Era partita in fretta e furia, senza dire niente alla sua famiglia, senza dire niente al suo ragazzo. Nessuna spiegazione, nessun saluto, nessun senso di colpa. Aveva raccontato a Mike che si trattava di una questione delicata, un'emergenza di famiglia e alle sue sorelle che avrebbe passato qualche giorno fuori città col suo ragazzo, che le aveva fatto una sorpresa di compleanno.
Solo qualche mese prima, aveva giurato a se stessa che non avrebbe più rimesso piede a Westwood ed era l'ennesima promessa infranta, l'ennesima contraddizione.
La signora Parrish era stata gentile come al solito, «Ancora un po' di tè, cara? Vuoi che ti frigga altro bacon?»
«No, grazie.» Iris aveva lo stomaco chiuso per l'agitazione; avrebbe rivisto A.J., avrebbe dovuto affrontarlo.
Richard non alloggiava più nel bed and breakfast della madre, ora conviveva con una certa Jenny, un'ex collega di Abby, una ragazza allegra, con un bambino piccolo. In altre occasioni, Iris avrebbe cercato di fare amicizia, invece quella mattina era stata malapena in grado di formulare una decina di frasi di senso compiuto.
«Fate buon viaggio.» disse l'infermiera a Richard salutandolo con la mano dal finestrino.
Invece il viaggio fu più lungo di quanto Iris pensasse, carico di silenzi imbarazzati e la ragazza sapeva che, una volta giunti alla meta, sarebbe stato addirittura peggio.
«Come vi siete conosciuti tu e Jenny?» chiese Iris per tentare di avviare una conversazione.
«Ci ha presentato Abby.» rispose il detective senza distogliere lo sguardo dalla strada.
Iris incrociò le braccia e si appoggiò allo schienale, «Abby è ancora viva.»
«Ipotizziamo per un momento che tu abbia ragione.» Richard si girò verso di lei, «Sarà scappata chissà dove con sua figlia, non si lascerà trovare tanto facilmente.»
«È qui che ti sbagli.» replicò prontamente lei, «Ha avuto una figlia da A.J., farà di tutto per mettersi in contatto con lui.»
Lo sguardo di Richard tornò alla strada, dubitava che Iris avesse ragione, ma l'aveva già sottovalutata in passato e non voleva commettere di nuovo quell'errore.
«Credo che Abby sia stata davvero innamorata di lui.» continuò la ragazza, «Tutto quello che ha raccontato a A.J., che ha raccontato a tutti quanti, era una bugia, una serie di bugie, ma il sentimento che provava per lui... era autentico. E non può essere scomparso così, di punto in bianco. Così come Abby non può essere scomparsa nel nulla.»
«Sa che la stia cercando.» ribatté il detective, «E non è di certo una stupida.»
«No, non lo è.» ammise Iris. Sapeva sin dall'inizio che trovare Abby e farla arrestare non sarebbe stato facile. Ripensò a Phoebe, ai segni che aveva sui polsi; sua sorella aveva lottato, fino alla fine, non si era arresa. Iris avrebbe fatto lo stesso.
Né Iris né Richard si aspettavano un'accoglienza calorosa, quindi non si stupirono quando A.J. non fece alcuno sforzo per fingersi contento di vederli.
«Cosa ci fate voi qui?» domandò l'ex detective visibilmente dimagrito.
«Siamo venuti per riportarti a casa.» esordì Richard.
Il detective fissò quello che una volta era stato il suo partner, il suo confidente, il suo migliore amico. All'inizio non voleva credergli, ma poi Richard gli aveva mostrato quella polaroid, Abby ragazzina insieme a Oliver, e A.J. aveva realizzato che Abby gli aveva sempre mentito, proprio come aveva fatto Rachel. La storia che si ripeteva e lui che non aveva imparato dai propri errori, pagando la sua ingenuità a caro prezzo. Alla fine era crollato, così come tutte le sue certezze, tutto ciò in cui credeva fino a pochi istanti prima.
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La ragazza dagli occhi di ghiaccio
Mistero / ThrillerRachel, la ragazza dagli occhi di ghiaccio, ha un passato difficile, di cui non parla volentieri. Ogni anno, il giorno del suo compleanno, riceve una rosa rossa ed un biglietto di auguri da parte di uno sconosciuto. Chi perseguita Rachel? C'entr...
