Passarono una trentina di minuti, ed i ragazzi erano stanchi di camminare, cosí si fermarono un'attimo, accasciandosi sotto un largo ceppo ricoperto di funghi sottilissimi; bevvero e ripartirono.
Xander, annoiato, guardó i compagni e se ne uscí con:
"Ehi! Perché non facciamo un gioco!?"
I ragazzi lo guardarono muti.
"Un gioco?" ribatté Amy.
Xander annuí sorridente.
Krista sbuffó.
"Il gioco consiste" continuó Xander "nel contare quante volte Krista sbuffa in un minuto! Pronti...via!"
Krista si voltó verso il ragazzo, con occhi di ghiaccio.
"Idiotaaa!" sbraitó la ragazza. Avrebbe voluto dargli un ceffone, ma si trattenne.
Gli altri tre, incluso Silver, risero di gusto, e cosí Ruben, ancora pensieroso, accennó appena un sorriso forzato.
"Allora...il gioco consiste nel dire a turno parole che iniziano con le ultime due lettere di altre parole!"
"Eh?"
I ragazzi non capivano.
"Non ho capito una mazza!" esclamó Krista.
"In effetti l'hai spiegato veramente male Xandy!" continuó Amy.
"É un gioco a cui giochiamo di solito in macchina con mamma e papá per passare il tempo!" intervenne Ruben.
"Ah...forse ho capito invece..." disse Amy "se io dico fiore, tu dici regina, Krista dice nastro e cosí via..."
"Ora ho capito!" bofonchió Krista.
"Esatto Amy!" esclamó Xander.
"Allora inizio io!" affermó Silver.
"Mh...vediamo..." disse con una mano sul mento "fungo!"
Xander pensó.
"Gorilla!"
"Vai Amy!"
"Mh...lattuga!"
"Tocca a Kry!" disse Silver.
"Si..." rispose lei "gallina!"
"Ruben tocca a te!"
"Narice!" rispose lui.
"Mh..." pensó Silver "cesto!"
"Torta!" continuó Xander.
"Tassa!" esclamó di seguito Amy.
"Dunque..." disse Krista guardandosi intorno "sa...sa...sa..."
"SAGITTARIUS!"
I ragazzi si guardarono intorno impauriti.
"Krista..." le si rivolse tremante la gemella "da quando hai imparato a parlare con lo stomaco?"
"Che stai farfugliando Amy? Non sono stata io ad urlare quella parola!"
I ragazzi non capivano: non era stata Krista a pronunciare la parola Sagittarius, bensí una vocetta maschile stridula ma rimbombante.
"Proveniva da lassú!" esclamó Xander indicando verso il cielo.
"Ma lassú non c'é nessuno!" continuó Amy.
"Ragazzi..." intervenne Silver "guardatevi intorno e siate pronti a qualsiasi cosa!"
I Gemini si preoccuparono e si guardarono intorno.
Improvvisamente si udí un rumore ed inizió a brillare un punto luminoso nel cielo.
Un oggetto di piccole dimensioni piovve rapidamente andandosi a conficcare nel terreno, ad una ventina di metri dai ragazzi.
"Che cos'é?" chiese Krista strizzando gli occhi.
Silver fluttuó cautamente verso l'oggetto fumante, poi si allontanó di scatto, come spaventato.
"Ragazzi!" sopraggiunse "Temo che sia il nemico..."
L'oggetto nel terreno era una carta, simile a quelle di Vega, solamente a scacchi neri ed azzurri.
"Un'altra di quelle carte..." sussurró Silver "deve essere uno dei 118!"
"L'Obsidian ancora ci tiene d'occhio!" esclamó impaurita Krista.
Subito dopo la carta a scacchi inizió a brillare di una luce celestina; da quel punto si innalzó un vortice di vapore bianco, come una nebbia.
I ragazzi si prepararono a combattere contro qualsiasi creatura sarebbe fuoriuscita da quella nebbia; Amy incroció gli avambracci davanti a sè, pronta per evocare il suo scudo, e Silver si pose davanti ai ragazzi.
Quando il vortice si dissolse, al posto della carta si poté osservare una creatura grossa e mostruosa.
"Che cos'é quel coso?" domandó ad occhi sbarrati Xander.
"Credo di saperlo!" rispose Silver.
La creatura nera era un grosso centauro, bestia antropomorfa dal corpo di cavallo e il busto umano; aveva due occhi rossi e splendenti ed un viso truce ed oscuro, coperto da lunghi capelli lisci e neri.
"Un centauro?!" urló Ruben.
"No...non é un semplice centauro!" rispose il folletto, preoccupato.
"É una bestia malvagia generata dalla statua del Sagittarius!"
Il dettaglio che spaventó i Gemini piú di ogni altra cosa, era ció che la creatura tendeva nelle mani: un grosso e nero arco d'ebano, con una freccia color bianco sporco, pronta per essere scagliata in direzione dei ragazzi.
Il nero centauro dagli zoccoli chiazzati e logorati, teneva una faretra nera cilindrica sulla schiena, contenente altre frecce, allacciata tramite una fascia di pelle che gli passava davanti all'addome umano, con una cinghia di rame con la forma del simbolo astrologico del sagittario.
Nonostante la sua natura equina, i gemelli si inquietarono di piú per quella umana, in quanto poteva indurre loro a pensare che la bestia fosse dotata di un'intelligenza superiore a quella delle altre creature affrontate.
La freccia che li mirava era bianca ed aveva la forma di un sottile osso appuntito.
"Ragazzi..." sussurró Silver "state calmi..."
"Amy..." la guardó il folletto "pronta!"
La ragazza annuí decisa con le braccia incrociate.
Il centauro scosse leggermente l'arco.
Amy istintivamente attivó il potere della sua pietra e generó una bolla verde luminescente tutt'attorno ai ragazzi e a Silver.
"Non so per quanto resisteró..."
Il Sagittarius scaió la prima freccia, in un silenzio spettrale, senza scomporsi minimamente.
La freccia d'avorio colpí lo scudo di Amy, e rimbalzó via.
I ragazzi respiravano affannosamente.
"Con questo scudo non riesco a vedere le mosse della bestia!" esclamó Krista.
"Non preoccuparsi Kry! Amy puó vedere oltre la barriera!" le sussurró il folletto.
La ragazza era concentrata e la Delta Geminorum brillava di verde sulla sua fronte.
Il centauro prese altre due frecce dalla schiena e lentamente le inserí nell'arco, e tese quest'ultimo.
Xander sopraggiunse:
"Ecco che ha preso un'altra freccia!"
"In realtá sono due!" rettificó Amy.
"Due frecce?!" esclamó impaurito lui.
"Avrá intenzione di abbattere la barriera!" disse Ruben in risposta al fratello.
Dopo qualche secondo, il centauro scaglió le due frecce contemporaneamente, ma anch'esse vennero deviate dallo scudo di Amy.
"Non ce la faccio piú..." disse Amy ad occhi chiusi.
La barriera inizió man mano a farsi piú sottile e spenta.
"É un guaio..." mormoró Krista.
"Ehi ragazzi!" intervenne Silver "Tenete queste!"
Silver passó ai ragazzi delle foglioline blu seghettate, prese dal suo marzupio.
"Le Leaphantom!" sussurró Ruben.
"Al mio tre..." esclamó Silver "le scagliate a terra e saltate! Se tutto va bene, ci rivedremo alle spalle del Sagittarius, e voi sarete pronti per attaccarlo!"
Krista e Ruben si guardarono complici, mentre Xander pensava a come rendersi utile, dato che non poteva manipolare l'acqua in quel momento, trovandosi nel folto di una foresta.
Il Sagittarius nel frattempo aveva preso altre due frecce e tendeva l'arco, immobile ed impassibile come una statua.
"Sta per scagliarle...!" sussurró Amy al folletto.
"Uno...due...tre!"
I Gemini conficcarono a terra rapidamente le foglioline, che generarono dei mulinelli di vapore sottostante i loro piedi.
