Thirty three.

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Centinaia di lacrime rigavano le guance dei due ragazzi che già soffrivano per la distanza che erano costretti a sopportare, erano passate solo poche ore da quando Alberto aveva trascinato Benjamin fuori da quella casa ma, ad entrambi, sembravano passate ore, sentivano la mancanza dell'altro, delle sensazione che le loro labbra a contatto provocavano in entrambi e si domandavano se mai avrebbero rivissuto quelle emozioni.
Federico si trovava ancora a casa di Sebastian, che aveva promesso di aiutarlo in tutto ciò che gli era possibile, era sdraiato su quello stesso letto su cui il moro l'aveva stretto possessivamente a sè per tutta la notte e non riusciva a fare altro che starsene lì, immobile a fissare il soffitto, mentre varie lacrime amare gli rigavano il viso, aveva paura di non rivedere mai più il suo Benjamin, sapeva quanto suo padre fosse influente nel paese e se decideva qualcosa non cambiava idea.
Benjamin, lontano dal suo unico amore, era rinchiuso in camera sua, si era rifugiato sotto le coperte nonostante il gran caldo all'esterno e si era rifiutato di andare a pranzare, se non poteva vivere con Federico che senso aveva continuare a farlo?
Se suo padre l'avrebbe separato da lui, Benjamin, si sarebbe lasciato lentamente morire, non era vita senza il suo piccolo Federico.
Entrambi i giovani, anche se inconsapevolmente, si ritrovano a guardare fuori dalle finestre, poste nelle rispettive stanze, mentre il sole lentamente tramontava e si dedicarono tutti i loro pensieri.
Se fossero stati insieme Benjamin avrebbe stretto tra le sue braccia Federico e gli avrebbe sussurrato dolci parole che il più piccolo avrebbe rinchiuso nel suo cuore per paura di perderlo ma, in quel momento, tutto ciò che restava ad entrambi erano solo quei ricordi, non sapevano quando si sarebbero rivisti, non sapevano neppure se l'avrebbero fatto ma una cosa era certa, nessuno dei due si sarebbe dimenticato nell'altro, anche dopo cent'anni, si sarebbero riconosciuti tra mille, i loro cuori si sarebbero riconosciuti.

