Capitolo 30

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Gli faceva male vedere Lenny in quello stato. Si era rifiutato di andarlo a trovare perché era arrabbiato con lui, aveva quasi ucciso Leon con un mazza da baseball e aveva mentito a Rachel, rovinando per sempre il loro rapporto. L'ultima volta che l'aveva guardato negli occhi, Rachel non si fidava di lui. E A.J. non avrebbe mai potuto dimenticare quello sguardo.

Ma ora, dopo quasi un anno, il detective capiva per la prima volta quanto Lenny doveva sentirsi solo lì dentro, quanta paura dovesse aver avuto durante i temporali o quando gli infermieri dovevano fargli qualche esame.

«Non ho mai visto Lenny così.» disse a Richard, «Deve uscire da quell'istituto.»

«Sai che non è possibile.» fece l'altro, «Non è stabile.»

«Potrei ospitarlo a casa mia, per un po'.» A.J. prese in considerazione l'idea di far dimettere Lenny. Certo, prima avrebbe dovuto parlarne con Abby, ma era quasi certo che lei sarebbe stata d'accordo.

«E se aggredisse Abby? Vuoi mettere in pericolo il bambino?» cercò di farlo ragionare Richard.

«No, hai ragione. È troppo rischioso.» ammise lui.

Aveva aiutato Lenny per anni, proteggendolo dai bambini che gli tiravano i sassi dopo la scuola. Aveva fatto a botte per lui, prendendole il più delle volte. Eppure ora era impotente, non sapeva cosa fare per aiutare il suo vecchio amico a uscire dall'istituto in cui lui stesso l'aveva condannato per il resto dei suoi giorni.

«Questi sono gli annuari dei licei di Westwood e dintorni che abbiamo fatto vedere a Lenny.» Richard li appoggiò sulla scrivania.

Iris gli lanciò uno sguardo carico di aspettative, «E?»

«Niente. Lenny non ha riconosciuto nessuno. Nessun ragazzo o ragazza bionda che gli abbiamo indicato.» sospirò il detective.

«Ho parlato con Rita, la coinquilina di Chloe Horowitz.» disse lei tutto d'un fiato, «Abbiamo solo fatto quattro chiacchiere, ma è venuto fuori qualcosa di interessante... Sembra che Chloe fosse gelosa della sorella di Taylor Kingston, con cui lui sembrava avere un rapporto morboso

Richard faticava a seguirla da quanto parlava velocemente, «Taylor Kingston era figlio unico.»

«Lo so.» proseguì Iris, «Per questo dobbiamo... dovete...» si corresse, «capire chi è questa sorella misteriosa.»

«Probabilmente era Yvonne. Taylor Kingston ha iniziato a frequentarla quando Chloe era ancora viva.» ipotizzò il detective.

«E se non fosse Yvonne? Se questa sorella esiste, magari potrebbe sapere qualcosa.»

«Non si è comunque mai fatta viva.» le fece notare lui, «Se davvero esiste, allora farà di tutto per non farsi trovare dalla polizia.»

La prima volta che Leon aveva aveva visto Yvonne, non era rimasto colpito solo dalla sua bellezza, ma anche dai suoi modi gentili, dalla sua grazia. Tutto di lei era incantevole, eppure, per qualche strano motivo, Yvonne sembrava non rendersene conto, con i suoi modi timidi e lo sguardo basso.

Solo molto tempo dopo, quando si era fermato a dormire da lei, aveva capito che Yvonne era consapevole dell'effetto che aveva sugli uomini, ma faceva di tutto per neutralizzarlo, cercando di rendersi invisibile

Leon le aveva raccontato del suo sogno ricorrente, in cui avrebbe voluto salvare sua sorella da Taylor Kingston senza riuscire a muovere un muscolo. Era scoppiato a piangere come un bambino e lei lo aveva consolato. Pensava di essersi reso ridicolo, di aver perso ogni chance, invece lei lo aveva baciato, prima sulla fronte, poi sulle labbra.

La ragazza dagli occhi di ghiaccioLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora