Era un sogno, ma anche un ricordo. Iris era in un bar con June, la sua coinquilina, ma l'aveva persa di vista. La cercava tra la folla senza trovarla. Al bancone un ragazzo le chiese se le poteva offrire da bere, lei accettò.
«Come ti chiami?»
«Rachel.»
Poi si svegliò. Sentì dalle risate provenienti dalla cucina, di un uomo e una donna; scese dal letto a piedi nudi e socchiuse la porta della camera da letto cercando di non fare rumore.
Era Cooper con Phoebe, lui indossava un paio di boxer e lei la camicia di lui, due tazze di caffè in mano. Iris si avvicinò per ascoltare quello che si stavano dicendo, ma avevano smesso di parlare, Phoebe si sistemò una ciocca di capelli dietro l'orecchio e baciò Cooper.
«Che diavolo sta succedendo qui?» domandò Iris con al voce che le tremava.
Cooper e sua sorella sembravano non averla sentita, perché continuarono a baciarsi senza fermarsi. Solo Phoebe, a un tratto, la vide; e le sorrise.
Iris si svegliò. Questa volta per davvero.
Si tirò su e accese il cellulare. Riallacciare i rapporti con Damian era stata una pessima idea, lui aveva iniziato a tempestarla di messaggi, come quando stavano insieme. Le chiedeva se voleva pranzare con lui più tardi, per provare un nuovo ristorante cinese. Iris non ne aveva nessuna voglia, ma il senso di colpa le impedì di rifiutare.
Fece la doccia e si vestì controvoglia. Legò i capelli in uno chignon, l'immagine che le restituì lo specchio non era delle migliori, ma andava bene così; magari a Damian sarebbe passata più in fretta.
Ripensò al sogno interrogandosi sul possibile significato. Il suo ritorno a Chicago era stato un modo per porre fine alla sua ossessione per Phoebe, ma non aveva dato i risultati sperati. Da quando era tornata, le sembrava di vederla dappertutto: una ragazza bionda che attraversava la strada, che era in fila per un caffè da Starbucks, che faceva jogging al parco. Naturalmente capiva che non poteva essere Phoebe in meno di un paio di secondi, ma erano quei due secondi che la fregavano. Per quei due - dannati - secondi, sua sorella era ancora viva. Poi la consapevolezza di ciò che era successo in quell'ultimo anno la investiva come uno tsunami: Cooper, la morte di Phoebe, la morte di Ethan, la litigata con Damian, le ultime due settimane a Westwood, Lenny, A.J..
Soprattutto A.J..
Avrebbe voluto scrivergli per sapere come stava, sapeva benissimo che non poteva farlo. Si sedette davanti alla scrivania e accese il PC, non poteva scrivergli né telefonargli, ma nulla le impediva di scoprire come stava o se c'erano novità con Abby, se A.J. le aveva confessato tutto o se aveva deciso di mantenere il segreto lasciando che il senso di colpa lo divorasse lentamente creando una prima, seppur quasi invisibile, frattura nel loro rapporto.
A.J. aveva cambiato la foto profilo, ne aveva messa una insieme a Abby. Lei era di lato e quella posizione metteva in mostra la pancia sporgente. Sotto la fotografia c'erano commenti di affetto e congratulazioni.
Abby sembrava non avere un profilo social, Iris guardò le altre foto sul profilo di A.J.. Ce n'erano diverse, anche insieme a Sammy, davanti a una torta con sei candeline.
Un particolare le saltò quasi subito agli occhi: in nessuna fotografia Abby guardava direttamente l'obiettivo, era sempre di profilo o con lo sguardo abbassato, la frangetta che le copriva gli occhi.
Digitò Abigail Clarkson su Google e trovò solo qualche articolo sull'aggressione che aveva subito e da cui era uscita - miracolosamente - quasi del tutto illesa.
Non c'era altro.
Sembrava non avere un passato; non era una persona reale, ma un fantasma.
Prese il cellulare e telefonò subito a Leon, «Qualcosa non quadra.» esordì, «Si tratta di Abby.»
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La ragazza dagli occhi di ghiaccio
Mystery / ThrillerRachel, la ragazza dagli occhi di ghiaccio, ha un passato difficile, di cui non parla volentieri. Ogni anno, il giorno del suo compleanno, riceve una rosa rossa ed un biglietto di auguri da parte di uno sconosciuto. Chi perseguita Rachel? C'entr...
