7-Ennosigeo

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Promezio si decise a dare il cambio a Potassio, Cobalto e Fosforo, che corsero nella stiva a poppa, oltre la porta di legno con la grossa conchiglia appesa; Propus si avvicinó al centro del ponte, e si posizionó sopra quella botola dorata a forma di sole raggiante.
Afferó una maniglia d'oro e sollevó la botola, scendendo con una scala a chiocciola nell'ufficio del Capitano, intento a riflettere su ció che Promezio gli aveva detto poco prima dell'arrivo degli uccelli.
Titanio, i gemelli e Silver si affacciarono dal vascello, osservando le grosse ali dorate che mantenevano ad una quota altissima Argo, che continuava a seguire quel raggio bianco disegnato in cielo.
"É stato facile..." borbottó Ruben, con una nota di insicurezza.
"Che?" incalzó Krista.
"Dico...é stato fin troppo facile."
"Le Arpie?" domandó il fratello.
"Giá."
"L'Obsidian conosce la nostra meta suppongo." disse Silver.
"In effetti" intervenne Titanio "tra tutti i 118, le Arpie sono tra le piú deboli di quelli ancora in vita...mi domando se sia voluto tutto questo."
"Tra le piú deboli?!" sussurró Amy spaventata.
"Non te ne sei accorta Amy? Persino il Trio della Rosa é stato piú ostico da abbattere." continuó Xander, gli occhi rivolti sulla bandiera con la Stella del Microcosmo.
"Non ci converrá effettuare incantesimi di protezione intorno alla nave?" domandó Silver a Titanio.
"Non so cosa frulla nella testa di Propus" rispose alzando le robuste spalle pelose "ma io e Selenio abbiamo pensato che il capo voglia approfittarne per eliminare quanti piú membri dell'Obsidian possibili."
"Si, prima Sele me l'ha accennato." annuí Silver, dubbioso.
"Quindi é probabile che Onix ci stia attirando nel suo covo." ipotizzó Krista.
"Puó darsi che voglia ferirci ma non ucciderci." intervenne Amy.
"Ci vorrá vedere di persona." aggiunse Xander.
"Di...persona?" domandó Titanio "Speriamo che non abbia riacquistato giá un corpo.
L'ultima volta lo sigillammo nell'Albero Omega cinquant'anni fà."
"Senti una cosa Titanio." esclamó il folletto curioso "Quindi é il vostro sigillo che si sta spezzando?"
"In teoria no. Il nostro incantesimo avrebbe dovuto essere eterno, ma temiamo che sia stato qualcos'altro o qualcun'altro che abbia risvegliato la coscenza di Onix."
"Tipo il Ficus?" sopraggiunse Amy.
"Puó darsi."
"O magari Ununoctio!" esclamó Xander.
"Un...ununoctio?" fece spaesato il gigante bianco.
"Non sappiamo chi sia di preciso, sappiamo solo che fa parte dei 118." spiegó Silver.
"E che potrebbe essere Oganessio." parlottó Xander.
Ruben e Krista sospirarono all'unisono.
"Mh..." rifletté Titanio "non dobbiamo escludere niente.
Comunque...qualunque siano le vere intenzioni dell'Obsidian, dobbiamo stare all'erta e pronti a qualsiasi evenienza."
"Woww come sei diventato spigliato Tity." sopraggiunse Amy, abbracciandogli il braccio robusto.
"Ma che...io in-in realtá..."
Titanio arrossí.
Restarono qualche minuto in silenzio, immersi nei loro profondi pensieri e fissando l'orizzonte celeste che sembrava tuffarsi in un vortice scuro di incertezza e mistero.
Propus risalí in superficie dalla botola.
Il minuscolo principe Selenio, che pilotava con abilitá la nave dalle vele azzurre, venne inaspettatamente bloccato da Propus, che prese il suo posto momentameamente, percependo la stanchezza del piccolo folletto.
