«Scommetto che lei sa già tutto» dico alla Gomez, non appena mi accomodo sulla poltrona.
«Cosa te lo fa credere?»
«La sua espressione.»
Incrocio le braccia al petto. Come fa questa donna a sapere sempre le cose in anticipo? Ha una laurea anche come veggente per caso?
«Ci tengo al benessere dei miei pazienti» replica.
«Quindi ci mette addosso delle cimici per spiare i nostri movimenti?»
«Una festa di studenti mi sembra un valido argomento di conversazione, non ti pare? E poi ho anche visto il video.»
«Fantastico. Sanne ne sarà compiaciuta.» Alzo gli occhi al cielo.
«Sai spiegarmi quello che è successo quella sera?» mi chiede. Sospiro. «Quello che ho detto a tutti, mio padre per primo, è che non ricordo assolutamente niente dal momento in cui ho bevuto la robaccia in quel bicchiere a quando mio padre è venuto a prendermi» rispondo.
«E sei sicura che tutto è successo perché la bevanda era compromessa?»
«Era una bevanda alcolica, non compromessa. Abbiamo bevuto sia io sia Sanne ed entrambe ci siamo ubriacate. Malek no per fortuna. Quella ragazza ha buonsenso per tutte e tre.»
«Magari tu e la tua amica avete assunto qualcosa prima della festa.»
«Come? La prego mi dica che è uno scherzo!» esclamo.
È assurdo! Questa donna ha una concezione di me completamente deviata, mi spaventa.
«Sto dicendo che non è la prima volta che affrontiamo questo discorso.»
«E come la volta scorsa si dovrà convincere, purtroppo per lei, che non è come sembra.»
«Cosa intendi?»
«La volta scorsa sono svenuta e mi hanno trovato dei compromettenti tranquillanti nello zaino, adesso vomito a una festa perché mi ubriaco. Cosa nasconderà mai dietro la sua tetra vita la povera, piccola Rachel Anderson? Lei sogna il tragico perché forse incontra soltanto ragazzine con il cuore a pezzi per il bulletto di turno. Io però non le darò del materiale su cui lasciar galoppare la sua fantasia.»
Ecco, meglio chiarire per bene le cose.
«Mi dispiace avvertire sempre questa resistenza da parte tua» dice.
«Non è una resistenza» ribatto pronta. «Se lei si aspetta che io scoppi in lacrime ammettendo: "Sì, è vero, ho seri problemi perché mamma è in Cina e papà è brutto e cattivo. Solo anni e anni di terapia con lei mi salveranno dal baratro", mi dispiace. Io sto benissimo e sono qua solo ed esclusivamente perché mi ci hanno costretta. Gliel'ho già detto la volta scorsa, mi pare.»
«E io, la volta scorsa, ti ho detto che dobbiamo cercare di collaborare perché ho un rapporto su di te da consegnare al preside. Quindi sto cercando di capire quale sia la verità.»
«La verità è che sono andata a quella festa solo perché Sanne ha insistito. Non ci volevo andare ma lei continuava a dire che non possiamo arrivare al college senza il nostro bagaglio di esperienze. Quando poi Isabelle ci ha viste e ci ha tirato una delle sue solite frecciatine, ho perso la testa. Ho preso queldannato bicchiere, ho buttato giù il liquido e non ho pensato alle conseguenze. Quando mi sono svegliata ero nel guardaroba e mio padre era furioso.»
«Che rapporto hai con l'alcol, ne abusi spesso?»
«Non bevo mai, per questo mi è bastato un bicchiere per perdere il controllo. Ma non è contenta che non sia successo niente di male?» Alzo la voce.
Rimaniamo alcuni secondi in silenzio. Lei scrive qualche appunto.
«Che mi dici di Connor?»
Rimango un attimo stupita da questo brusco cambiamento di argomento. Nessuna domanda su Isabelle? Strano. «Sembra che tu lo abbia colpito con uno schiaffo.»
Non le sfugge niente, insomma.
«Non mi piace essere toccata senza il mio consenso» ribatto subito.
«Qual è la situazione tra di voi?».
Ci rifletto un attimo. Non lo so nemmeno io, come faccio a spiegarlo a lei?
«Non lo so» confesso.
Questa volta non c'è resistenza nel mio tono, soltanto rassegnazione.
Lo sguardo della Gomez si addolcisce.
«Insomma è da quando sono arrivata che cerco di girargli alla larga. Non sono mai riuscita ad affrontare quello che c'è stato tra di noi. Poi lui prova ad aiutarmi e io gli tiro uno schiaffo. Probabilmente mi ci voleva, ma non lo avrei mai fatto da sobria, intendiamoci, prima che cominci a chiedermi con quale frequenza vado in giro a picchiare la gente.» Faccio una pausa. «E poi Connor si presenta a casa mia, così all'improvviso. E mi domanda scusa per tutto quello che mi ha fatto passare. Mi assicura che è cambiato, che non è più un ragazzino e che vorrebbe ricominciare da capo. Tra di noi però non c'è mai stato nessun rapporto d'amicizia. Il fatto è che non vedo una logica nel suo comportamento, è stressante.» Sbuffo.
«Sei in conflitto con te stessa?»
«Forse. Sembra che quello schiaffo gli abbia riposizionato i neuroni e il risultato è che adesso lui è gentile con me.» Alzo le spalle. «Non posso dire che mi dispiaccia, è che non sono abituata. Ho paura delle conseguenze.»
«Ti fidi di lui?»
«No.»
È la verità e mi è uscita veloce e spontanea.
«No, non mi fido di lui» aggiungo, «ma forse un giorno ci riuscirò. Insomma se lui mi dimostra che ci tiene a conquistarla.Mi fido ancora meno delle persone che gli girano intorno. Che cosa direbbe Isabelle se improvvisamente ci vedesse parlare? A quali torture mi sottoporrebbe? E Logan? Prima mi chiede di uscire, poi quando rifiuto, insinua che sia perché ho una cotta per Connor.»
«E ce l'hai?»
Guardo la dottoressa per un lungo instante, incapace di rispondere.
«Non ci voglio pensare» dico infine. «A volte penso di sì. Questo spiegherebbe un sacco di cose, come le sensazioni contrastanti che provo in sua presenza. Ma poi mi ripeto che è una situazione temporanea, che me ne andrò via e che non posso permettermi distrazioni di questo tipo. Se lui mi stesse prendendo in giro, non avrei le forze di rimettere insieme i pezzi del mio cuore.»
«Non pensi di essere troppo razionale?»
«In che senso?»
«Non sarebbe meglio provare a ragionare meno, farti meno problemi e affrontare le cose man mano che si presentano?»
«Non credo di esserne in grado.»
«Dovresti provarci.» Mi sorride. «Connor ti ha chiesto scusa e per quanto possa suonarti strano o impossibile, lascia perdere i tuoi dubbi e vivi la situazione per quello che è. Lo vuoi perdonare? Pensi di essere capace di lasciar perdere il passato e guardare avanti? Se sì, fallo. Poi se è destino che diventiate migliori amici, fidanzati o che non vi parliate mai più non è un problema sul quale soffermarti adesso. Una cosa per volta, Rachel.»
«Lo dice come psicologa o come donna?»
«Lo dico come amica.»
Cavolo, forse la dottoressa Gomez non è così male come credevo.
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AGAIN (1)
Teen Fiction!!QUESTO LIBRO è GIà DISPONIBILE NELLE LIBRERIE E SU AMAZON IN CARTACEO E DIGITALE!! Quando la madre si trasferisce in Cina per lavoro, Rachel, diciassette anni, è costretta a tornare a vivere nel paese della sua infanzia con il padre, che non vede...
