Una nube rosa shocking fece materializzare davanti ai Gemini un robusto toro nero con gli occhi rossi e luminosi, privi di pupille, che stava respirando affannosamente con uno sguardo terrorizzante.
"Oh mio Dio!" gridó Amy, portando le mani alla bocca.
"Il Taurus!" disse Silver.
"É un'altra statua che ha preso vita?" chiese Ruben.
"Si, Ruby!" rispose il folletto.
"Vai all'attacco Taurus!" ordinó Vega, muovendo il braccio in direzione dei ragazzi.
"Se ci viene addosso siamo morti!" disse preoccupata Krista ai ragazzi, con gli occhi sgranati e pieni di terrore.
"Ed ora che ci inventiamo?!" sussurró Xander preoccupato.
Mentre Vega ridacchiava, Silver e Astrea si posero davanti ai Gemini per cercare di proteggerli; il Taurus si stava preparando per attaccare, ringhiando e agitando una zampa anteriore avanti e indietro sulla breccia.
Gli uccelli ingabbiati sugli alberi ai lati della strada si stavano agitando.
"Silver spostati!" gridó Amy.
"Lo stesso vale per te Astrea!" aggiunse Ruben.
"É la nostra battaglia Silver!" esclamó Xander a gran voce.
Silver non sembrava volersi togliere, cosí la ninfa.
"Vai..." sussurró Vega, sorridendo.
Il toro nero inizió a correre, mentre la paura dei gemelli si incrementava sempre di piú ogni volta che il Taurus avanzava di un metro.
"Scansati Silveeer!" urló Krista.
"Ci penso io!" disse lui, deciso a proteggere i ragazzi.
Il folletto guardó Astrea, che fece "si" con la testa; pose le mani davanti a se e sparó un getto di vapore argentato che fece improvvisamente frenare il Taurus.
Astrea allora spiegó le grosse ali bianche e le agitó.
Una brezza carica di piume luminose vorticó attorno ai Gemini, dalle cui schiene crebbero delle ali bianche e piumate.
"Saltate ragazzi, fate come me!"
Astrea si rivolse ai gemelli, per poi spiccare il volo: cosí Xander, Krista, Ruben ad Amy fecero lo stesso, ritrovandosi a poco piú di due metri da terra. Silver li seguí.
"Che tempismo!" esclamó Amy.
"Grazie Astrea!" aggiunse Xander.
"Sei stato grande Silver!" disse Krista.
"Ora il toro non puó piú toccarci!" gridó Ruben sollevato, mentre guardava Vega, indignata.
"Che sporco branco di impertinenti!" esclamó la donna.
Il Taurus sembrava confuso, in quanto si stava rincorrendo la coda, descrivendo un cerchio, per effetto del vapore allucinogeno di Silver.
"Ah! Il cane si morde la coda! Bravo Sil!" esclamó Ruben.
Vega aggrottó le sopracciglia e si tolse gli occhiali neri, mostrando i suoi occhi penetranti e viola.
"Non ve la caverete anche stavolta!" disse lei, impugnando una serie di carte a scacchi disposte a ventaglio.
"Prendete!" urló, scagliando le carte verso i ragazzi come fossero lame.
"Attenti!"
La ninfa-angelo voló davanti ai Gemini, creando uno scudo con le sue ali, ripiegate in avanti.
"Astreaaa!" urló Amy.
Le carte di Vega colpirono le sue ali, provocandole delle ferite.
La ninfa cadde a terra, con gli arti piumati pieni di graffi.
"Oh Santo Cielo!" gridó Xander.
"Ah!" ridacchiò Vega "Come sospettavo...le ali di un Angelo Caduto non valgono nulla, sono come di carta."
"Come la hai chiamata?!" gridò Ruben rosso di rabbia, dubbioso se scendere a soccorrere o meno la ninfa.
"Ora tocca a voi!" esclamò Vega.
La donna in smoking prese un'altro mazzo di carte, lo dispose a ventaglio e lo scaglió velocemente contro i ragazzi e Silver. Questi non fecero in tempo a proteggersi, cosí vennero investiti da quella scarica di carte, rimanendo feriti.
Fortunatamente le vesti speciali di cui la Platinum li aveva forniti li protessero parzialmente.
Nel frattempo il Taurus si era ripreso, cosí Vega gli ordinó di assalire Astrea, a terra con le ali ferite.
"Approfittane Taurus! Vai!" urló la donna dai capelli magenta "Annienta quella ninfa traditrice!"
"Oh no!" gridó preoccupato Ruben "Il toro si é ripreso!"
Il Taurus corse a gran velocitá verso Virginia, che si alzó in piedi.
In una confusione di risate di Vega, disperazione dei Gemini e muggito del toro demoniaco, accadde una scena indimenticabile.
"Nooooo!" gridarono disperati i gemelli.
Il Taurus era ormai vicinissimo ad Astrea, quando non ci fú piú niente da fare; colpí la ninfa con il capo cornuto, scaraventandola parecchi metri piú indietro.