Il capitano impacciato si inginocchió e impugnó lo scettro con la mezzaluna.
"Ora riposati Sele."
"Grazie Capitano." squittí lui con timbro vocale altissimo.
"Ciao ragazziiii!"
Il folletto vestito di foglie si diresse volando verso il gruppetto sul bordo della nave.
"Selenio!" esclamó Amy, con gli occhi che le brillavano.
Lui si posizionó sulla spalla di Titanio, dopo aver salutato Silver con uno strano verso con le mani.
"Senti Sele, come vi siete conosciuti te e Silver?" chiese Ruben.
"Semplice: eravamo entrambi allievi della maestra Fluorine."
"Ah si?" esclamó Xander sorpreso.
"Solo che..." continuó imbarazzato Silver "Selenio dieci anni fà riuscì ad entrare alle Platinum, mentre io...bhe..."
"Oh, sempre a sminuirti Sil!"
Selenio guardó i Gemini.
"Non dategli retta ragazzi! Non é mica cosa da tutti avere l'onore di vedere la Terra e portare su Neodymium i Prescelti."
"Giá...Silver ha visto la Terra." rifletté Ruben.
"Che ci racconti di bello Selenio?" gli chiese Krista.
"Oh niente...sapete, non é molto divertente stare sempre a prua a guidare la nave."
"Ti capisco." condivise Amy.
"Comunque..."
Selenio chinó il capó e abbassó la voce.
"'Mi fa un pó pena il Capitano...guardatelo."
Tutti si voltarono e videro la figura inginocchiata di Propus che impacciato cercava di condurre la nave con lo scettro di Selenio.
Ridacchiarono divertiti, provando tenerezza per l'uomo, specialmente Krista, che arrossí senza un apparente motivo.
"Selenio..." ruppe il silenzio Ruben, dopo qualche secondo sospeso.
"Tu sai qualcosa riguardo alla sparizione di Oganessio?"
Lui scosse il capo.
"No...mi dispiace.
Solo che potrebbe essere stato tramutato in una creatura malvagia da Onix, ma non altro."
"Chissá di cosa si stará servendo per liberarsi dall'Albero Omega?!" rifletté a voce alta Amy.
"Il sangue..." affermó Ruben "con quello alimenta qualcosa."
"Giá ma cosa?" continuó Xander.
"Non importa con cosa si libererá o si é già liberato. L'importante é andare da Onix ed eliminarlo prima che lo faccia lui con noi." esclamó Krista.
"Vedo lei..." disse Selenio fissando Krista "nei tuoi occhi vedo Alhena."
Lei gli sorrise forzatamente.
Alla ragazza non era mai andato a genio il fatto che qualunque cosa facessero o dicessero, dovessero essere messi a confronto con i sovrani defunti.
Xander invece da qualche ora era di un'altra idea: la notizia della loro reincarnazione é come se gli avesse fatto accendere qualcosa. Finalmente aveva una ragione valida per combattere. Non voleva farlo solo per tornare a casa.
E poi il fatto che si trovassero nel passato non faceva che aumentare la smania dei ragazzi di procedere. Combattere nel passato avrebbe cambiato il futuro, quel futuro da cui i Gemini provenivano, in cui Onix era riuscito a spezzare le catene che lo sigillavano e invadere il pianeta.
Mentre Ruben pensava a quanti sacrifici sarebbero serviti per alimentare quella cosa che Onix voleva usare, Amy non riusciva a togliersi un chiodo fisso nella sua mente: l'immagine della regina mora dagli occhi blu che giaceva addormentata in una foresta di rovi, in preda al Ficus.
Perché solo lei? Cosa voleva da Teia?
Tutto le sembrava una favola.
"Ho una buona notizia!" urló una voce sibilante proveniente dall'alto.
La ciurma alzó lo sguardo.
"Fra pochisssssimo dovremo iniziare a scendere di quota!" gridó Promezio.
