«È solo un taglietto superficiale.» cercò di minimizzare Iris.
«Non direi, hai perso conoscenza per diversi minuti e il dottore ha detto che probabilmente serviranno i punti. E una risonanza.» ribatté Leon, «Poteva finire male.»
«Ma non è successo, quindi non agitiamoci per niente.»
«È permesso?» domandò l'infermiera entrando nella stanza, «Devo medicare la ferita.»
Iris riconobbe Abby, era la prima volta che la incontrava di persona.
«Sei la sorella di Rachel, immagino.»
Non somigliava molto a Phoebe, era minuta, con uno spruzzo di lentiggini sul naso.
«Ciao, Abby.» la salutò Leon.
«Leon, vedo che ti sei ripreso.»
Aveva accarezzato l'idea di ucciderlo, quando il ragazzo era ricoverato in ospedale privo di conoscenza, ma poi aveva desistito. Al suo risveglio, Leon non ricordava di averla vista insieme a Taylor Kingston. Aveva temuto che ricordasse qualcosa nei giorni successivi, giorni in cui Abby aveva una valigia sempre pronta sotto al letto, ma non era successo. La valigia era rimasta lì, nascosta, anche quando Ethan era stato operato, ma, per fortuna, il detective era morto quasi subito. Non le restava che liberarsi dei genitori di Elinor Benet e il gioco era fatto.
L'arrivo della sorella di Rachel aveva scombinato di nuovo le carte, ma questa volta Abby non aveva nessuna valigia pronta, semplicemente non poteva più fuggire. Aveva troppo da perdere.
Non avrebbe lasciato che Iris le portasse via A.J. e il loro bambino, così come Phoebe le aveva rubato Oliver tanti anni prima.
Mentre Abby le medicava la ferita alla testa, Iris ripensò all'episodio del bagno.
«Che diavolo stai facendo? Vuoi farmi cacciare di casa?» Phoebe l'aveva spostata di peso e l'aveva fatta sedere sul bordo della vasca per disinfettarle il taglio sul braccio.
«Mi fai male.» protestò la bambina.
«Dovevi pensarci prima.» fu la risposta della sorella maggiore.
«Anche a te fa male quando ti tagli?»
Phoebe si era stretta nelle spalle, «Ogni volta fa un po' meno male, ora non sento quasi più niente.»
«Lo dirai alla mamma?»
«No.» l'aveva rassicurata, «Lo sai quanto si arrabbierebbe. Più con me che con te. Come sorella maggiore faccio davvero schifo.»
«Non è vero!» aveva protestato Iris.
«Sarà il nostro segreto, okay?» Phoebe le aveva accarezzato i capelli, «Però devi promettermi che non lo farai mai più?»
«Lo prometto.» aveva mormorato la bambina.
«Promettimi che non diventerai come me.» le aveva detto Phoebe in uno dei suoi rari abbracci, «Non c'è niente di bello a essere come me.»
«Vorrei odiarla, lo vorrei tanto, ma non ci riesco.» disse Iris una volta che Abby se ne fu andata, «Lei è... adorabile.»
«Già. Phoebe non la sopportava proprio per questo.» ricordò Leon.
Iris si stese sul letto, «È incinta. Deve essere al quinto o al sesto mese.»
Leon la guardò sorpreso, «Davvero? Non mi sono accorto di niente.»
Iris buttò gli occhi al cielo, «Uomini.»
Qualcuno bussò alla porta, era Richard.
«Mia madre ti manda dei panini. Con prosciutto e doppio formaggio.» borbottò sotto lo sguardo divertito di Leon.
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La ragazza dagli occhi di ghiaccio
Mystery / ThrillerRachel, la ragazza dagli occhi di ghiaccio, ha un passato difficile, di cui non parla volentieri. Ogni anno, il giorno del suo compleanno, riceve una rosa rossa ed un biglietto di auguri da parte di uno sconosciuto. Chi perseguita Rachel? C'entr...
