Di tutti modi per dimenticare Ethan, ho scelto proprio il peggiore? Così, però, gli do ragione. Non posso pretendere che si fidi di me, considerando che ha paura. Sono uno di quei bulli che lo picchia. Non posso svegliarmi un giorno e decidere di farmelo amico. Per adesso, devo accententarmi di quello che ho."
I cinque ragazzi vagarono per tutto il pomeriggio, rovesciando un' hot dog sui pantaloni di un bambino, rovinando la siepe di una delle villette a schiera di un quartiere, riempendo le macchine nel parcheggio del centro commerciale di vomito finto e picchiando un nerd del loro istituto.
James si sentiva male ad assistere a tutte quelle cattiverie, si vergognava ad andare in giro con quella gente, non lo sopportava. Ma era obbligato, non poteva lasciare il suo piccolo Ethan da solo, sapendo che in giro poteva essere preso alla sprovvista dalla compagnia del biondo, se gli avessero mai fatto qualcosa non se lo sarebbe perdonato.
"Non ce la faccio. Vorrei andarmene, ma non ce la faccio. Ethan ha bisogno di me. E ho troppa paura di lasciarlo solo. Ho troppa paura per andarmene. Ho troppa paura per andare a casa sua, adesso, suonare, farlo scendere e riabbracciarlo.
Ma no, lui non mi vuole. Ha ragione. Neanch' io mi voglio. Sento che sto sbagliando, mi sento sbagliato. Sono un codardo. Non ho il coraggio di affrontare la realtà, di affrontare il pericolo, di proteggere Ethan. Ma sento che ha bisogno di lui. Non posso sparire, non per sempre. Non posso nascondermi. È ora di far conoscere agli altri il vero James."
Effettivamente, anche James odiava Butch.
Il biondo non era mai stato favorevole alla politica del bulletto, odiava la sola idea di veder soffrire la gente, specialmente se per mano sua, non tollerava il fatto che Butch potesse approfittarsi dei più piccoli e sfogare su di loro la sua rabbia.
Ma aveva bisogno della sua approvazione, aveva bisogno di un gruppo che lo sostenesse. Sin da piccolo aveva avuto problemi con le ragazze e credeva che, chiedendo appoggio ai "più forti" sarebbe stato più facile passare inosservato senza essere preso di mira dai più grandi per la sua debolezza.
Non amava farlo, ma era stato costretto.
Odiava la violenza, ma continuava ad assistere a scene forti quasi tutti i giorni.
"Ma da oggi le cose cambieranno. Non ci sarà più il James codardo che si lascia coprire le spalle da Butch, no. Da oggi sarò io a proteggere gli altri, a partire da Ethan. Sono un uomo."
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*Il "Sono un uomo" è per dire, ovviamente, James è il mio piccolo pulcino puccioso.*
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Ethan, io...
Roman d'amour[COMPLETATA 14/09/2015-7/10/2016] On Wattys 2018 Longlist [In revisione] È difficile andare avanti da soli, dopo che chiunque, persino la tua migliore amica ti ha voltato le spalle. È difficile continuare a vivere, a camminare a testa alta, quando...