"Oh scusate" disse Selenio "vi devo lasciare, sapete...non credo che Propus sia la persona adatta per effettuare queste manovre."
Il folletto agitó le ali da libellula e voló verso il suo timone, dando il cambio a Propus, che si diresse verso i ragazzi. Le sue ali erano piene di toppe bianche, che andavano a coprire le bruciature inferte dagli escrementi delle Arpie.
"Siete pronti a scendere sul mare?"
"Intendi su Ennosigeo?" esclamó Xander sorridente.
"Esatto!"
"Quanto ci vorrá?"
"Non essere impaziente Xan, non credo ci vorrá molto."
"Se non vi dispiace..." disse Titanio sbadigliando "io mi vado a riposare."
I Gemini salutarono Titanio, che entró nella stiva; dopo cinque minuti uscí il drago a tre teste.
"Siamo arrivati?" chiese Cobalto.
"Ma vaaa! Stiamo scedendo non vedi?" lo rimproveró Fosforo.
"Scuuusa. Non vedo ogni cosa come fai te!"
"Infatti! Era meglio se io stavo al centro...non capisco perché ci sei capitato tu...!"
"E piantatela." sussurró stremato Potassio, sbuffando.
"Ma fanno piegare dalle risate." affermó Krista.
"Se non ci fossero loro..." sorrise Amy.
Le vele blu si gonfiarono improvvisamente e ció significava che Argo si stava inclinando verso il basso.
"Aaaaaacceleriamooooo!" gridó Selenio a prua.
Una sensazione di vuoto fù percepita dai gemelli, seguita da una stretta tra lo stomaco e il diaframma.
"Ommioddio." esclamó Amy ad occhi chiusi.
"É come atterrare con un aereo." disse Krista.
"Si...vi ricordate quest'estate?" fece divertito Ruben.
"Si" rispose Xander "Amy e Agata che pregavano disperate nell'aereo."
Krista rise. "La mamma non ha mai digerito i viaggi aerei."
La nave solcava il cielo scuro scendendo all'impazzata verso il globo, ricoperto dall'Oceano Ennosigeo: lo scenario era un incanto; Xander, Krista e Ruben, per motivi differenti, erano eccitati.
"Sil, perché dobbiamo per forza viaggiare in mare?" domandó Ruben al folletto.
"Perché é molto pericoloso addentrarsi in quei cieli oscuri. Là non c'é ne luce ne Cromosfera.
Solo Erebo."
"Erebo?"
"Si...l'oscuritá dell'altro emisfero é chiamata Erebo."
Il tempo che il vascello dorato impiegó a scendere di quota fù di gran lunga maggiore di quello che impiegava un aereo per l'atterraggio.
I ragazzi si riposarono dopo la battaglia contro gli Strix e le Arpie e uno ad uno andarono in bagno, che era situato oltre una porta nella stiva a poppa di Argo.
La stiva, nel quale Titanio stava riposando andagiato su un'amaca che magicamente sorreggeva l'ingente peso del titano, era un luogo semibuio illuminato da due lanterne, completamente fatto di legno, con una miriade di corde arrotolate e sacchi pieni.
Xander fù il primo ad usare il bagno, cosí uscí dalla stiva e si diresse a prua da Selenio.
Ennosigeo non era lontano; lo sentiva. É come se riuscisse a percepirlo in qualche modo.
Si affacció per tentare di osservare l'aurea polena.
"Hei! Alexander!"
Selenio richiamó il ragazzo.
"Cosí cadrai!" ridacchió il folletto.
"Comunque sono Xander..." rettificó il ragazzo che venne ignorato.
"La conosci la storia della Sirena vero?"
Xander arrossí, capendo che era evidente che stesse pensando alla ninfa.
"Bhe...insomma si." balbettó lui.
"Ma ora che c'entra...?"
"O niente...ti vedevo solo pensieroso, tutto quà."
"É stato spregevole...Onix intendo."
"Giá...tentare di far uccidere l'amato..."
Xander si rizzó e guardó Selenio.
"Come scusa?"
"Non lo sai?! Onix non si limitó a scaiare la maledizione su Egeria.
Il suo vero intento era colpire Castor, in quanto la maledizione prevedeva un controincantesimo."
"Controincantesimo?!" fece incredulo Xander.
"Un pugnale maledetto sarebbe stata l'arma con cui la sirena avrebbe ucciso l'amato per spargere la coda del suo sangue."
"Col sangue di Castor?"
"Proprio cosí, ahimè!
Solo con quello lei avrebbe anestetizzato il dolore lancinante ai piedi, generato dal sortilegio."
"E lei...Maya, cosa fece?" domandó il ragazzo.
"Naturalmente preferí soffrire anzichè togliere la vita all'amato...ti pare?!"
I due rimasero a parlare della vita dei sovrani, mentre gli altri tre Gemini uscivano dalla stiva.
Ruben poi raggiunse il fratello, mentre Amy e Krista rimasero sul ponte, accanto a Propus che squadrava il cielo.
Passarono dei minuti di silenzio, accompagnati solo dal sottofondo delle bandiere azzurre che si agitavano come ali nel vento.
"Come odio il vento!" si lamentò Propus.
"A me non da particolare fastidio." disse Krista.
"Lei lo chiamava il Respiro del Mondo."
"Lei...chi?" domandò la ragazza, fingendo di non capire.
"Alhena! Chi altri sennò?!"
Krista abbassò lo sguardo.
"Era convinta che i corpi celesti fossero degli esseri viventi proprio come noi, e che le atmosfere fossero il prodotto del loro respiro.
Ah...era una pazza!"
"In effetti...non aveva tutto i torti." mormorò la ragazza.
Propus girò lentamente il capo verso di lei, con gli occhi sbarrati.
"In fondo, sia Neodymium che la Terra sono un insieme di esseri viventi e non viventi, proprio come noi."
"Quindi per te..." continuò Propus "i corpi celesti hanno vita?"
"Mah..." sospirò Krista "chi lo sa, forse?"
"Anche te sei proprio pazza eh!
Addirittura c'è gente che venera gli astri chiamandoli Dei..."
"E tu Propus? Veneri qualcosa?"
Il Capitano stette in silenzio per qualche secondo.
"Bella domanda.
Io ritengo che attribuire una coscienza o un'accezione divina alla materia sia privo di senso.
Al massimo, posso adorare qualcosa di trascendente o ultratter..."
"Un Dio onnipotente?" lo interruppe curiosa Krista.
"Chissà. Alcune dottrine venerano i Seraphim, creature al vertice della Gerarchia Angelica..."
I due restarono a confrontarsi per dei minuti, che fluirono veloci; i Gemini poi si ricongiunsero al centro del ponte, dopo aver riflettuto a lungo e rimuginato su tutte le informazioni ottenute quella mattina.
Mentre Argo scendeva rapidamente verso l'oceano, vagamente visibile, Propus si avvicinava lentamente ai ragazzi.
"Qualcosa vi turba?" fece lui.
I ragazzi si guardarono tra loro incerti.
"Bhe...noi.."
"Ecco...!"
"Ci chiedevamo se...!?"
Amy allora prese in mano la situazione.
"Volevamo sapere se sono in arrivo altri nemici. Krista ha capito dal suo sguardo che c'era qualcosa ce non andava, cosí...!"
La sorella divenne fucsia e diede una forte pacca sulla schiena alla gemella.
"Ahia! Che accidente fai Kry?"
"Buone ragazze." le fermó Propus.
Xander e Ruben si guardarono tra loro e sospirarono.
"Adesso non vi preoccupate.
A quanto dice Promezio, sembra che arriveranno quattro creature dal mare."
Ruben riguardó il gemello, alzando le sopracciglia e squotendo il capo, e Xander intese all'istante: Propus sembrava fin troppo sereno mentre parlava del potenziale avvento di nemici.
"Dovrebbero essere quattro!"
"Quattro dei 118 in mare?" chiese Amy.
"Eh giá! Proprio su Ennosigeo!" confermó l'uomo alato.
"Mioddio! Non potevamo mica gustarci il viaggio in mare in tranquillità...?!" sbottó Xander, seccato.
"Eh, vuol dire che combatteremo." aggiunse il fratello.
"Ben detto Rub!" esclamó Propus, toccando la spalla del ragazzo.
Amy ingurgitó la saliva.
"E...che tipo di creature sono?" chiese timidamente Krista.
"Sirene."
"Sirene?" esplose Xander scattando con il capo verso Propus "Ma...?!"
"Che c'é?" chiese Amy.
"Ma le sirene non sono creature malvage...insomma..."
"Non sono vere e proprie sirene.
Sono le figlie del Ficus generate dai quattro semi della Confusione." spiegó Propus.
Mentre Xander ripensava alle creatura appena citate, tirando un sospiro di sollievo e Amy si mordeva le unghie, giá nervosa, Ruben e Krista vennero assaliti da uno stesso pensiero contemporaneamente: tutti i 118 sembravano essere nati da sensazioni e sentimenti negativi, e il padre di tutti loro, a quanto Propus e gli altri, era il Ficus.
Silver, che quella mattina era piú appariscente del solito, in quanto indossava il completo blu a stelle argento datogli da Selenio, fluttuó verso i ragazzi.
"Sel dice che siamo quasi giunti presso l'Oceano!"
Xander annusó l'aria.
"Sento odore di mare."
"Maddai, non dire cavolate!" scherzó Ruben.
"Ti dico che lo sento." continuò secco il fratello.
"Ora fai il sensitivo?!"
"Hai rotto Ruben!"
"Volete farmi la cortessssia di non bisssticciare voi due?!"
Una voce sibilante richiamó l'attenzione di tutti, che alzarono lo sguardo all'albero maestro: Promezio.
"Adesssso che ho rapito la vossstra attenzione..."
Si schiarí la voce.
"Preparatevi all'ammaraggio!"
Amy si toccó la pancia, pensando a quanto ancora avrebbe dovuto soffrire su quella nave.
Il cielo, dominato dall'Erebo, quell'oscuritá nera che impediva completamente la vista delle stelle, era squarciata unicamente dal raggio di luce bianca che indicava la rotta da seguire.
Il fascio luminoso si stava gettando in mare.
Ora questo era visibile: Ennosigeo si stagliava profondo e ondoso di un colore blu scuro come la notte, nascondendo chissà quale creatura nelle sue profondità.
"É maestoso!" ammiró Xander affacciato al bordo di Argo.
"E inquietante." continuó Krista.
"A me inquieta piú il cielo." disse Ruben.
"Io tengo gli occhi chiusi e faccio prima." tremó Amy.
"Ma dove sono finiti gli impavidi e coraggiosi Gemini! Avanti ragazzi...!" esclamó a gran voce Propus "Non mi dite che avete paura del buio."
Una brezza marina arrivó dritta in faccia ai ragazzi e agitó le vele blu.
"Ci siamo!" gridó Selenio dal timone.
"Ci siamo!" lo appoggió Promezio.
"Ci siamo?!"
Titanio uscí spaesato dalla stiva, con le occhiaie viola e il pelo spettinato.
"Evviva ci siamooo!" urlarono in coro Potassio, Fosforo e Cobalto.
"Ci siamo." mormoró Propus, le mani dietro alla schiena.
Argo fece una manovra piuttosto brusca che destabilizzó i ragazzi; Amy scivoló a terra.
