26. Ethan

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Il giorno dopo Ethan tornò a scuola, ancora dolorante per le ferite. Se ne stava seduto con la testa appoggiata sul banco, in ultima fila, per non dare nell'occhio e per non far vedere al professore che avrebbe volentieri dormito, invece di stare a scuola, ma non sarebbe resistito un altro giorno senza vedere James.

Rimase tutta la ricreazione e la pausa pranzo nascosto dietro il tronco di un pino, ai lati del campo da basket, chiudendo gli occhi e respirando profondamente, cercando di pensare a qualcosa di piacevole per alleviare il dolore delle ferite.

"Dai, Ethan... Cosa saranno mai un paio di graffi? Resisti, non è mai morto nessuno per aver strusciato leggermente a terra. Pensa a qualcosa di bello. Pensa... pensa a James. E alle sue labbra. Sono morbide. E le sue mani?"

Fredde. Proprio come la sensazione che provò in quel momento. Un corpo freddo, lo sfiorava e dal collo scendeva lungo la schiena.
Aprì gli occhi di colpo e fu sollevato nel vedere che era solo James che lo accarezzava. Girò la testa nella sua direzione, mostrando il taglio sul collo non ancora cicatrizzato.
James si inginocchiò al suo fianco, prendendogli il viso fra le mani e sorridendogli dolcemente. Lo baciò prima a stampo, velocemenete, poi i baci cominciarono a farsi più lenti, profondi, concreti.
Il biondo si staccò e dolcemente sussurrò al compagno: - Hai voglia di un vero bacio? Finora non hai fatto niente... Poi come farai in futuro, quando gli altri ragazzi te ne chiederanno uno?
Ethan rimase sorpreso da quella domanda; sbattè le palpebre un paio di volte e fissò il maggiore sbalordito.
- Come altri ragazzi? Io non voglio avere altri ragazzi. Mi basti tu... Ma capisco che prima o poi ti stuferai, quindi...
- Io non mi stuferò mai di te. Credimi, non mi ero mai innamorato così... È successo tutto in fretta, sono bastati pochi giorni... Era strano, ma stupendo. Ma temo che possa stancarti di me, insomma... Alle ragazze non piacevo, ero troppo tranquillo, figuriamoci a un maschio.
- Quindi... Con quante ragazze sei stato? - chiese Ethan, infondemdo nella voce una punta di gelosia.
James scosse la testa, sorridendo leggermente e giocherellando con le ciocche castane che ricadevano morbide ai lati del viso di Ethan.
- Troppe... Per ogni ragazza, una delusione.
Gattonò nella sua direzione, baciandogli le labbra. Il castano sorisse sotto il tocco freddo del maggiore, che lo cinse da dietro, il petto contro il suo.
Si cimentarono in un bacio dolce, passionale; non esisteva più nessuno, solo loro due; non c'era Butch, non c'erano i professori, non c'era il preside, non c'era Ryan.
Ethan assecondava le labbra del biondo, schiudendo e ruchiudendo le sue lentamente per lasciare spazio al maggiore.

Il sedicenne ora si reggeva con una mano al tronco dell'albero, mentre con l'altra sosteneva la testa di Ethan. Quest'ultimo, con le mani libere, accarezzava i capelli di James, scompigliandogli la chioma dorata. Scese lentamente con le mani sul suo collo, accarezzandogli delicatamente la pelle pallida e arrivando fino al colletto della camicia. Lo tirò ancor più a sé, togliendo il primo bottone dall'asola e scostandolo con fare tremante.
Sembrava stesse avendo a che fare con un neonato: compiva movimenti piccoli, precisi, ma incerti.
James si allontanò dalle labbra del castano, scendendo lentamente versola base del collo, dove si soffermò un po' più a lungo.
Ethan si tappò la bocca con una mano, bloccando un gemito, accarezzando lentamente la guancia del compagno ed invitandolo a guardarlo negli occhi.
- James... Scusa. Stare in tua compagnia è fantastico, ma... Ti prego, ho paura. E poi non posso tornare a casa con un segno rosso sul collo, mia madre se ne accorgerebbe... Fermiamoci qui, ti prego. Ho paura che ci vedano e ti scoprano.
- Tu credi davvero che mi interessi qualcosa? Potrebbero venire qui anche subito, non mi importa; ho scelto da che parte stare. E starò con te. Sempre. Ricordalo questo...

Si alzò barcollando leggermente, stirandosi la maglietta con le mani e rimettendo a posto i capelli, scompigliati dalle piccole mani di Ethan. Aiutò Ethan ad alzarsi, porgendogli una mano ed assicurandosi che non si facesse male.
Lo tenne per i fianchi, impedendogli di andarsene e gli baciava la fronte.
- Un giorno tutto questo finirà, Ethan. Te lo prometto. Un giorno potrai esprimere le tue opinioni serenamente, senza essere giudicato. Un giorno potrai essere te stesso. Te lo prometto. Farò di tutto perché quel giorno possa essere il prima possibile.
E detto questo, se ne andò, lasciando Ethan solo in mezzo ai pini.

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Eeeeee...
Boom!
Boh, a caso.
Salve personcine.
Avrei dovuto pubblicare il capitolo ieri sera, ma non l'ho fatto. Stavo letteralmente morendo.
Mentre imbrattavo la scrivania con il lucido per il fimo.
Anyway, sto studiando da quattro ore, ma ho fatto solo un esercizio di matematica. Beneeh!

Byee
~Your fantastic Gaia 😄

Ethan, io...Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora