Il giorno successivo Iris fu dimessa dall'ospedale, con un barattolino di pastiglie da prendere in caso di mal di testa e la raccomandazione di riposare il più possibile.
Il cellulare iniziò a vibrare. Eccola, la chiamata che aveva aspettato nei due giorni precedenti. Iris fissò il cellulare, indecisa se rispondere o meno.
«Chi è?» le chiese Leon.
«Nessuno.» Iris rimise il cellulare in borsa, ignorando la vibrazione.
Il fratello la guardò di sbieco, «Se è Damian, potresti anche degnarti di rispondergli. So che sei ancora arrabbiata con lui per quello che ti ha detto, ma non lo pensa veramente, lo sai. È passato un anno. Dovresti perdonarlo.»
«Non è Damian.» tagliò corto lei.
Era Jackson Cooper, ex detective che ora lavorava con loro madre ed ex partner di Ethan, che finalmente si degnava di rispondere alle sue chiamate.
Era iniziata quasi per gioco, l'estate precedente, durante una delle cene del venerdì sera a casa di Ethan. Damian non era troppo entusiasta della presenza del partner di suo padre.
«Non capisco perché Cooper debba essere sempre presente alle cene di famiglia.» si era lamentato, «Io sono suo figlio. Mio padre dovrebbe voler passare del tempo con me. Non con lui. Già si vedono tutti i giorni.»
«Damian, non fare il ragazzino.»
La verità era che ad Iris non dispiaceva la presenza di Cooper a quelle serate.
«Lo sai perché è stato messo in squadra con mia padre?» le aveva chiesto Damian, «Come punizione. Sembra che abbia falsificato delle prove sulla scena del delitto per far arrestare un sospettato.»
Ad Iris non importava, anzi, forse questo aspetto di Cooper, questo suo lato oscuro, lo rendeva ancora più interessante.
Le sua battute, il modo in cui lui la stuzzicava, incurante di Ethan e Damian nella stessa stanza rendevano l'attesa tra una cena e la successiva quasi una tortura. Si era sorpresa a osservarsi allo specchio più del solito, sceglieva con cura cosa indossare, si preparava mentalmente qualche aneddoto divertente da raccontare a cena.
Cooper non aveva il fisico atletico di Damian, non era solare quanto lui, ma spesso malinconico e, a volte, un po' cupo. Razionalmente, Damian era più adatto a lei, avevano la stessa età e condiviso le stesse esperienze da quando erano bambini. Damian avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei, ne era certa. Non l'avrebbe mai tradita, mentre la fedeltà di Iris veniva messa sempre più a dura prova, settimana dopo settimana.
Aveva imparato a non distogliere più lo sguardo quando sorprendeva Cooper a fissarla, costringendolo ad abbassare gli occhi per primo. Aveva paura che prima o poi Damian o Ethan se ne sarebbero accorti, ma le importava sempre meno. Non poteva fare a meno di pensare a lui, una volta tornata a casa, ai suoi occhi azzurri e al modo in cui il suo volto si trasformava quando sorrideva, facendolo sembrare quasi un ragazzino. Pensava a lui anche quando era da sola con Damian, chiudeva gli occhi e immaginava che fosse Cooper baciarla, a toccarla.
Si domandava se Cooper stesse davvero flirtando con lei o se stesse semplicemente scherzando. Forse era tutto frutto della sua immaginazione, della sua voglia di evadere da una vita in cui tutto era già prestabilito.
O forse no.
Così si era presentata davanti a casa del detective con l'auto decappottabile che le aveva regalato suo padre per il diploma.
«Ti va di fare un giro?»
Cooper aveva sorriso.
«Prometto che te la faccio anche guidare.» gli aveva detto, «Al ritorno.»
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La ragazza dagli occhi di ghiaccio
Misteri / ThrillerRachel, la ragazza dagli occhi di ghiaccio, ha un passato difficile, di cui non parla volentieri. Ogni anno, il giorno del suo compleanno, riceve una rosa rossa ed un biglietto di auguri da parte di uno sconosciuto. Chi perseguita Rachel? C'entr...
