"Che c'é?" fece Xander.
Le pietre sulla fronte dei ragazzi presero a brillare autonomamente.
"Ah ah ah!"
"Ma é un canto." affermó Krista.
"Giá." confermó Xander.
I Gemini si affacciarono tutti e quattro dai bordi dorati del vascello; in lontananza non si vedeva nessuno, eppure sembrava come se delle voci di donna stessero intonando un ritornello, che rimbombava etereo, cullato dal vento marino.
"Sono donne!" disse Amy.
"Sentite bene...io l'ho giá sentito questo motivetto." indicó Krista.
La ragazza faceva riferimento al motivo cantato dalle Paradisee quella mattina su Mebsuta. La melodia era la stessa, solo con toni piú malinconici e oscuri.
I cristalli sulla fronte dei ragazzi sfavillavano colorati, mentre loro stessi restavano ammaliati dal quel canto misterioso che echeggiava tra le onde dell'oceano.
Sembrava come se tutti gli altri suoni si fossero smorzati.
Ruben e Xander guardavano fissi l'orizzonte, come ipnotizzati, mentre Amy e Krista si agitavano per un evento che accadde in quei precisi istanti.
"Oddio no!"
Strilló Krista, le mani tra i capelli.
Amy inizió a tremare e lentamente si accasció a terra.
"Ma c-come...?" balbettó.
Tutti i componenti della ciurma erano a terra, svenuti.
"Silver! Silveeer!"
Amy corse per il ponte e raggiunse la sagoma priva di sensi del folletto.
"Re-respira...per fortuna."
Argo sembrava essersi fermato; nessuno era alla guida. Selenio giaceva sul posto, Propus era accasciato con la schiena sull'albero maestro.
Amy e la gemella si guardarono impaurite tra loro; poi scattarono con gli occhi verso i due compagni.
"Xander, Ruben!"
Krista corse velocemente a soccorrere gli amici, e sferró loro uno schiaffo sulle guance.
"Aiah!"
I gemelli tornarono in loro.
"Ma che ti salta in...?"
"Zitto Ruben! L'ho fatto per il tuo bene...!"
"Ma che succede?" bisbiglió Xander guardandosi intorno.
"Sono tutti svenuti Xan, e voi sembravate ipnotizzati!"
Amy li raggiunse.
"Arrivano le Sirene!" disse lei preoccupata.
"Ecco di chi era quel canto!" affermó Xander.
"Perché voi non eravate ipnotizzate?" domandó Ruben.
"Bhe...credo perché siamo delle ragazze." congetturó Amy.
"Santo Dio!" esplose Krista "Ma perché la ciurma non é composta da donne...?!"
"Le nostre pietre brillano" esclamó Ruben guardando il fratello "se ci concentriamo bene credo che riusciremo a non cadere vittime delle sirene."
"Io forse si! Tu non credo che ce la farai Ruben." ironizzó Xander.
Il canto si faceva sempre piú intenso e vicino.
Dei rumori di schizzi e dei fragori provennero dalle onde nere del mare.
Amy generó lo scudo, che presto inglobó tutto il vascello dalle vele blu; la bandiera con la Stella del Microcosmo cessó così di agitarsi.
Una botta e un rumore mostruosamente intenso fecero ondeggiare la barriera.
A Krista acceleró il cuore a dismisura; aveva sempre temuto il terremoto, e quella sensazione glielo ricordava.
Afferró il braccio della gemella, in preda al panico.
"Calma Kry..." la rassicuró la sorella "fa respiri profondi."
Quattro figure alte e scure fecero capolino dalla superficie di Ennosigeo, schermate dalla cupola verde di Amy.
Erano mostruose: quattro bestie enormi dal busto di donna e il volto abominevole; due occhi rossi e luminosi e dei lunghi capelli neri che coprivano loro il seno.
"N-non pensavo fossero cosí brutte le sirene...!" esclamó Ruben, indietreggiando.
"Ricordati che non sono vere Sirene. Sono dei 118!" rettificó il fratello.
La pelle grigiastra e squamata delle creature sfumava in nero sulla vita, e una coda piú simile a quella di un rettile sorreggeva le figure in aria, infilzata tra le onde del mare, alta una ventina di metri.
Unghie affilate e tre file di denti acuminanti rendevano le bestie ancora piú riluttanti.
"Dovremmo uc-ciderle...!" balbettó Krista.
Le sirene emisero dei latrati mostruosi, che echeggiarono in tutto Ennosigeo; si caricarono e si gettarono col corpo sulla barriera.
Ruben si fece il segno della croce.
"Ora che siamo circondati da acqua...non credo avró problemi!"
Xander si concentró e la sua volontá richiamó l'acqua del mare.
Un dragone di spuma prese vita tra le onde, serpeggiando a mezz'aria.
"É bellissimo..." sussurró Amy, mantenendo eretta la barriera con tutte le sue forze.
Il drago d'acqua si schiantó contro le quattro bestie, che caddero all'indietro generando delle grosse onde che s'infransero sullo scudo verde.
La nave barcolló.
Krista sospiró affannosamente. I suoi occhi divennero lucidi; stava avendo un principio di attacco di panico.
Le sirene si rialzarono e con tutta la loro forza colpirono lo scudo, che si ruppe in mille schegge verdi.
"Oh no!"
Amy, che voleva in tutti i modi proteggere i ragazzi e la ciurma, chiuse gli occhi.
Alzó le braccia e impavida gridó:
"Delta Nebulaaaa!"
Un turbine di petali rosa scaturí dai suoi palmi, andando a roteare attorno alle sirene, bloccandole.
"Tocca a me."
Ruben espiró e la fenice di fuoco attecchí sul volto di una delle bestie, la quale inizió a gridare sofferente.
Le tre sorelle della bestia rapidamente corsero al contrattacco, e si sparpagliarono equamente attorno alla nave, in diversi suoi punti.
Krista si calmò e tutti e quattro corsero sul ponte della nave ormai ferma, ed ognuno decise di vedersela con una delle creature.
"Ho una paura...tremenda..." affermó Xander.
Ruben intanto soffiava diversi uccelli di fiamme che sfrecciavano come mosche attorno al corpo della bestia; ad ogni soffio tuttavia si sentiva sempre piú debole, sempre piú stanco.
"Non...riesco a creare lo scudo..."
La bestia di fronte ad Amy si chinó indietro e si avventó sulla ragazza.
Amy strilló e la sirena irruppe col busto sul ponte della nave; la ragazza, schiacciata dal terrore in un angolo sul castello di poppa, strinse il pugno e colpí il ventre del mostro ad occhi chiusi.
La bestia gemette e venne scaraventaa indietro in un lampo verde scaturito dal polsino d'oro di Amy.
La nemica di Xander gli piombó addosso e lui balzó in aria di parecchi metri. Colpí poi il volto del mostro con un piede; la bestia peró afferró l'arto del ragazzo con i denti e lo strattonó in aria.
"Oh no Xander!"
Krista prese la rincorsa e sfrecció in aria, compiendo un salto altissimo che le fece raggiungere l'amico.
Si presero per mano e caddero sul ponte, attenuando la caduta grazie agli stivali con le ali d'oro.
"Grazie Kry."
Ora le sirene di Xander e Krista li squadravano con li occhi rossi colmi di rabbia, cosí decisero di attaccarli entrambi.
"Attacco combinato Kry!"
"Ok!"
Un dragone d'acqua si materializzó sul ponte della nave ed attorciglió le due sirene; la bestia d'acqua poi esplose, ma Xander ancora a terra dolorante non riuscí a bloccare l'acqua, che li inondó.
Krista, le vesti e i capelli bagnati, fece apparire due saette viola che caddero sulle due sirene gocciolanti e le folgorò.
I corpi neri si accasciarono rumorosamente sul ponte, che venne danneggiato, e Ruben e Krista spostarono il corpo di Silver che rischiava di venire schiacciato.
"Sono forti!" esclamó Ruben, soffiando le fiamme dalla bocca.
La Sirena del ragazzo, di tanto in tanto si tuffava in mare, per spegnere il fuoco che ardeva sul suo corpo; parecchie bruciature chiazzavano il suo busto.
Amy era riuscita a generare la barriera solamente attorno a se stessa, ma temeva di non riuscire piú a tenerla eretta, colpita dagli artigli neri del mostro che tentava di abbatterla.
Le due sirene elettrizzate ripresero conoscenza e si rialzarono; poi si reimmersero negli abissi oscuri dell'oceano.
I Gemini si riunirono al centro del ponte, sotto l'albero maestro, e avvertirono dei rumori provenienti da sotto i loro piedi: due delle quattro bestie stavano colpendo Argo da sotto con le robuste code, nel tentativo di danneggiare la nave.
A Krista salí il panico, come una serpe che le strisciava sulla schiena e le afferrava il collo.
"Stai ranquilla Kry." la confortó Ruben.
"Respiri lenti e profondi." Aggiunse Xander.
La ragazza obbedí, ma la sua fobia per il terremoto le impediva di essere lucida.
Le altre due sirene demoniache si avvicinarono tra loro ed emisero degli strilli acuti e graffiati che urtarono i timpani dei Gemini, che di riflesso si tapparono le orecchie rapidamente.
