Quella notte i due la passarono stretti l'uno all'altro senza preoccuparsi che qualcuno, da un momento all'altro, potesse entrare nella stanza e trovarli in quella situazione che avrebbe potuto creargli dei problemi, solo Maria e Agnes erano a conoscenza del fatto che Federico fosse lì ed entrambe erano davvero felici di poter godere della sua presenza ma, sfortunatamente per loro, un nuovo giorno stava per iniziare.
La mattina seguente arrivò molto velocemente interrompendo la bella notte dei due giovani.
Un grande via vai di cameriere continuava a camminare a grande ritmo, e provocando un grande rumore, fuori dalla porta del più grande che continuava a stringere possessivamente a sè il corpo del biondo cercando di conciliare, nuovamente, il sonno.
Federico, invece, continuava a dormire tranquillamente con la testa poggiata sul petto del moro, le sue labbra erano schiuse formando una piccola 'O', le sue lunghe ciglia sembravano accarezzare le sue guance rosse, per il calore che emanavano le coperte a contatto con il corpo, le dita affusolate erano poggiate sulla mano di Benjamin e gliela stringevano leggermente, le loro gambe erano intrecciate tra loro creando un miscuglio di arti impossibile da decifrare da chiunque altro.
Un mugolio leggero fuoriuscì dalle labbra carnose e rosse di Benjamin che, lentamente e di malavoglia, aprì gli occhi, poco dopo il suo sguardo ricadde sul corpo del ragazzo addormento al suo fianco e un sorriso comparve sul suo volto.
-"Piccolino." Sussurrò e gli scostò i capelli dal viso.
Il più piccolo, per tutta risposta, emise qualche verso privo di significato e nascose la testa tra le braccia del maggiore che sorrise nel vedere quanto adorabile fosse, anche mentre dormiva.
-"Su, Federico, svegliati." Continuò il moro e si sporse in avanti per dargli un bacio sulla fronte.
-"Voglio dormire." Farfugliò Federico e si girò dall'altro lato lasciando, così, il petto del maggiore.
Ma Benjamin non si perse d'animo, gli cinse la vita con le braccia e lo abbracciò da dietro.
-"È mattino, mio piccolo Federico, dobbiamo alzarci." Sussurrò al suo orecchio e gli morse leggermente il lobo dell'orecchio.
Il corpo del più piccolo venne, all'istante, tempestato da una scia di brividi dovuti al gesto appena compiuto da Benjamin, quel ragazzo gli faceva perdere il controllo; si rigirò nella sua direzione e gli sorrise debolmente.
-"Ma buongiorno amore mio." Disse Benjamin e gli diede un bacio sulla punta del naso.
-"Buongiorno nano del mio cuore." Rispose il biondo e gli sorrise divertito.
-"Non chiamarmi in quel modo." Sbuffò il più grande per poi sorridere subito dopo.
-"Io posso chiamarti come voglio." Controbatté il maggiore e gli accarezzò il viso.
-"E chi lo dice?" Chiese divertito il moro.
Federico, cogliendo l'altro alla sprovvista, lo fece stendere di schiena e si mise a cavalcioni su di lui.
-"Lo dico io." Rispose lui e fece unire le loro labbra.
Pochi istanti dopo le mani di Benjamin finirono tra i folti capelli biondi del ragazzo che intanto si era sistemato meglio sul suo corpo.
Mentre i due continuavano a baciarsi appassionatamente la porta della stanza si aprì facendo irrigidire, all'istante, i due giovani che si staccarono il più in fretta possibile.
-"Benjamin, Federico."
I due ragazzi, molto lentamente, girarono il viso verso la porta e tirarono un sospiro sollievo quando videro di chi si trattava.
-"Maria, che spavento." Disse Benjamin che rilasciò il respiro che stava trattenendo e si mise a sedere continuando a tenere Federico sulle sue gambe.
-"Scusate, non era mia intenzione." Si scuso la ragazza e richiuse la porta alle sue spalle.
-"Tranquilla, non è successo nulla." La rassicurò il più piccolo e abbozzò un sorriso.
Maria li scrutò attentamente per qualche istante prima di sorridere, ai due, e di avvicinarsi.
-"Siete davvero una bella coppia, lo sapete?" Chiese sorridente.
-"Grazie mille, davvero." La ringraziò il moro che strinse ancora di più il più piccolo che chiuse gli occhi. "Tengo davvero tanto a lui." Aggiunse e gli diede un bacio sulla fronte.
-"E io tengo tanto a te, mio piccolo principe." Rispose Federico e gli sorrise ampiamente. "Maria posso farti una domanda?" Chiese.
-"Certo, tutto quello che vuoi." Disse la ragazza e si sedette sul letto.
-"Perché vuoi aiutarci?" Chiese il più piccolo. "Suo padre ti ha scelto come sua fidanzata quindi crede davvero molto in te." Continuò.
Un lungo sospiro fuoriuscì dalle labbra sottili della giovane che abbassò lo sguardo e prese a sistemarsi il vestito con le mani.
-"Perché vi capisco." Rispose.
-"In che senso? Cosa intendi?" Chiese confuso il maggiore.
-"Anche io sono innamorato di una persona e la società non vede di buon occhio la nostra relazione." Disse Maria.
-"Ti va di parlarne con noi?" Domandò il biondo che scese dal grembo del maggiore e si avvicinò a lei.
La giovane annuì debolmente e iniziò a parlare.
-"Tempo fa conobbi un uomo, è un amico di mio padre, tra di noi è subito nata una certa simpatia che con il tempo si è trasformata in bel altro, il nostro rapporto si è evoluto fino a diventare un rapporto amoroso ma c'è un problema.
Lui è molto più grande di me e, per giunta, è sposato con un figlio, io lo amo e lui ama me ma non possiamo stare insieme alla luce del sole.
Mio padre mi ha costretto a venire qui per fidanzarmi, non ha pensato a me e ai miei desideri e sentimenti, solo ai suoi interessi." Spiegò la giovane.
-"Un po' come tuo padre." Disse il più piccolo rivolto verso Benjamin. "Scusami, non volevo mancargli di rispetto." Si scusò, non voleva avere una nuova discussione.
-"Tranquillo, non me la prenderò, in fondo è la verità." Rispose il moro.
La porta si aprì nuovamente interrompendo, così, la loro conversazione.
-"Benjamin, è arrivato tuo padre." Lo avvisò Agnes che aveva il viso rigato dalle lacrime.
-"Arrivo madre." Rispose Benjamin e si alzò dal letto.
I tre giovani si recarono nella grande stanza che era stata assegnata ad Alberto e rimasero sconvolti quando videro in che condizioni si trovasse l'uomo, gran parte del suo corpo era coperto da fasce e la restante pelle scoperta era ricoperto da grossi lividi che avevano tutta l'aria di essere molto dolorosi.
-"Padre..:" Sussurrò il moro ancor prima di rendersi conto di stare per parlare.
L'uomo, a fatica, si girò nella loro direzione e si sforzò di sorridere.
-"Figlio mio..." Disse a fatica per poi tossire. "Avvicinati, te ne prego." Continuò.
Benjamin annuì e si avvicinò al letto del moribondo.
-"Sono qui." Disse.
-"Benjamin." Lo chiamò il padre e si inumidì le labbra. "Devi farmi un favore." Aggiunse.
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Illegal love || Fenji.
FanficIllegal love || Fenji. "Due ragazzi che scelgono di amarsi in un'epoca in cui il loro amore era illegale. Lotteranno per il loro sentimento ma il peso della giustizia, e l'opposizione da parte delle loro famiglie, saranno troppo per loro?"
