22. 'Cuz you're my guilty pleasure and you caught me so tight.

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Quello era stato certamente il momento migliore della giornata: Amber per tutto il tempo non aveva fatto altro che osservarlo.

Sì, lo stava scrutando con aria minacciosa, ma lo stava comunque guardando: gli stava prestando attenzione finalmente.

La situazione si era come capovolta: Amber stava nell'ombra a osservarlo e Richard la ignorava, non faceva mai incontrare i loro sguardi, anche se avrebbe tanto voluto.

Il giovane aveva il coltello dalla parte del manico, dunque, perchè non approfittarne?

L'avrebbe fatta soffrire, senza concederle la possibilità di uno scontro immediato tramite occhiate fin troppo minacciose; avrebbe atteso e solo alla fine avrebbe agito parlandole faccia a faccia.

Quell'ultima ora passó e Richard si dileguó immediatamente dalla palestra, raggiungendo gli spogliatoi per una ripulita.

Quasi temeva che Amber potesse rovinare tutto piombando negli spogliatoi maschili e facendo una scenata per la frase altamente provocante che le aveva detto.

Rise perfino a quel pensiero.

Poi, indossati i suoi abiti si diresse alla sua moto, parcheggiata esattamente accanto l'uscita utilizzata sempre da Amber.

Si appoggió alla propria moto e dopo qualche istante la vide uscire dall'edificio: era l'unica che per uscire faceva uso della porta d'emergenza incustodita.

Anche lei si era cambiata e aveva ancora i capelli bagnati, era perfino struccata e...diamine.

Era bella anche senza un filo di trucco.

Fieramente la osservó scendere le scale troppo intenta a frugare nella sua tracolla per accorgersi della presenza di Richard, così, non appena arrivó sul terreno, il giovane accese la moto facendo si che le luci anteriori la colpissero e lei si potesse accorgere di lui.

Effettivamente Amber si accorse di lui, ma, anzichè sbraitargli contro, alzó gli occhi al cielo e sbuffando andó via.

La sua rabbia si era già esaurita e l'indifferenza aveva preso nuovamente il sopravvento?

Richard non si diede per vinto, partì e in pochi istanti le bloccó il passaggio posizionandosi proprio di fronte a lei e la salutó con un sorriso malizioso: - Ciao. - e scendendo dalla moto si poggió al sedile.

Amber si mise a braccia conserte  e con tono acido esclamó: - Ancora tu?!  Vuoi smetterla di perseguitarmi? Stai diventando seccante.

- Io non ti perseguito - si difese Richard mettendosi a ridere per cercare di confonderla.

- Ah no? - chiese sarcastica la giovane - E come lo chiami l'apparire "casualmente" ogni volta che mi capita qualcosa o faccio qualcosa?

- Coincidenza - rispose prontamente il giovane facendo spallucce.

Era attraente punzecchiarsi in quel modo.

In verità era proprio Richard ad essere attraente, impossibile negarlo, ma in lui c'era qualcosa di fin troppo strano dalla quale Amber voleva stare lontana.

- Coincidenza?! - gli fece eco Amber per poi esplodere e dire - Sentimi un pó, Parker, mi sono davvero scocciata di te e dei tuoi giochi di parole. Io non so cosa tu stia architettando...non lo so e non lo voglio sapere, ma ti consiglio di starmi vivamente alla larga. Giá ti ho avvertito una volta e, stà tranquillo, che non ce ne sarà una terza!

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