Amy finalmente riuscí a ricreare lo scudo, come un bambino che tentava di gonfiare un palloncino, e questo crebbe inglobando quasi tutta la nave.
I tre ragazzi ne approfittarono, e a grande fatica, trascinarono i corpi di tutta la ciurma nella stiva. Solamente Promezio rimaneva a rischio, sia perché era confinato sull'albero maestro, nella postazione di vedetta, sia perché era rimasto fuori dalla barriera verde, che Amy non era riuscita a far crescere di piú.
Stranamente peró le due sirene sembravano non avvicinarsi all'albero maestro. Qualcosa le infastidiva.
Una luce dorata brillava in alto: la Stella del Microcosmo stampata in oro sulla bandiera blu si era accesa e funzionava come da repellente per le due sirene.
Intanto la nave tremava e Krista fremeva dal terrore.
"Non ce la faccio...!"
A Krista brillarono gli occhi, ma Amy la guardó semisorridente e le infuse serenitá. Anche Amy stava convivendo da un po' col maldimare, ma era riuscita a domarlo.
Le due sirene sott'acqua riemersero dalla superficie e Krista tiró un sospiro di sollievo.
Scaglió un fulmine, alimentata dalla rabbia e dalla paura, ma le quattro sorelle lo evitarono.
Ruben non poteva contare sul suo potere, essendo all'interno della barriera di Amy.
"Non reggeró molto ancora..." ansimó Amy, gli avambracci incrociati davanti a sé.
I mostri riiniziarono a bussare contro la barriera.
"Bastaa! Ci deve essere un modo per ucciderle!"
Xander rievocó il drago dalle acque scure di Ennosigeo, che si era trasformato in un campo di battaglia.
La creatura d'acqua colpí una delle sirene e questa andó a sfiorare il volto mostruoso contro la bandiera con la Stella illuminata.
"Guardate...!" indicó sottovoce Ruben.
La creatura gemette, le mani mostruose portate al volto illuminato di una luce dorata.
"Sembra che si sia accecata!" indicó Krista, aggrottando le sopracciglia.
"Deve essere il simbolo sulla bandiera che scaccia le creature malvage." ipotizzó Xander.
La bestia ormai cieca si caricó e colpí con un braccio la barriera di Amy, che si spezzó in mille scintille verdi.
Le sirene demoniache erano pronte all'attacco; strillarono fastidiosamente, come a spaventare i ragazzi.
Il chaos s'insinuó viscido nelle menti dei ragazzi. La loro testa sembrava che stesse esplodendo e i cinque sensi erano annebbiati.
"Che male..." balbettó Ruben con le mani tra i capelli.
I sensi dei Gemini si fecero piú opachi ed iniziarono ad affievolirsi.
Tutto sembrava perso, quando qualcosa sembró d'un tratto placare l'improvvisa emicrania dei gemelli.
Le grida terribili delle sirene cessarono.
Un rumore piacevole, come di acqua corrente e una voce femminile che rimbombava.
"Gemini..."
Non era la voce di Astrea; Ruben se ne accorse subito.
Il tempo pareva essersi bloccato.
"Gemini..."
Xander riconobbe poco dopo quel timbro. Il cuore gli inizió a bussare ancora piú forte; sentí una vampata di calore risalirgli dietro al collo e sulle tempie.
"Quello che una sirena piú teme in assoluto...é l'oscuritá degli abissi...il silenzió piú profondo che ingoia ogni forma di suono e di luce."
"Egeria?!" mormoró Amy.
"Una vera Sirena teme l'oscuritá piú nera degli abissi...
ma una sirena nata dalla confusione e dal suono distorto dell'odio, teme solamente una cosa: l'armonia."
"L'ar...l'armonia?!" mormoró Krista incantata dalla voce pacata ed echeggiante della ninfa Egeria.
"La Stella del Microcosmo!" esclamó Ruben.
"Giá..." disse Xander.
"Si si." confermó Amy.
"La Stella del Microcosmo...la Luce della Vita...
l'Armonia." proseguí Egeria.
"Quindi cosa dovremmo fare?" si rivolse gentilmente Ruben.
"Circondate la Colonna dove la luce fluisce...e batterete la Confusione con l'Armonia."
"Si ma come dobbiamo fare?!" domandó Krista, guardando in alto.
"Sincronizzate le vostre menti.
Entrate in sintonia l'uno con l'altro, e vedrete che le vostre onde di luce andranno in risonanza." continuó la ninfa, la cui voce svaní in un'eco lontana.
Il suono del mare e le strida delle Sirene ripresero a strimpellare quella caotica melodia assordante.
"Forza, attorno all'Albero Maestro!" incitó Xander, rinvigorito dalle parole della ragazza.
"Dobbiamo entrare in sintonia!" esclamó decisa Amy.
"Dobbiamo..." continuó Ruben "essere una cosa sola."
A tutti e quattro venne in mente la stessa cosa: Elios, ossia ciò che i quattro defunti sovrani erano prima di nascere, prima di dividersi in quattro, ancora nel grembo di Teia.
Elios poteva simboleggiare solo che l'unione delle loro anime.
I Gemini si raccolsero attorno alla Colonna di legno. Appoggiarono la schiena su di essa e si diedero le mani; chiusero gli occhi e si concentrarono.
"Forza! Come abbiamo fatto per il quadro sull'Asteroide... facciamo fluire la luce sull'Albero Maestro." ordinò Ruben, con una luce ardente che gli accendeva gli occhi di smeraldo. Xander lo guardò ammirato e decise di imitarlo.
Le gemelle annuirono.
I quattro chiusero gli occhi e come sempre immaginarono delle fiaccole colorate nel buio.
Il silenzio cosmico tornó a regnare sovrano, e l'unico rumore fu quello dei cuori dei ragazzi che battevano.
"Dobbiamo sincronizzarci." affermó Krista.
"I nostri cuori devono battere all'unisono!" continuó Xander.
I battiti cardiaci dei quattro gemelli iniziarono a sincronizzarsi e le luci accese nelle loro menti crebbero.
Le loro pietre brillarono intensamente di bianco e dalla base dell'Albero Maestro partí un flusso di luce che raggiunse la bandiera azzurra, attraversando anche il corpo di Promezio.
Il serpente sembró riprendere i sensi.
"Che luce calda..." sibilò stordito.
La Stella del Microcosmo splendette ancora piú intensamente di luce dorata e le quattro sirene si allontanarono accecate.
Si spinsero con le code nere verso la Prua di Argo, dove la polena dorata le guardava.
La bandiera splendente era diventata una vera e propria stella in miniatura.
"Sssembra lui..." mormorò il serpente corallo "sembra proprio il Sole."
Le sagome delle creature iniziarono pian piano a tramutarsi in pietra grigia.
"Stanno morendo." affermó fiera Amy, aprendo gli occhi.
"Distruggiamole una volta per tutte!" disse Krista, stringendo forte le mani di Xander e Ruben.
Una luce dorata illuminó la polena raffigurante Egeria; dagli occhi della statua dorata partirono dei raggi che investirono le creature di pietra, e queste si disintegrarono cadendo a pezzi nelle profonditá di Ennosigeo.
Promezio osservava la scena dalla vedetta, irradiato dalla luce dorata della bandiera, e meravigliato.
Quattro lucine azzurre comparvero in cielo per un secondo, e Krista in quel momento aprí gli occhi, riuscendo a cogliere l'asterismo che apparve furtivo nel cielo nero, ossia quello della Falsa Croce.
I ragazzi si inginocchiarono privi di forza a terra.
"É stato...sfiancante." disse Amy, distrutta.
"Se non fosse stato per lei...!" esclamó Xander.
"E giá! Sono sempre le donne che ci levano dai guai." continuó Ruben.
"Si. Questa te l'approvo." scherzó Krista.
Amy si giró verso Xander e gli fece l'occhiolino.
"Che c'é Amy?!" balbettó lui arrossendo.
Erano riusciti ad unire i loro poteri. Avevano legato i loro cuori e le loro menti, nel desiderio che la luce dell'armonia squarciasse la tenebra della confusione, e ce l'avevano fatta.
I quattro frammenti di pietra erano entrati in risonanza, e avevano funzionato come se fossero uno, come se la Gemma Geminorum fosse integra, come se i Gemini in quel momento fossero Helios.
A volte tutti e quattro i ragazzi si domandavano se erano degni di essere i custodi di una pietra tanto potente; di un cristallo perfetto che, se riunito, avrebbe potuto compiere miracoli.
I Gemini rappresentavano l'incarnazione della Gemma Geminorum, il Seme della Luce e della Vita.
Tutto ció portava ad affermare solo una cosa: i Gemini erano la Luce.
Mentre questi pensieri ed altre riflessioni simili annebbiavano le menti dei ragazzi, i loro sensi iniziarono ad abbandonarli.
Ben presto si ritrovarono privi di conoscenza, accasciati sotto all'albero maestro.
STAI LEGGENDO
Gemini
Fantasia♊️Quattro ragazzi; quattro personalitá. Xander, Ruben, Krista ed Amy, due coppie di gemelli, si ritrovano magicamente in un mondo misterioso costretti a fronteggiare le forze del male. Per quale motivo proprio loro quattro sono stati scelti dalla...
