Quando Quince andò via, Amber si ritrovò ad essere da sola in mezzo a tutte quelle persone dormienti e senza nessuno con cui poter parlare. Non aveva sonno, la sua precedente conversazione con Quince, infatti, aveva preso una piega interessante e forse lei, se non fossero stati interrotti, avrebbe potuto fare qualcosa che avrebbe cambiato tutto.
Il suo tentativo non era andato a buon fine, dunque, era meglio non pensarci troppo e schiarirsi le idee: si sentiva confusa e con una strana sensazione allo stomaco, come una specie di vuoto che non era stato colmato nel modo giusto e, no, non si trattava di fame.
Si alzò dal prato e accendendosi una sigaretta decise di dirigersi al piccolo laghetto lì vicino: faceva particolarmente caldo per essere una tipica notte di Marzo e lei doveva acquisire la sua pace interiore assistendo al lento movimento delle 'onde'.
Con calma e lentezza, arrivò a destinazione e, beandosi della pace notturna, sfilò le scarpe e si sedette sulla riva, lasciando che le acque meravigliosamente fresche le bagnassero i piedi.
Amber rabbrividì ad un primo contatto con l'acqua ma allo stesso tempo cominciò a sentirsi più tranquilla, come se dentro il suo cuore non stesse nascendo alcun tipo di conflitto e come se la realtà fosse placida come la sua testa sperava.
Chiuse gli occhi e lasciò che quella leggera brezza le accarezzasse il volto e passasse le sue dita fra i capelli.
Non sapeva di non essere sola.
Nascosto fra alcuni cespugli, Richard l'aveva seguita a distanza per capire cosa avesse in mente quella ragazza tanto misteriosa. Voleva osservare bene i suoi movimenti in quanto la situazione si stava facendo sempre più complicata.
Da quando l'aveva conosciuta e c'era entrato in confidenza, sentiva che ciò che lo spingeva a cercarla e a passare del tempo con lei non era una stupida scommessa fra amici.
Egli sentiva di adorare il modo in cui sorrideva quando le faceva un complimento; adorava sentire il suono della sua voce e soprattutto quello della sua risata. Apprezzava tutte le volte in cui lei gli mandava dei messaggi anche se banali e si sentiva come rinato quando uscendo insieme da scuola lei gli sfiorava la mano. Amava vedere quel viso e averlo sempre impresso nella mente.
Che si fosse innamorato di lei?
Si pose la stessa domanda per tutto il tempo che impiegò nel finire la sua sigaretta e osservarla lì, seduta in riva al lago con tutti quei piccoli gesti che la rendevano davvero unica.
Meravigliato, si riscoprì nell'immaginarla stretta fra le sue braccia a non fare nulla... non stava pensando a lei in maniera puramente carnale.
No. Assolutamente.
Scosse la testa e si risvegliò da quel pensiero. Immaginare Amber in quel modo era qualcosa che lo terrorizzava. Non era mai successo prima e non voleva accadesse di nuovo.
Si diresse verso di lei, come se fosse tormentato, e, non appena fu dietro di lei, si accasciò lentamente e le posò un bacio sulla guancia cogliendola di sorpresa.
Amber si voltò di scatto ed esclamò spaventata: - Richard! Ma che diavolo fai?!
Il giovane scoppiò a ridere e, sedendosi accanto a lei, replicò: - Scusami. Non ho saputo resistere. Eri davvero concentrata - concluse continuando a ridacchiare.
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Explosion
Romance"ci piacciamo ma non vogliamo ammetterlo?" Nello scenario californiano di Beverly Hills, le vite di alcuni adolescenti si intrecciano indissolubilmente per dar vita alle solite avventure giovanili di cui mai nessuno vuole parlare. Amicizia, amori, s...
