Guardava la sua immagina riflessa nello specchio del bagno senza riconoscersi.
Quelli erano i suoi occhi, grandi e azzurri, ma, al tempo stesso, erano diversi, cattivi. Erano gli occhi vitrei di Chloe Horowitz.
Solo allora notò, al di là dello specchio, un coltello da cucina molto simile a quello che avevano identificato come possibile arma del delitto.
Si ritrovò lo stesso coltello nella mano destra.
Chloe appoggiò l'indice sulle labbra, «Shh», poi avvicinò il coltello all'avambraccio destro. Rachel eseguiva ogni movimento in simultanea, incapace di ribellarsi, mentre la lama penetrava nella pelle, sempre più in profondità.
Chloe ripercorreva con il coltello le linee delle vecchie cicatrici, una a una, lentamente. Rachel osservava impotente ogni goccia di sangue che scendeva piano sui suoi vestiti, sul lavandino, sul pavimento.
All'improvviso Chloe si puntò il coltello alla pancia.
Rachel provò a urlare senza riuscirci, Non farlo!
La sua sosia le sorrise, prima di pugnalarsi.
Fu allora che si svegliò di soprassalto. La sveglia segnava le sei e mezza.
Alla luce del mattino, le numerose cicatrici sulle braccia erano bianche, quasi invisibili a occhio nudo, ma le ferite dell'anima non si sarebbero rimarginate altrettanto facilmente.
Aveva smesso di piovere da poco. Abby osservava la sua immagine riflessa nel laghetto artificiale, mentre A.J. la aggiornava sugli sviluppi del caso, ovvero su quello che non sapevano.
«È incredibile... tutto ciò che si dà per scontato.» Abby guardava lontano, con i suoi occhi verdi, di una bellezza rara, «Lo so che dovrei sentirmi fortunata perché sono ancora viva... ma l'unica cosa che riesco a pensare in questo momento... è che devo andare in giro su una sedia a rotelle e fare pipì in una busta di plastica perché non riesco a stare in piedi, perché mi fanno male i punti. Mi rimarrà la cicatrice... e tutte le volte che mi farò la doccia o mi guarderò allo specchio la vedrò... e mi ricorderò di quello che è successo... e della paura che ho avuto.»
«Non è un'unica cosa. Sono tante cose.» le fece notare A.J., voleva fare una battuta e sembrò funzionare, Abby sorrise, anche se durò solo un paio di secondi, «Sa, detective Doyle...»
«Adam» la corresse lui.
«Adam, io non dovrei nemmeno essere qui. Mi sono trasferita a Westwood solo per stare col mio ragazzo e, dopo due settimane di convivenza, ci siamo lasciati perché lui era sempre via per lavoro... e io sempre in ospedale, ero l'ultima arrivata e mi assegnavano i turni più assurdi. E, ironia della sorte, anche ora sono in ospedale... e sono costretta a vedere tutti i miei colleghi, anche quelli più antipatici... Vorrei solo andare a casa mia, ma la troverei vuota.» fece un respiro profondo, «E se tornasse?»
«Non tornerà.» le promise A.J., «Quando sarai dimessa, ci sarà una pattuglia a proteggerti ventiquattro ore al giorno.»
Si accorse che Abby stava piangendo, le mise un braccio attorno alla spalla e la tirò a sé.
Lei e Rachel erano così simili e, allo stesso tempo, così diverse. Abby era timida, fragile, sembrava ancora più piccola tra le sue braccia, un uccellino caduto dal nido che non riusciva a volare e che, se avesse stretto troppo forte, gli avrebbe spezzato le ali. Rachel sembrava non aver bisogno di niente e di nessuno, tanto meno di lui. Per un attimo, ma solo per un attimo, aveva visto un lampo di paura nei suoi occhi di ghiaccio, subito dopo che Lenny l'aveva aggredita. Era a terra, ansimante e sporca di fango, A.J. le aveva porto una mano per aiutarla ad alzarsi, ma lei, prevedibilmente, si era alzata da sola.
Rachel li osservava dalla finestra della stanza di Abby. Non sembravano un detective e una vittima, ma una giovane coppia, lei ricoverata in ospedale e lui il fidanzato premuroso.
Stava per andarsene via, si sentiva come una di quelle vecchie signore che controllano il mondo esterno da dietro le tende, quando vide qualcosa – qualcuno – poco distante dalla panchina dove Abby ed A.J. erano seduti.
Lenny li fissava da dietro un albero, proprio come l'aveva spiata quella sera dalla finestra di A.J., come un predatore che sorveglia da lontano la sua preda.
STAI LEGGENDO
La ragazza dagli occhi di ghiaccio
Mystery / ThrillerRachel, la ragazza dagli occhi di ghiaccio, ha un passato difficile, di cui non parla volentieri. Ogni anno, il giorno del suo compleanno, riceve una rosa rossa ed un biglietto di auguri da parte di uno sconosciuto. Chi perseguita Rachel? C'entr...