Qualcuno bussò alla porta del più grande interrompendo, così, i suoi pensieri tutti rivolti al più piccolo.
-"Chi è?" Disse sottovoce e si rannicchiò sotto le coperte, sapeva che chiunque fosse non sarebbe potuto entrare se lui non si fosse alzato per aprire la porta.
-"Signore." La voce dolce di Nives arrivò alle orecchie del ragazzo.
-"Cosa c'è Nives?" Chiese il ragazzo.
-"State bene?" La donna era sinceramente preoccupata per lui.
-"Si, Nives, non preoccuparti." Mentì il più grande.
-"Non avete mangiato nulla, posso portarvi qualcosa?" Continuò a chiedere la cameriera.
-"Non preoccuparti, torna alle tua faccende, se e quando avrò fame sarò io stesso a scendere." Rispose il moro e strinse in un pugno le lenzuola bianche del suo letto.
-"Signore?" Lo chiamò nuovamente Nives.
-"Dimmi." Disse Benjamin cercando di trattenersi dal sospirare.
-"Non abbattevi, qualsiasi cosa sia successa, potete superarla, siete molto forte." Disse la donna all'altro lato della porta.
Gli occhi del moro tornarono ad inumidirsi nuovamente, Nives non sapeva ciò che gli era successo, e se pure l'avesse saputo non avrebbe capito la gravità della situazione, suo padre gli aveva portato via la sua felicità e lui non aveva potuto far nulla per impedirlo.
-"Grazie mille per il sostegno, Nives." Sussurrò lui.
Dei passi, che si facevano sempre più forti, coprirono la voce della donna che gli aveva detto qualcosa in risposta.
-"Benjamin." La voce forte di suo padre fece scattare qualcosa nel moro che, furiosamente, si alzò dal letto e aprì la porta.
-"Cosa volete ancora da me?! Non vi è bastato rovinarmi la vita questa mattina?!" Urlò lui.
-"Benjamin, calmati e dammi accolto." Ordinò Alberto.
-"Mi avete portato via la persona più importante per me, come potete pretendere che io vi dia ascolto?!" Continuò ad urlare il più grande.
Nives, che si sentiva di troppo in quella situazione, aveva lanciato un'occhiata preoccupata ai due uomini furiosi prima di scendere al piano di sotto.
-"L'ho fatto solo per il tuo bene, non voglio che il mondo rida di te prima di ammazzarti perché è questa la fine che ti sarebbe aspettata!" Rispose il padre.
-"Io sarei stato felice con lui!" Controbattè il moro.
-"Non importa ciò che sarebbe stato, ora ricomponiti e ritrova la calma, la nostra ospite non merita una seconda sceneggiata da parte tua." Disse l'uomo.
-"La nostra ospite?" Ripetè Benjamin.
-"Esatto." Rispose Alberto e si allontanò per poi far ritorno pochi istanti dopo. "Maria è venuta a parlare con te." Continuò e si spostò per lasciare spazio alla ragazza.
-"Ciao Benjamin." Sussurrò imbarazzata lei.
-"Io non voglio parlare con lei." Disse il moro facendo abbassare lo sguardo alla ragazza.
-"Tu parlerai con lei." Disse e spinse Maria all'interno della stanza prima di chiudere la porta. "Ad ogni costo." Aggiunse l'uomo e chiuse la porta a chiave dall'esterno.
-"Padre aprite subito questa porta!" Urlò il ragazzo e battè prepotentemente i pugni sulla porta ma tutto ciò che potette udire fu la risata malefica di suo padre mentre si allontanava dalla porta.
-"Così ti stanchi solo, vieni a sederti." Disse Maria e si sedette sul letto.
-"Io non ho nulla da dirti." Replicò Benjamin e si avvicinò a lei.
-"So che non mi ami e neanche io ti amo." Rispose lei. "Ma magari potremmo provare ad essere amici o, quantomeno, ad andare d'accordo." Continuò.
-"Mio padre non vuole vederci amici, vuole vederci sposati." Disse il moro e si sedette accanto a lei.
-"Non serve che lui lo sappia." Sorrise la ragazza. "Ho capito che tra te e quel ragazzo c'è qualcosa di più forte di una semplice amicizia e non sarò io a impedirvi di stare insieme." Aggiunse.
Benjamin strabuzzò gli occhi e rimase a bocca aperta.
-"Dovresti vederti, sei così buffo in questo momento." Rise Maria.
Aveva una risata dolce, coinvolgente, e se Benjamin non fosse stato innamorato di Federico avrebbe anche potuto provare qualcosa per lei.
-"Stai dicendo sul serio?" Chiese il più grande.
-"Assolutamente, non voglio che tu sia triste a causa mia." Ripetè la ragazza e si avvicinò a lui. "Se tu sei felice con lui perché dovresti rovinarti la vita con me?" Continuò.
-"Mio padre non permetterà che io non ti sposi." Sussurrò il moro e abbassò lo sguardo.
-"Noi non gli diremo nulla, lui crederà che ci stiamo conoscendo e siamo felici insieme." Rispose Maria.
-"Non è uno scherzo, vero?"
-"Affatto, se quel ragazzo è la tua felicità, io ti aiuterò ad essere felice."

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Ehi💕
Grazie infinite per le sedicimila visualizzazioni, siamo sempre di più ogni giorno che passa e questo mi rende davvero felice, grazie💕
Maria, a quanto pare, non è poi così cattiva come sembra ma sarà vero?
Per qualsiasi cosa potete contattarmi qui o mi trovate su Twitter come @suarezgilliesIt.
Fatemi sapere cosa ne pensate.
Baci, Michi💕

Illegal love || Fenji.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora