Twenty three.

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I pochi giorni che dividevano il paese dalla sua tradizionale festa patronale erano trascorsi, erano state giornate con un grande movimento, la piazza era sempre gremita di persone che si affannavano per disporre al meglio le tante decorazione e c'era anche chi litigava per queste ultime perché non gradiva il modo in cui erano disposte ma, dopo tanto penare, il paese era pronto per festeggiare, ovviamente c'erano gli ultimi dettagli da rifinire ma nulla che potesse togliere il buon umore ai compaesani.
Tutti gli abitanti del posto avevano un grande sorriso stampato in volto e si preparavano mentalmente, e anche fisicamente, ai festeggiamenti che si sarebbero svolti quella sera stessa , grandi e piccini non vedevano l'ora di poter dimenticare momentaneamente i problemi e di divertirsi con le persone più care.
Anche Benjamin e Federico erano tra quelli che amavano la festa di paese, il primo più che altro amava vedere il più piccolo tanto felice e sbalordito per le decorazioni, e quell'anno più di altri, era la prima festa che passavano insieme come fidanzati ed entrambi volevano renderla speciale.

Dopo il loro piccolo litigio avuto giorni prima, per via della gelosia del maggiore, non avevano avuto altri problemi, passavano le loro giornate in tranquillità, dovuta anche alla continua assenza del padre di Benjamin, Federico aveva insistito molto affinché l'altro ogni giorno portasse un libro da poter leggere insieme sulla riva del fiume, al biondo piaceva molto leggere e cercava di comprare più libri possibili ma trovava più bello farlo in compagnia del suo unico amore.

Anche quella mattina i due giovani si diedero appuntamento la mattina presto al loro solito posto per far colazione insieme, il più piccolo aveva dato l'incarico a Benjamin di portare tutto ciò che era necessario ma quest'ultimo aveva deciso di presentarsi a mani vuote in quanto aveva altre idee per la mente.
Il maggiore era già giunto al bosco e attendeva con impazienza l'arrivo dell'altro ma, per sua fortuna, non dovette aspettare ancora molto, in quanto pochi minuti dopo questo fece la sua apparizione.
-"Benjamin!" Urlò il più piccolo per riuscire a farsi sentire dall'altro che era più avanti.
Un sorriso raggiante comparve sul volto di Benjamin quando vide Federico davanti ai suoi occhi, continuava a sorprendersi di quanta bellezza possedesse quel ragazzo e, soprattutto, di quanto amore lui provasse nei suoi confronti, Federico era sempre stato la sua unica fonte di felicità ma in quel periodo più che mai.
-"Federico!" Esclamò a sua volta lui sorridente.
Il biondo, con pochi passi svelti, raggiunse il maggiore che si trovava sulla riva del fiume e lo attirò in un abbraccio.
La testa di Benjamin finì sulla spalla di Federico mentre quest'ultimo gli cingeva la vita con le braccia e gli lasciava un bacio sulla tempia ma, una volta sciolto l'abbraccio, l'attenzione del minore venne richiamata dall'assenza di un cesto o di qualsiasi cosa che gli avrebbe permesso di fare colazione.
-"Benjamin." Lo chiamò il ragazzo. "La nostra colazione?" Chiese.
Un sorriso furbo comparve sul viso del moro che se ne stava a braccia conserte a guardare la confusione dell'altro ragazzo.
-"Non ho portato nulla." Disse.
-"Cosa? Non vuoi più fare colazione?" Chiese Federico che capiva sempre meno del comportamento del moro.
-"Si, voglio ancora fare colazione con te."
-"Ma non hai portato nulla, come faremo?"
-"Vieni a casa mia, semplice." Disse Benjamin e scrollò le spalle.
-"No, Benjamin, non verrò." Rifiutò l'offerta il più piccolo e fece qualche passo verso il fiume.
Il moro lo raggiunse e lo abbracciò da dietro, data l'altezza dell'altro dovette accontentarsi di mettergli la testa sulla spalla per poterlo guardare.
-"Ti prego, mio padre non c'è e sai che mia madre ti adoro, faremo una colazione svelta così dopo potremmo andarcene, ti prego." Lo supplicò lui.
Federico chiuse gli occhi e sospirò a lungo.
-"Va bene, andiamo." Accettò.

Federico si sentiva a disagio quando si trovava a casa dell'altro, sapeva che quello non era un posto adatto a lui e gli sembrava che ogni oggetto presente in quella casa enorme fosse lì per ricordarglielo, aveva insistito tanto affinché potessero fare colazione nella cucina con le cameriere e non nella sala da pranzo dove si trovava sua madre e il moro, per rendere più piacevole il suo soggiorno, accettò.

I due stavano mangiando in tranquillità mentre parlavano del più e del meno ma quel momento venne interrotto da dei passi pesanti che scendevano al piano di sotto, Benjamin fu il primo ad incontrare gli occhi della persona che era appena scesa e il suo viso perse ogni colore.
-"Benjamin." La voce dell'uomo risuonò pesante nella stanza e fece agitare il minore.
-"Padre, siete tornato." Disse il moro cercando di non far trapelare la sua ansia.
-"Che ci fa lui qui?" Chiese duro Alberto ignorando le parole del figlio.
-"L'ho invitato a fare colazione." Rispose Benjamin.
-"Sai che non voglio vederlo qui e che non approvo la vostra amicizia." Ringhiò il padre.
-"Benjamin, ci vediamo un'altra volta." Disse Federico abbozzando un sorriso mentre si alzava dalla sedia.
-"No, non vi vedrete, devi stare lontano da mio figlio."
Il più piccolo stava per aprire bocca per rispondere ma venne fermato dal moro che gli mise una mano sulla spalla e gli sorrise.
-"Vai Federico, ci penso io." Disse.
Il biondo, titubante, annuì e andò via.
-"Padre, ve l'ho già detto e ve lo ripeto, io continuerò a vedere Federico tutte le volte che vorrò.
Le mie amicizie non sono cose che riguardano voi." Disse e lasciò solo il padre prima che questo potesse rispondere.

Il resto della mattinata e le ore del pomeriggio Benjamin le passò chiuso in camera sua a meditare un piano che gli permettesse di vedere Federico il prima possibile, sapeva che il ragazzo sarebbe stato presente la sera alla festa del paese e sapeva che quello era l'unico modo che aveva per agire indisturbato, suo padre non gli avrebbe mai vietato di accompagnare sua madre in paese per una tale occasione e sapeva che sua madre non gli avrebbe impedito di vedere il suo fidanzato.

Era da poco sceso il buio e il moro era ancora davanti allo specchio per vedere se ci fosse qualche dettaglio fuori posto, voleva essere il più bello possibile per Federico.
-"Benjamin, andiamo?" La voce delicata di Agnes lo costrinse ad allontanarsi dalla superficie riflettente e ad uscire dalla stanza.
-"Andiamo." Sorrise lui e la prese sotto braccio.
Agnes sapeva ciò che il figlio aveva intenzione di fare e lei non sarebbe stata un ostacolo, anzi, avrebbe cercato di aiutarlo per quanto le era possibile.

La piazza del paese era una vera e propria gioia per gli occhi, c'erano persone che si divertivano ad ogni angolo, musica per allietare la serata e buon cibo e buon vino per riprendere le forze dopo tanti balli ma lo sguardo di Benjamin cercava una sola persona, voleva vedere il suo Federico.
-"Benjamin." Lo chiamò la madre.
-"Si?"
-"È lì." Disse la donna e gli indicò una panchina nascosta dal muro. "Vai da lui." Aggiunse.
Il ragazzo la ringraziò e corse dal più piccolo.
-"Federico." Lo chiamò.
Gli occhi lucidi del biondo incontrarono quelli cristallini del più grande ma non gli veniva da sorridere.
-"Tuo padre ti ha lasciato venire?" Sussurrò.
Benjamin sospirò e si sedette accanto a lui.
-"A me non importa di ciò che pensa lui, a me importa solo di te." Disse.
-"Lui rovinerà il nostro rapporto." Rispose Federico e abbassò lo sguardo.
-"Lui non farà nulla, io non glielo permetterò."
-"Ha conoscenze, potere, può fare tutto." Ammise il più piccolo, sapeva che Alberto poteva fare tutto ciò che voleva.
Una musica lenta raggiunse le orecchie dei due e un'idea balenò per la testa del moro.
-"Balla con me." Disse lui.
-"Cosa?"
Benjamin, senza dargli ulteriori informazioni, si alzò dalla panchina e gli prese la mano, il posto in cui si trovavano era abbastanza appartato per impedire al resto del paese di vederli.
-"Balla con me." Ripetè il maggiore e gli cinse i fianchi con un braccio mentre gli teneva la mano.
-"Tuo padre rovinerà tutto." Disse ancora una volta Federico.
-"Non glielo permetterò Federico, tu sei la cosa più importante che ho nella mia vita e né mio padre né chiunque altro riusciranno a portarti via da me.
Per te sarei disposto a rinunciare a tutto ciò che ho perché se ho te al mio fianco ho tutto.
Fidati di me Federico, saremo felici insieme."

Illegal love || Fenji.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora