28. We don't have to talk, we don't have to dance.

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Martedì 16 Febbraio 2016

Il ragazzo arrivó di corsa alla fermata dell'autobus per precedere Amber, la quale la sera prima era andata a dormire a casa di Susan Presley, e sembrare del tutto naturale; come se fosse una semplice coincidenza e che lui non andasse a scuola in moto.

Si guardó attorno e notó di essere arrivato in perfetto orario: ancora non c'era nessuno nei paraggi e di conseguenza nessun testimone avrebbe potuto mettere in discussione la sua sinceritá con lei, se mai quest'ultima avesse chiesto.

Era tranquillo, rilassato; sapeva che Susan non sarebbe andata a scuola quel giorno, poichè lo aveva informato di aver finto un'influenza giornaliera per saltare il compito di letteratura inglese, e che quindi Amber si sarebbe recata da sola alle lezioni.

Tutto semplice, regolare e perfetto.

Aveva una voglia innaturale di poterle parlare faccia a faccia che davvero non avrebbe saputo spiegare; da quando venerdì le aveva lasciato quel "regalo" sul suo banco, lei era scomparsa definitivamente: non rispondeva ai suoi messaggi, nè alle sue chiamate, stava ignorando facebook e perfino le chiamate in anonimo.

Era incredibile come riuscisse ad evitarlo ovunque e in qualsiasi momento.

Generalmente Richard non si sarebbe fatto problemi o, quanto meno, avrebbe cercato di riappropriarsi della fiducia di una qualunque "malcapitata" con un semplice messaggio o una breve telefonata...ma con lei tutto era differente.

Amber era completamente diversa; aveva scelto davvero una bella preda, nulla a che vedere con le altre.

Ma tutto era giustificato se si considerava che Richard era un maniaco della perfezione, dunque cercava il meglio per poter innalzare la sua figura sociale ulteriormente.

Era ben consapevole di essere perfetto agli occhi di tutti, ma voleva continuare a ricordarlo agli altri, dunque, anche se difficilmente lo ammetteva, aveva bisogno di una figura femminile perfetta che potesse affiancarlo.

Non l'aveva mai trovata e per un certo periodo vi aveva anche rinunciato, ma con la storia di Amber e della scommessa su di lei, le sue ricerche erano riprese e la potenziale ragazza gli sfuggiva continuamente.

In che modo avrebbe mai potuto prenderla e renderla definitivamente sua?

Non ebbe tempo di pensarci ulteriormente, poichè, non appena si voltó per tenere d'occhio la situazione circostante, la vide arrivare bella come il sole d'estate.

La osservó nei suoi minimi dettagli, com'era sua consuetudine fare d'altronde: i capelli ribelli erano raccolti in una morbida treccia laterale; un semplice velo di trucco le copriva il volto già bello al naturale; indossava un crop top a righe bianche e nere, un kimono di lanetta bianca, jeans scuri con uno strappo per ginocchio e stivaletti neri.

Sorrise malizioso vedendola: se c'era un'altra cosa che adorava di lei era il modo di vestire. Sembrava impiegasse ore nell'abbinare correttamente tutti i capi e adattarli alla sua personalità, ma, era evidente, che su di lei tutto stava bene. Anche la cosa più insignificante avrebbe saputo valorizzare la sua bellezza e avrebbe ammaliato tutti, avrebbe sedotto per l'ennesima volta Richard.

La osservó per tutto il tempo necessario che lei alzasse gli occhi da quel dannato display e incrociasse il suo sguardo, l'unico di tutta la zona, visto che essendo in un quartiere ricco della cittá tutti gli adolescenti si recavano a scuola con il proprio mezzo.

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