Thirty nine.

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Un nuovo giorno era arrivato, la pioggia non aveva abbandonato nemmeno per un secondo il paese, alcuni compaesani, i più superstiziosi, credevano che quel maltempo fosse dovuto alla tristezza generale che accumulava tutti gli abitanti del posto, o quasi tutti.
Tutti stavano fortemente soffrendo per l'accaduto che si era verificato il giorno primo, Federico, per tutti loro, era una persona davvero speciale, amavano quanto quel ragazzo potesse essere felice e come riuscisse a rendere felice anche quelli che lo circondavano, nessuno riusciva ad accettare il fatto che una tale tragedia fosse successa proprio ad un ragazzo tanto buono come lo era il piccolo Federico, tutti speravano che potesse riprendersi il primo possibile per poter ritornare a camminare allegro tra le strade ma i dottori erano stati chiari, nessuno dei tanti esperti di medicina che erano giunti per visitarlo, durante le ore della notte, era molto fiducioso, temevano che il giovane non potesse sopravvivere più di tre giorni viste le sue terribili condizioni.
Benjamin, che non faceva altro che piangere e singhiozzare disperatamente, era ritornato a casa con il foglio stretto tra le mani e la terribile paura che quello potesse essere l'ultimo oggetto che gli restava di Federico, si chiuse nella sua stanza, ignorando la voce di sua madre che continuava a chiamarlo per avere notizie sul ragazzo, e lesse quella lettera. Vari singhiozzi gli scossero il corpo e numerose lacrime caddero sul foglio ingiallito costringendolo, più volte, ad interrompere la lettura per potersi asciugare gli occhi umidi, per tutta la notte aveva letto e riletto quelle parole, che gli erano arrivate diritte al cuore, più volte fino ad imparare a memoria ognuna di esse.
La sua mente era piena di bei momenti passati con il suo piccolo Federico e di una cosa era certo, non voleva rinunciare a lui, non avrebbe permesso che Federico perdesse la vita senza nemmeno combattere, lo voleva al suo fianco ed era più determinato che mai.

Benjamin, per tutta la notte, non aveva fatto altro che rigirarsi nel letto alla ricerca di una soluzione fin quando una soluzione non gli balenò nella testa, ignorando l'orario poco consono per una visita, corse al piano di sotto e avvertì un ragazzo affinché facesse quello che lui desiderava.
-"Allora ci siamo capiti?" Chiese il moro.
-"Si, signore, sarò di ritorno nel primo pomeriggio." Annuì il ragazzo.
-"Sai cosa fare nel caso dovessero presentarsi problemi." Disse Benjamin.
-"Si, signore, farò come mi ha detto.
È anche mia premura che vada tutto bene." Rispose il giovane abbozzando un sorriso.
-"Lo so e sono felice che interessi anche a te, sono sicuro che svolgerai il tutto nel migliore dei modi." Disse il più grande e gli mise una mano sulla spalla. "Ora vai, non abbiamo tempo da perdere." Aggiunse.
-"Vado, buona giornata signore." Lo salutò il ragazzo, si sistemò il cappello e corse fuori di casa.
Benjamin si appoggiò al corrimano delle scale e tirò un sospiro di sollievo.
-"Giuro che ti salverò, piccolo mio." Sussurrò a se stesso.
Avrebbe salvato Federico anche a costo della sua stessa vita.
Dei passi pesanti scesero le scale e, qualcuno, poggiò una mano sulla spalla del moro facendolo sobbalzare.
-"Figliolo." La voce pesante di Alberto risuonò nelle orecchie del moro provocandogli una smorfia di disgusto.
-"Padre." Rispose freddo il ragazzo.
-"Che ci fai già in piedi?" Chiese l'uomo e si mise davanti a lui.
-"Non riuscivo a dormire e sono uscito dalla camera ma ora ci ritorno per prepararmi." Spiegò Benjamin cercando di trattenersi dall'urlargli contro, sapeva che suo padre non era a conoscenza dell'incidente avuto da Federico e preferiva non tradirsi per poter agire indisturbato. "Voi come mai siete già sveglio?" Chiese.
-"Devo andare fuori dal paese, ci sono stati dei problemi e tocca a me risolversi, come sempre." Rispose Alberto prima di lasciarsi andare ad un rumoroso sospiro.
Il moro sentì delle campane suonare a festa nella sua testa ma cercò di trattenersi dal sorride.
-"Oh." Si limitò a dire. "Per quanto tempo?" Continuò a chiedere spinto dalla curiosità.
-"Si tratta di un problema molto grave, potrebbero volerci settimane." Disse il padre.
-"Capisco."  Rispose il più grande.
-"Ma non so come fare per gestire le cose qui, è un lungo periodo." Continuò a parlare l'uomo.
-"Ci penserò io, gestirò tutto io." Si affrettò a dire Benjamin.
-"Davvero?" Chiese incredulo Alberto.
-"Ma certo!" Esclamò allegro il moro. "Un giorno tutto questo sarà mio ed è meglio che io mi affretti ad imparare tutto ciò che serve." Continuò.
-"Mi rendi orgoglioso, figlio mio." Disse Alberto sorridendo orgoglioso prima di dargli una pacca sulle spalle.

Benjamin non poteva essere più felice, aveva fatto qualcosa di concreto per aiutare il suo unico amore e, per di più, suo padre gli aveva comunicato che sarebbe stato via per diverse settimane.
Allegro come non mai, il moro, si preparò il più velocemente possibile e uscì di casa, ma non senza essersi assicurato che suo padre fosse andato via, diretto verso la dimora del biondo, sapeva che Eva non l'avrebbe accolto nei migliori dei modi ma lui l'avrebbe visto ad ogni costo, era deciso più che mai a combattere per lui.

Dopo una breve corsa, il più grande, giunse davanti alla casa di Federico e, anche quella volta, trovò la porta di casa aperta per poter accogliere tutti coloro che desideravano fare visita al ragazzo.
Prese un lungo respiro e entrò in casa mentre si guardava intorno alla ricerca della madre del ragazzo ma non ci mise troppo ad individuarla, Eva si stava già dirigendo nella sua direzione come una furia.
-"Cosa ci fai tu qui?!" Chiese quasi urlando la donna.
-"Donna Eva, buongiorno." La salutò il ragazzo mantenendo la calma.
-"Buongiorno?! Come può essere un buongiorno se mio figlio si trova in quello stato?!" Urlò Eva. "E per di più è colpa tua." Aggiunse puntando un dito contro il petto del moro.
Benjamin sospirò e abbozzò un sorriso.
-"La prego, ho bisogno di vederlo, anche solo pochi minuti.
La prego." La supplicò il ragazzo. "Mi metterò anche in ginocchio se serve, tutto ciò che voglio è potergli stare accanto..." Continuò.
-"Vai Benjamin, non faremo entrare nessuno." Si intromise Massimo.
-"Ma..." Stava per controbattere Eva ma venne zittita dal marito.
-"Niente ma, Eva, vai pure Benjamin."
Il moro lo ringraziò e corse nella stanza nel minore.

La vista di Federico gli spezzò nuovamente il cuore, gli sembrava più pallido e debole del giorno precedente, se possibile, il suo petto continuava ad alzarsi e abbassarsi in un modo sempre più lento, il suo viso era quasi più pallido del lenzuolo che lo copriva, a dargli colore erano solo i tanti lividi che costellavano il suo corpo.
-"Piccolo mio..." Sussurrò Benjamin prima che una lacrima cadesse dai suoi occhi.
Con passi lenti raggiunse il letto del ragazzo e si sedette sulla sedia che era posta accanto ad esso.
-"Sono qui con te e non ti lascerò ma, ti prego, non farlo nemmeno tu." Continuò a sussurrare il maggiore e gli prese la mano per poi dargli un bacio sul dorso.
Le palpebre di Federico, in un primo momento, si mossero quasi impercettibilmente ma, meno di un minuto dopo, i suoi occhi azzurri erano ben aperti se pur a fatica.
-"B- Benjamin..." Lo chiamò sottovoce il biondo e cercò di inumidirsi le labbra con la lingua.
-"Federico!" Esclamò Benjamin e si buttò in ginocchia ai piedi del letto per poter essere più vicino al minore.
-"C- che ci fai qui?" Chiese Federico che a stento riusciva a tenere gli occhi aperti.
-"Non sforzarti, sei molto debole." Lo rimproverò il più grande. "Sono qui perché ci tengo a te, tantissimo, e non ti lascerò mai solo." Continuò.
-"Hai letto la lettera?" Continuò a chiedere il minore ignorando il rimprovero dell'altro.
Un piccolo sorriso comparve sul viso di Benjamin.
-"Si, l'ho letta." Rispose. "E voglio combattere per te, sei troppo importante per lasciarti andare via da me.
Io ti amo e voglio invecchiare con te, ne abbiamo passate tante insieme e ancora ne passeremo, supereremo tutto insieme." Continuò Benjamin e fece unire le loro labbra per un breve momento perché l'altro iniziò a tossire.
-"T- ti amo..." Sussurrò Federico tra un colpo di tosse e l'altro.
-"Ti amo anche io e presto starai bene, te lo giuro." Rispose il moro e prese ad accarezzargli i capelli.

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Ehi💕
Grazie infinite per le diciannove mila visualizzazioni, siete fantastiche, davvero💕
Vi ricordo le mie storie in collaborazione, quella con fenjifanfiction  che trovate sul suo profilo e si chiama 'Forbidden soulmate' e quella con annavittoria98 , si chiama 'Incident' e potete trovarla sul suo profilo, se vi va passate a leggerle.
Se volete contattarmi, per qualsiasi motivo, potete farlo qui o mi trovate su Twitter come @suarezgilliesIt.
Fatemi sapere cosa ne pensate.
Baci, Michi💕

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