Tutto sommato questi giorni di scuola scivolano via, portandosi dietro la prima settimana.
Frequento i corsi con interesse e partecipazione, ci tengo a fare bene, e posso dire che alcuni professori sono davvero validi. Orientarmi all'interno dell'edificio è stato più facile del previsto, ormai mi sposto di aula in aula zigzagando tra gli studenti come un maratoneta al traguardo. Alcune facce cominciano a essermi familiari, qualcuno mi Saluta anche, benché non abbia ancora conosciuto bene nessuno.
In verità trascorro la maggior parte del tempo da sola. In mensa ho il mio posto fisso al tavolo di Malek, ma a parte un cenno con il capo non abbiamo mai scambiato mezza parola. Lei continua a leggere i suoi libroni e io sto prendendo l'abitudine di portarmi dietro i miei. Solo Sanne, ogni tanto, porta una ventata di ilarità provando ad attaccare bottone con chiunque. Credo sia una dalla chiacchiera facile. Secondo me potrebbe fare amicizia con qualsiasi forma di vita. Bisogna ammettere che i suoi vestiti sono tutto un programma: deve avere una buona dose di creatività.
«Be', questa è proprio divertente» dice Sanne alla fine della lezione, mentre ci dirigiamo alla mensa. «Sono quasi simpatici.» Attaccato al suo armadietto c'è un foglio da disegno con sopra una sua caricatura abbastanza grottesca, nella quale i capelli sono stati sostituiti da un casco di banane. Lei lo stacca dall'anta metallica e rimane a fissarlo per un po'. «Non credo che abbiano dei voti alti in arte» afferma mostrandomi il foglio.
«Sono degli idioti.»
«Punto primo non ho i capelli biondi, quindi non capisco perché le banane» continua lei come niente fosse. «E poi sono riccia. Le banane sono spesse, sono grosse, niente a che vedere con i miei capelli. Volevano offendermi o divertirmi? Non ci arrivo.»
«Pensi di tenerlo?» le chiedo.
«Certo che no. Però la prossima volta che mi gireranno intorno glielo farò presente. Se vogliono colpire sui difetti fisici dovrebbero essere più acuti. Non lo so, forse appiopparmi la criniera di un leone sarebbe stato più adatto. Almeno avrei somigliato nei volumi.» Si passa una mano sugli ispidi capelli ricci che le ricadono scomposti intorno al viso.
«Ma non ti dà fastidio?».
«Cosa? Un disegno?»
«Cercavano di prenderti in giro.»
«Appunto. Cercavano. Ma hanno miseramente fallito.»
Apre l'armadietto e comincia ad armeggiare con i libri nella sua enorme borsa con l'elefante.
«Non vorresti che smettessero? Che ti lasciassero in pace?»
«Rachel tu te la prendi troppo secondo me. Se ogni volta dovessi mettermi a piangere e implorarli di non tormentarmi probabilmente ci prenderebbero ancora più gusto e calcherebbero la mano. Quelli non sono bulli, sono ragazzini.» Alza le spalle e chiude lo sportello. «Prova ad avere a che fare con Isabelle e il suo gruppo. Allora ne riparleremo. Quelle vipere mi hanno messa in seria difficoltà a volte.»
«Sì, posso immaginare» borbotto senza farmi sentire.
Ci incamminiamo verso la mensa, quando all'improvviso un gruppetto di ragazzi ci si piazza davanti. Sono quasi sicura che siano gli stessi che ho visto importunare Sanne il primo giorno di scuola.
«Allora Sanne la stramba, ti è piaciuto il nostro regalo?» dice uno di loro con un ghigno.
«Già, che cosa ne pensi?» domanda il secondo.
Guardandoli da vicino, in effetti, sembrano tutto fuorché minacciosi.
«Ciao ragazzi. Stavo appunto discutendo con la mia amica sulla scelta del casco di banane. Potevate fare di meglio» commenta lei.
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AGAIN (1)
Roman pour Adolescents!!QUESTO LIBRO è GIà DISPONIBILE NELLE LIBRERIE E SU AMAZON IN CARTACEO E DIGITALE!! Quando la madre si trasferisce in Cina per lavoro, Rachel, diciassette anni, è costretta a tornare a vivere nel paese della sua infanzia con il padre, che non vede...