La nave volante si raddrizzó e rimase in volo parallelamente alla superficie marina; percorse qualche metro e si gettó energicamente sul mare.
Delle grosse onde nere si levarono tutt'attorno alla nave, che ondeggió di quà e di là, per poi stabilizzarsi.
"C'era bisogno di tutto questo movimento?!" piagnucoló Amy, con il capo che le girava.
"Ed ecco a voi...
Ennosigeo."
Propus indicó col braccio l'orizzonte, come se avesse appena allestito un buffet di cibo.
"Che sensazione strana." osservó Ruben.
"Come quest'estate no?!" gli sorrise Krista, in riferimento alla crociera ai Caraibi.
Selenio effettuó un cambio-marcia col suo manubrio; le gigantesche ali dorate ai lati della nave si abbassarono lentamente e Argo ripartí.
"La densitá dell'aria quà é troppa: non possiamo viaggiare velocemente come in cielo, suppongo." intervenne Silver.
"Esatto Sil. Saggio come sempre." lo elogió il Capitano.
Titanio e il drago a tre teste raggiunsero i Gemini.
"Ahhh! L'aria di mare!" sospiró sognante Cobalto.
Le onde nere, apparentemente solide e lucide come intagliate da una pietra nera, si infrangevano sui lati d'oro di Argo, ma stranamente non producevano spuma.
"Sinceramente...me l'aspettavo meglio." bofonchió Xander, con una nota di delusione.
"Ennosigeo ricopre tutta la regione del Pianeta non occupata dall'Isola..." prese a parlare Titanio "non é tutto cosí.
Ci sono le Coste del Nord che sono dei veri e propri paradisi: l'acqua é limpida e cristallina.
Al Sud invece é presente la costa alta e rocciosa."
"Waw...deve essere meraviglioso." disse Amy.
"E ad Est?" gli chiese Krista.
"Anche ad Est ci sono bellissime spiagge, solo che le acque sono in perenne agitazione.
L'attrazione piú affascinante é la foce volante dell'Eridano."
"Che sapientone..." rise Fosforo.
"Eddai smettila!" esclamó il gigante bianco, arrossendo.
"E che ci dici dell'Ovest?!" gli sorrise Amy.
"Oh...bhe...la Grande Barriera Rosata rende quei lidi meravigliosi da visitare."
"Barriera Rosata?" chiese Xander.
"Esatto Xandy" s'inserí Silver "é costituita da bellissimi anemoni rosa e infiorescenze acquatiche."
Amy sospiró.
"Quanto vorrei essere laggiú, invece di...insomma..."
"Ti capisco." mormoró Ruben, abbassando lo sguardo.
Tutti parlavano tra loro allegramente, e di sicuro mettevano a loro agio i ragazzi, ma questi erano comunque consapevoli di non stare facendo una crocera su Ennosigeo.
"TERRAAAAA!"
La ciurma guardó in alto: Promezio strillava fuori di sè dall'albero maestro.
Selenio sorrise soddisfatto.
"Ce l'abbiamo fatta, siamo quasi arrivati!" esclamó il folletto.
"Io non vedo niente." disse Krista.
"Non puoi di certo competere con la vista di Promezio." spiegó Potassio.
Ruben e Xander lanciarono uno sguardo agli occhialetti neri e tondi del serpente corallo; si guardarono tra loro e risero sotto i baffi.
"Solo una persona puó competere con lui!" fece Fosforo con tono teatrale.
"E chi sarebbe?" chiese Amy.
"C'est moi!"
Cobalto roteó gli occhi celesti e disse:
"Quanto ti vanti...ora capisco perché mamma ti ha fatto a destra anziché in mezzo...!"
"Ma come ti permetti! Sottospecie di salamandra!
Io...e ripeto IO, ho le zampe a destra, Potassio quelle di sinistra, mentre tu...non hai NIENTE!"
"Misericordia..." parlottó Potassio girandosi dall'altra parte.
