Sabato 12 Marzo 2016
Per l'ennesima volta Edward suonó al campanello dell'appartamento di Amber: era da circa dieci minuti davanti alla sua porta con tutti quei bagagli pronto a ritornare in casa con la madre e la ragazza non aveva dato segni di vita.
Stava per arrendersi quando ecco che la porta si aprì e davanti a lui apparve Amber, raggiante come poche volte al mondo.
Era davvero strano vederla così vivace e di buon umore, da qualche tempo sembrava essere una persona diversa, nuova, migliore; Edward riusciva a percepirlo anche dalla maggiore cura che l'amica poneva nel suo make-up: nulla di particolare, eppure il giovane riusciva ad avvertire quel lieve cambiamento apparentemente inspiegabile.
In realtá lui poteva avere una vaga idea di quale fosse il motivo, ma ancora non aveva avuto l'occasione per dirglielo.
- Ed, perdonami, ma mi stavo finendo di truccare - e dopo avergli stampato un bacio sulla guancia chiuse la porta a chiave e si precipitó giù per le scale.
- Potresti anche evitare di correre così in fretta, lo sai che lo stesso io e te abbiamo molto su cui discutere - la ammonì Edward preannunciandole la sua intenzione di parlarle.
- Si, si - rispose la ragazza saltellando tra un gradino e l'altro mentre alzava gli occhi al cielo - siete tutti fissati con questa storia del parlarmi. Anche Evelyn e Cassie vogliono "parlare" oggi al nostro aperitivo fra amiche - concluse arrivando finalmente all'ultimo piano e aprendo il portone principale.
In realtà, Amber non sembrava affatto scocciata, nè arrabbiata, piuttosto si mostrava spensierata e allegra, come se nulla avesse importanza.
Era così assorta nei suoi pensieri che non badó neppure a tenere la porta aperta per Edward e si gettó ad abbracciare la madre del giovane che li stava attendendo.
- Amber, cara, sei sempre più bella - disse immediatamente la donna abbracciandola affettuosamente, dopodichè aggiunse allontanandosi per guardarla meglio - E anche piú magra, mi sembra... tuo fratello non ti lascia mangiare?
La ragazza sorridente provó a rispobdere giustificandosi ancora una volta, quando ecco che a intervenire fu Edward, il quale disse quasi crudelmente: - In realtà smaltisce in fretta vista la compagnia!
Si trattava di una palese allusione a Richard, intesa anche dalla madre, la quale veniva sempre a conoscenza di tutto ció che riguardava Amber grazie al figlio, che, guardandolo severamente, lo richiamó a denti stretti per farlo tacere: - Edward! Ma insomma! Saranno anche fatti suoi!
- Quando si tratta di Richard Parker, sono fatti di tutte le persone possibili e immaginabili che in qualche modo possano mettersi contro di lui - spiegó stizzitonil giovane mentre posava le sue valigie nel bagagliaio sotto lo sguardo attento dell'amica che nel frattempo, divertita, aveva alzato gli occhi al cielo.
- Oh, non fare l'antipatico, geloso e sospettoso, oltre che esagerato - sbuffó la donna avvicinandosi al posto di guida.
- Sì, certo, come dici tu - rispose il giovane sarcasticamente mentre si accomodava al sedile anteriore, e una volta chiuso lo sportello si rivolse all'amica scherzoso: - Ora, parla Am! Cosa succede con Parker? - e partirono per ritornare a casa e accompagnare Amber al The Honor Bar, per il suo aperitivo con Cassie ed Evelyn.
- Nulla di che, Ed - rispose prontamente la ragazza sporgendosi dai sedili posteriori.
- Avvicinarsi già a lui, non puoi chiamarlo "nulla di che" - disse Edward ridendo.
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Explosion
عاطفية"ci piacciamo ma non vogliamo ammetterlo?" Nello scenario californiano di Beverly Hills, le vite di alcuni adolescenti si intrecciano indissolubilmente per dar vita alle solite avventure giovanili di cui mai nessuno vuole parlare. Amicizia, amori, s...