I ragazzi saltarono, e proprio in quel momento la bara di Amy si dissolse, e la creatura ne approfittó per scagliare le due frecce.
La paura dei cinque per una frazione di secondo si incrementó quando le sottili e bianche frecce del centauro iniziarono a penetrare l'aria; tuttavia i ragazzi erano giá saltati nei vortici quando la freccia li aveva raggiunti, cosí scamparono il pericolo.
Sospiro di sollievo.
A qualche metro dalle spalle della bestia, riemersero dal terreno i Gemini e Silver, che per un istante avevano visto completamente nero e non udito alcun suono.
Riacquistarono il senso dell'orientamento.
Subito Ruben e Krista si concentrarono, le pietre brillarono e dal cielo cadde una saetta violacea, mentre il ragazzo si chinó in avanti e soffió una fiamma corposa.
I ragazzi si allontanarono; il fulmine non colpí in pieno il centauro, ma gli cadde vicino facendolo sobbalzare, e la fiamma di Ruben appiccó il fuoco sulla faretra della bestia.
"Allontaniamoci!" urló Xander.
"No!" gridó Krista, a pugno stretto "L'ho mancato!"
"Ruben!" affermó Amy "Sei riuscito a bruciargli le frecce!"
La ragazza aveva ragione: le frecce si erano annerite e rovinate, e non erano piú utilizzabili, tranne una.
Il Sagittarius si voltó di scatto, si tolse energicamente la fascia con la faretra di dosso, afferró l'ultima freccia e la inserí nell'arco.
Erano a pochi metri dal mostro. Se solo in quell'istante avesse scagliato la freccia, uno di loro sarebbe morto sicuramente.
Amy riattivó il potere del suo scudo, e il Sagittarius decise di saltare addosso alla barriera per infrangerla, anzichè utilizzare l'ultima freccia a disposizione.
"Ci viene addosso!" urló Amy col cuore in gola.
"Resisti Amy!" gridó Silver.
Il centauro si levó sulle zampe posteriori, emise un nitrito agitando le zampe anteriori in aria e colpí con tutto il peso la barriera verde.
Lo scudo oppose poca resistenza, per poi infrangersi il mille scintille smeraldine; Silver d'instinto soffió una nube argentea sul viso della creatura e i ragazzi indietreggiarono velocemente. Solo uno di loro non ce la fece: Amy.
"Oh noo!" gridó Krista in preda al panico e col respiro affannoso.
Ruben si mise le mani sulla bocca; Xander sui capelli.
Il centauro, confuso, dimenava le zampe anteriori mentre Amy giaceva a terra proprio sotto di lui, poiché era inciampata in una roccia sul terreno.
"Amy!" gridó Ruben con voce spezzata.
La ragazza aveva gli occhi colmi di terrore ed il suo battito cardiaco stava aumentando sempre di piú; presto sarebbe svenuta.
D'un tratto, la creatura spalancó anch'esso gli occhi rossi splendenti, e in una nube di confusione sembrarono cambiare colore. Divennero grigi e le pupille apparvero sull'iride.
"Non farmi del male..." tremoló Amy.
Il Sagittarius continuava a fissare Amy a terra, e non sembrava affatto volerla colpire; poggió gli zoccoli a terra e gettó l'arma.
Gli altri quattro si avvicinarono a lei pronti per portarla in salvo, ma Amy ed il Sagittarius stavano intrattenendo un contatto visivo, come ipnotizzati.
"Non farmi del male..." ripeté lei alla creatura ora dagli occhi argentei e piú umani.
Una luce bianca balenò in cielo.
I ragazzi si coprirono gli occhi.
Una figura controluce con due grosse ali piumate volava all'orizzonte.
"Che cos...?" si chiese Xander, accecato dal bagliore.
Improvvisamente una freccia luminosa, come un raggio di luce bianca, voló verso di loro.
Il fascio fotonico raggiunse il Sagittarius e lo colpí in pieno sulla schiena, trapassandogli il petto.
"Ahhh!"
La creatura emise un gemito di dolore umano, differente dal nitrito udito poco prima dai ragazzi.
Il raggio di luce perforó il ventre della creatura e sfioró il volto dei Gemini, carezzandogli delicatamente i capelli come una leggera brezza e dissolvendosi in aria.
"Di chi é questa freccia?!" domandó Xander cercando di capire di chi fosse la sagoma alata.
Il centauro cadde a terra sanguinante con il volto rivolto verso il viso di Amy.
I lineamenti del centauro erano diversi ora: i capelli si stavano tingendo di un castano lucido, la pelle stava acquisendo una colorazione olivastra e gli occhi grigi accendevano il viso dell'uomo.
"Pu...purificatemi..."
La creatura, con voce roca e fare dolorante, aveva parlato.
Amy, senza esitare, gli toccó il braccio; i ragazzi si avvicinarono a lei, si chinarono e toccarono anch'essi il braccio del centauro, seppur titubanti.
Il suo corpo man mano si accese di un fioco bagliore velato, seguendo le sottili luci dei frammenti di Gemma Geminorum sulla fronte dei ragazzi.
Il Sagittarius alzó poi faticosamente l'altro arto umano e sfioró il viso di Amy, che in risposta spalancó i suoi occhi nocciola, mantenendo un contatto con quelli argentei della creatura.
Gli altri erano confusi.
"Perché..." intervenne Amy "non mi hai colpita subito...mai hai esitato?!"
"Amy ma che dici?!" urló la gemella.
"Per un attimo..." sussurró il centauro, sorridendo "mi é sembrato di vedere Wasat!"
La mano di lui stava ancora sfiorando la gota rosata di Amy.
"In effetti tu..." continuó il centauro accennando un sorriso nonostante il dolore "me la ricordi un po'..."
Il Sagittarius poggió la mano per terra e chiuse gli occhi, privato ormai del soffio della vita.
I Gemini tolsero le mani dal suo corpo, che aveva iniziato a brillare di luce e si allontanarono.
La luce si spense, lasciando intravedere la statua del Sagittarius, e sfrecció in un lampo bianco verso la Stella Minore.
In tutto questo tempo la figura alata se ne era stata lontana ad osservare la scena. Quando i ragazzi alzarono lo sguardo per vedere chi fosse, essa spiegó le grosse ali piumate e spiccó il volo scomparendo.
"Quella persona ci ha salvati!" indicó Ruben.
"Non abbiamo nemmeno potuto ringraziarla!" continuó Krista.
Ruben continuó poi ammutolito a guardare l'orizzonte "Era una creatura angelica, ne sono certo."
"C'é stato un momento" sopraggiunse Amy guardando per terra "in cui il centauro sembrava essere diventato buono..."
"Ho visto come ti guardava, infatti!" esclamó Xander con una smorfia che esprimeva disappunto.
"Non mi ha colpita!" continuó la ragazza "Mi ha...risparmiata!"
"Si! Dobbiamo essere grati al Sagittarius se Amy é ancora viva!" disse Silver.
"Ma che vi prende?!" esclamó Krista "Vi ricordo che un minuto fà ha tentato di ucciderci! Se siamo vivi é solo grazie a colui o colei che ha scagliato quella freccia di luce!"
"Si...in effetti Krista ha ragione" la appoggió Xander.
Silver guardó Amy.
"Io credo che, guardando Amy, nella creatura si sia veramente acceso qualcosa!"
"Wasat..." bisbiglió Amy "la regina del passato regno dell'Ovest?"
"Si Amy...lei!" rispose il folletto.
"Ha detto che glie la ricordo!"
"Bhe...se non erro, voi avete ereditato i poteri dei defunti quattro sovrani...quindi é probabile che la Delta Geminorum e il Sagittarius siano entrati in contatto per un istante!"
"Che c'entra il Sagittarius con Wasat?" chiese Krista.
Silver la guardó in viso.
"Loro...loro si amavano!"
"Cooosa?" esclamó Xander.
"Un amore tra un centauro e un'umana?" esclamó incredula Krista.
"Si..." continuó Silver "non so molto a riguardo, ma so che il loro amore era ritenuto proibito anche perché i centauri e gli esseri umani erano da sempre popoli in contrasto.
Quindi Wasat non ebbe l'approvazione dei fratelli quando volle sposare il principe e comandante dei Centauri!"
"Capisco..." sussurró Amy.
"I fratelli? Chi erano i fratelli di Wasat?" sopraggiunse Xander.
Silver, con i suoi due occhi blu spalancati, guardava inebetito i Gemini.
"Ma...credevo di evervi detto che..."
"Che...?" sollecitó Krista.
"Bhe...che Castor, Pollux, Alhena e Wasat erano...quattro fratelli!"
"Veramente?" domandó Krista.
Silver annuí.
"Questo dettaglio lo hai tralasciato Sil!" esclamó Xander.
"Vabhe..." intervenne Ruben, riprendendo a guardare il punto in cui la creatura alata se era andata "che importa? Insomma...ai fini della missione non credo sia importante!"
Ruben si tolse gli occhiali a montatura dorata che Silver gli aveva regalato, e se li strofinó per pulirseli. Erano scheggiati.
"No infatti!" riprese Silver "Ora andiamo! Propongo di rientrare a casa e ripartire domattina!"
"Si sono stremato!" disse Xander.
"L'abbiamo vista brutta ragazzi!" sospiró Krista.
Amy si alzó da terra e fece un sorriso a trentadue denti.
"È stata dura...ma ce l'abbiamo fatta!" esclamó lei.
Il folletto fece riapparire la sua casa ai margini della stradina e tutti e cinque entrarono, lenti, affaticati e pieni di pensieri in testa che echeggiavano.
"Guarda!" disse Amy sorridendo alla gemella.
"Silver ha cambiato le lensuola dei letti!"
Krista fece un sorrisino a labbra strette, giusto per non restare impassibile a ció che la sorella le aveva detto.
Le lensuola dei letti erano ora di un color lilla tenue e c'erano raffigurati ai piedi dei fiori di lavanda.
Amy sorrise, sfiorando col palmo della mano il lensuolo del letto.
"Guarda Kry...le piante sulla stampa dei letti!" indicó lei.
Krista, che stava prendendo dal suo armadio verde l'asciugamano per andare in bagno, accennò un "Ok" svogliato.
"Il tuo nome, Lavanda..." continuò lei.
"Giá, che coincidenza eh?" sussurrò Krista recandosi in bagno "Krista Lavanda Windrose... sembra una filastrocca."
Amy guardó fuori dalla finestra pensierosa, mentre la gemella si affrettava ad andare in bagno.
Nella stanza accanto, i ragazzi si erano già lavati e Ruben si era messo il pijama.
"Perché?" chiese Xander.
"Cosa?"
Il ragazzo indicó il pijama scuotendo in avanti il capo.
"Bho...sto piú comodo!"
"Oook!"
La divisa rossa bordeaux con i soli bronzei di Ruben stava ripiegato sul suo comodino blu.
Xander si avvicinó alla finestra della camera, osservando il suo leggero riflesso sul vetro e incrociando i verdi occhi della sua immagine.
Si toccó la fronte.
"Chissá quando tutto finirá..." pensó malinconico.
Per i Gemini la sera e la notte erano sempre momenti importanti, in quanto potevano rielaborare tutte le informazioni acquisite durante il giorno e riflettere sulla totalitá degli eventi, cercando di ricongiungere eventuali tasselli e fare chiarezza sulle proprie idee.
"Già quattro giorni..." disse Ruben, tuffandosi a pancia in giú sul letto dorato, con le coperte nuove cambiate da Silver.
Xander sospiró.
La volta celeste si tinse di un blu tendente al nero, ingogliando la bianca luce delle due stelle a semiluna e accendendo quelle delle costellazioni.
Xander guardó la Vergine, che era appena visibile in cielo.
"Xander!"
Ruben si rigiró sopra al letto, accovacciandosi su di un fianco.
"Si...dimmi!"
"Tu non pensi che...che quella figura alata che ci ha salvati fosse...?"
Xander sospiró di nuovo, distogliendo lo sguardo e la mente dagli astri notturni.
"Astrea?" domandó lui.
Ruben non proferì alcuna parola, quindi secondo la logica di Xander, aveva implicitamente risposto di si.
"Senti Ruben...!"
"Xander!" esclamó interrompendolo "Io ci sto male!"
Xander inarcó le sopracciglia.
"Ruben...la conoscevamo a malapena!"
"Lo so ma a me...lei piaceva!"
Gli occhi di Ruben si fecero lucidi.
"Io credo che tu stia esagerando! Torna in te Ruben. Da quando siamo quí abbiamo visto molta gente morta per mano dell'Obsidi...!"
"Ma senti una cosa Xander..." sopraggiunse Ruben "tu non sei mai stato innamorato...?"
Xander spalancó le labbra ed arrossí.
"Ruben stai esagerando!"
"Rispondimi!" gridó il fratello.
"Bhe insomma...io..."
Il ragazzo dal kimono blu distolse lo sguardo dal gemello e giró la testa da un lato.
"É ora di cena!"
Silver dalla cucina stava chiamando i ragazzi.
Ruben e Xander uscirono dalla porta senza neanche guardarsi; quest'ultimo ne approfittó per non rispondere all'interrogativo posto dal fratello.
Krista ed Amy erano giá sedute sul tavolo e Silver lo aveva appena imbandito con un grosso piatto contenente enormi funghi arrostiti.
Un altro piattino si trovava davanti a Krista, contente una piccola bistecca di carne. A lei non piacevano i funghi.
"Che succede voi due?" chiese questa, notando il comportamento dei ragazzi.
"Avranno litigato!" le sussurró la sorella.
"Buon appetito!" esclamó Silver.
Cenarono tranquillamente; poi si sitemarono sulle comode poltroncine vellutate del salotto, mentre Silver dopo aver sparecchiato assieme ad Amy, prese il vasetto contenente il Fiore Stellato, e gli cambió l'acqua.
"Ecco fatto!" disse.
"Sbaglio o la gemma é un po' piú grande?" chiese Amy, guardando il bocciolo bianco all'apice dello stelo dorato del fiore.
"Ho anch'io questa impressione!" la appoggió la sorella.
"A giudicare dalle foglie della piantina e dal suo piccolo bulbo..." dedusse Amy "il fiore che sboccerá sará un giglio, un giglio bianco!"
"Oh che bello!" esclamó Silver, poggiando sul tavolo della cucina il vaso.
"Sei un fenomeno Amy!" esclamó Xander.
"Ah grazie!" rise lei.
"Chissà che ci ha lasciato Virginia di tanto potente?!" disse Ruben, scorgendo il bagliore stellare da una finestrella tonda.
"Era una grande ninfa..." continuó Silver, guardando il fiore.
"Nonostante fosse stata incaricata dall'Obsidian di ucciderci, si é ribellata ed é fuggita!"
I Gemini annuirono.
"Anche il Sagittarius..." intervenne Amy "prima che tornasse una statua, era diventato buono!"
"Se ci fate caso..." intervenne Xander "solo le creature umanoidi hanno riacquisito coscienza prima della morte!"
"Le altre creature affrontate" continuó "sembravano completamente annebbiate dalla malvagitá!"
Ruben sospiró. "Chissá...chi era Astrea, prima che morisse e le facessero la statua!?"
Ruben appena esclamato ció, si guardó intorno imbarazzato ed evitó di incrociare gli sguardi degli altri, in particolare del gemello: era consapevole che il sentir uscire la parola 'Astrea' ancora dalle sue labbra, avrebbe potuto turbarli.
Eppure lui sapeva nel profondo di nutrire qualcosa per la ragazza defunta, un legame particolare che gli faceva battere il cuore ogni qualvolta pensasse a lei.
Silver fece le spallucce.
"Una persona importante, suppongo!" disse Amy sorridente.
La notte non tardó ad arrivare, risucchiando ogni suono o luce come un buco nero.
I ragazzi, dopo essersi salutati, si addentrarono nelle rispettive camere, si tolsero di dosso i kimono colorati ed andarono a letto.