"Si ma...IO, posso muovere la pancia!"
Cobalto si mise a guardare il ventre azzurro ricoperto di scaie che ondeggiava.
I Gemini, Silver e Titanio scoppiarono in una fragorosa risata.
L'aria di mare penetrava pesante nelle narici dei ragazzi; quell'odore forte di salsedine simile all'aroma degli oceani terrestri.
"Guarda cosa so fare Tit." disse Xander agitando le mani.
Una bolla d'acqua fluttuante si levó dall'oceano nero e salí a bordo della nave; Xander la controllava con la mente e l'Alpha Geminorum era accesa.
"Bravo Xander" si complimentó Titanio timidamente, senza mai scomporsi piú di tanto.
"Forza Ruby, fagli vedere cosa sai fare anche tu!" esclamó Silver.
Ruben annuí; la pietra romboidale scarlatta brilló e lui espiró una fiammella d'ambra che prese a volare per la nave, come se fosse viva.
"Aspetta..." disse Xander concentradosi, mentre si mordeva la lingua.
Ruben capí al volo il gemello; insieme si concentrarono e la fiamma e la goccia si incontrarono, neutralizzandosi a vicenda in una nuvoletta bianca.
Il drago azzurro applaudí. I gemelli si inchinarono.
"Pf...dilettanti!" scherzó Krista socchiudendo gli occhi.
"Mostraci il tuo talento, Miss Tempesta!" esclamó Ruben.
La ragazza alzó svelta il braccio, la pietra viola si illuminó e un tuono lontano venne preceduto da un lampo lilla nel cielo.
Promezio sull'albero maestro sussultó spaventato.
"Ma che diavolo combinateeee?" strilló il rettile.
"Rilassati Promy!" rise Propus.
"Rilassarsi eh...c'é poco da rilassarssssi!" sibiló tra sè e sè, sistemandosi gli occhialetti neri con la punta della coda.
Krista abbassó energicamente il braccio e da lontano si vide piovere sulla superfice nera di Ennosigeo una saetta purpurea che lampeggió furtiva illuminando ogni singola onda.
"Che spettacolo inquietante!" disse Potassio.
"Direi: affascinante ed evocativo" lo correse Ruben, nei cui occhi verdi si rifletteva l'immagine del fulmine lilla che accendeva l'oceano.
"Ho visto la terra! L'ho vista!" strilló Amy, tutta eccitata.
La ragazza, grazie al lampo di Krista, era riuscita a scorgere la terra lontana che poco prima Promezio diceva di aver avvistato.
"E tu che hai imparato Amy?" le chiese Titanio, con il tono di un bambino curioso.
Ruben e Xander si guardarono preoccupati tra loro, temendo che la domanda del gigante fosse stata innopportuna.
Amy tuttavia sorrise.
"Guarda tu stesso!"
La Delta Geminorum si accese di verde chiaro; Amy incroció gli avambracci e una bolla di luce verde crebbe sul ponte, inglobando tutta la ciurma.
Cresceva e cresceva, fino a che trapassó magicamente anche Promezio che stava di vedetta.
Ora tutto Argo era ricoperto da una semisfera che partiva dall'oceano e formava una cupola verde luminescente.
"Che spettacolo!" gridó Selenio dal timone.
"Brava ragazza!" esclamó Fosforo.
"Sei fenomenale Amy!" disse Silver, abbracciandola.
"Gra-grazie..."
I tre ragazzi erano rimasti a bocca aperta. La barriera si fece trasparente e svaní.
"Ci proteggerai sempre. Vero Amy?"
Propus mise una mano sulla spalla della ragazza dal kimono rosa antico.
"Ci proveró!" esclamó lei con gli occhi sorridenti ridotti a due fessure.
"Di questo passo diventerai la piú potente di no..."
Ruben si arrestó si colpo: aveva sentito qualcosa.

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