Silver invece uscí dalla casa.
"Che silenzio qui intorno..." pensó.
La cittá di Mykes era buia e deserta. In realtá gli abitanti non se ne erano andati, tuttavia erano distesi a terra privi di vita e dolcemente avvolti dall'oscuritá, come addormentati.
Silver alzó le braccia e una leggera brezza aleggió attorno alla casetta che adagiava su una nuvola fluttuante a dieci centimetri dal suolo coperto di funghi.
Inizió a soffiare e produsse una fitta nebbia d'argento scintillante che vorticó attorno a lui e all'abitazione, formando una cupola.
Poi sibiló una strana formula e la nube scomparve, cosí come la casetta ed esso stesso.
Rientró.
"Spero che per questa notte almeno reggerá la barriera illusoria..." pensó a voce alta "almeno terró alla larga i 118."
Silver attraversó il corridoio dove c'erano le camere dei ragazzi e il bagno, ed aprí una porta di legno turchese sistemata in fondo accanto ad una rossa.
La cameretta del folletto era di forma tonda, le pareti erano turchesi, il pavimento era di vetro trasparente ed il soffitto blu scuro con delle stelline dorate.
Su metà parete c'era una grossa libreria piena e sull'altra, moltissime mensole dove c'erano dei vasetti con piante di Leaphantom ed una finestra tonda piú grande di tutte le altre della casa.
Tutta la stanza era illuminata da una abat-jour a forma di fiore bianco accanto al letto.
Silver fluttuó al centro della stanza e si accomodó sul suo letto rotondo dalle coperte e cuscino argentati.
"E se..." pensó "quella figura alata fosse...?!"
Poi guardó fuori dalla finestra.
"No...non puó essere."
Il folletto si infiló un pijama, si rimboccó le coperte e spense la lampadina senza toccarla.
Mentre i ragazzi ronfavano tranquilli, la natura notturna di Xander, si risveglió dopo molti giorni. Si alzó dal letto sonnambulo, ma ad occhi aperti, e camminó per il corridoio.
Accanto alla porta turchese del folletto, c'era un'altra porta rossa.
Xander, con gli occhi verdi aperti e i capelli spettinati, la aprí senza alcun indugio: la stanza completamente bianca con un forziere dorato al centro era quella da cui i Gemini avevano preso le divise la prima mattina e avevano posizionato il grande quadro di Pollux.
L'opera d'arte era lí, sulla parete in fondo.
Xander zoppicó come uno zombie e raggiunse il quadro.
Era strano. La passione per le opere d'arte era una caratteristica che contraddistingueva Ruben da sempre; anche Xander era un tipo artistico, ma non aveva mai provato tanta attrazione per un quadro.
Stava per sfiorarlo, quando una figura oscura gli si avvicinó alle spalle.
"Ahhhh!"
Il ragazzo urló e cadde a terra.
"Krista! Ma che ti é saltato in mente?!" gridó lui.
"Shhh! Siamo in piena notte!" rispose la ragazza in pijama.
Lei lo aiutó ad alzarsi.
"Che stai facendo in questa stanza Xander?" sussurró lei.
"Io...non lo so!"
"Stavi toccando il quadro!" disse lei a braccia conserte.
Lui si grattó incredulo la testa.
"Vabhe...lo sai che mi alzo di notte!"
"Che intenzioni avevi? Dì la veritá!"
Xander rispose, sbadigliando:
"Eddai Kry, falla finita!"
Lei roteó gli occhi, e lo afferró per un braccio.
I ragazzi tornarono nelle loro stanze mentre il quadro di Pollux che raffigurava la Gemma Geminorum nello spazio, restava solitario su quella parete, illuminato dalla luce notturna delle costellazioni.
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Gemini
Fantastik♊️Quattro ragazzi; quattro personalitá. Xander, Ruben, Krista ed Amy, due coppie di gemelli, si ritrovano magicamente in un mondo misterioso costretti a fronteggiare le forze del male. Per quale motivo proprio loro quattro sono stati scelti dalla...