"Astreaa!"
I Gemini volarono verso la ragazza, ferita.
"Sta venendo verso di voi..." ansimó la ninfa "non pensate a me! Distruggete la creatura!"
"Se solo avessi usato prima il mio scudo magico..." disse Amy, con il viso solcato dalle lacrime.
"Vi do un consiglio!" proseguí "Dovete distruggere l'anello argentato che porta sul muso...cosí verrá purificato.
Silver notó che, nonostante le vesti rosa strappate sull'addome, la donna alata non riportava macchie di sangue o segni di emorraggia.
La creatura diabolica era ormai vicinissima, quando Amy incroció le braccia, e si materializzó una bolla di luce verde.
Il Taurus incornó lo scudo, ed Amy in quell'istante gridó:
"Come hai osato ferire una ninfa, brutto essere! Te la faremo pagare!"
La Delta Geminorum sulla sua fronte inizió a brillare di energia verde; Amy aprí le braccia, e lo scudo inizió ad espandersi a gran velocità, scaraventando il toro all'indietro.
"Wao Amy!" esclamó Xander.
"Ora tocca a me!" disse Krista "Cercheró di colpire la creatura, per rompergli l'anello!"
Krista alzó il braccio verso l'alto; la pietra sulla fronte brilló di violetto ed il cielo si oscuró, generando un mulinello di nubi nere.
"Concentrati Krista...concentrati" disse la ragazza tra sè e sè.
Il vortice nero si spostó leggermente per raggiungere l'esatto punto in cui scagliare il fulmine.
"Vai!" gridó lei, abbassando il braccio.
Una scarica elettrica violetta cadde improvvisamente sulla creatura, colpendola in pieno.
Un'esplosione lilla rimbombò echeggiando nell'aria, riflessa sugli occhi increduli di Vega.
Silver prontamente volò verso il Taurus e scagliò una fogliolina aguzza verso il suo muso.
Ad un certo punto, si sentí un rumore metallico e l'anello al naso del toro si spezzó, frantumandosi in aria.
"Bravissimo Sil!" lo elogió Amy.
"Brava Kry!" disse Ruben.
"Oh no! Il mio bel torooo!" si lamentó Vega.
La grossa creatura pian piano divenne di colore bianco, per poi lentamente trasformarsi in una statua.
"Si sta..." ansimó Virginia sorridente "purificando!"
La statua poi si illuminó e partí all'impazzata verso il cielo, raggiungendo una delle due grandi semilune splendenti: la Stella Minore.
"Avete purificato anche il mio Taurus, maledetti marmocchi, ora ve la vedrete con me!"
"Io non credo proprio!" urló Ruben.
Il ragazzo, vedendo la povera Astrea ferita e in fin di vita, si caricó di un'energia ardente.
La Beta Geminorum si illuminó di arancione e lui partí, spiegate le ali, verso Vega, intento a vendicare la ninfa.
"Che hai intenzione di fare?" urló il gemello.
"Sta attento!" esclamó Silver.
Ruben stava volando verso la malvagia donna, quando ad un certo punto si bloccó davanti al viso di Vega e le sussurró:
"Tempo scaduto cara mia...mi dispiace molto che non rivedró piú la tua bella scollatura...."
"Ma cosa stai dicendo?! Moccioso..."
"Adieux" rispose lui; poi inizió a soffiare piú che potesse, generando una fiamma viva che investí il corpo di Vega, carbonizzandola velocemente, prima che essa potesse avere il tempo di urlare.
"Cavolo..." disse Krista, con gli occhi spalancati, mentre Amy si copriva i suoi.
Mentre ardeva, il corpo di Vega si trasformò in un mucchietto di cenere fumante, e Ruben fissò soddisfatto ció che fuoriuscì dai resti della donna: un seme nero simile ad una grossa mandorla che fluttuava.
"Che cos'é quell'affare Ruben!?" gli domandó da lontano il fratello.
"É il seme di una pianta demoniaca..." rispose Astrea a Xander, con il respiro affannato "da cui Ununoctio ha dato vita ai 118."
"Ruben!" intervenne Silver "Devi distruggerlo!"
"Sará fatto!" rispose lui.
Il ragazzo inizió a soffiare delicatamente e il seme fluttuante si incendió e cadde a terra, trasformandosi in fumo nero.
Ruben poi, privo di forze, raggiunse i ragazzi che stavano accasciati attorno ad Astrea e le sue ali si smaterializzarono.
"Come stai?" chiese lui.
"Penso che ormai la mia esistenza su questo mondo sia giunta al termine..." rispose la ninfa.
Amy inizió a piangere.
"Dai Amy...calmati!" le sussurró Xander, cercando di aiutarla.
Astrea fece un grande respiro e disse:
"Ogni tanto mi toccavo il petto, convinta di sentire qualcosa battere, ma..."
I ragazzi guardarono il viso della donna sorridente, seppur dilaniato dal dolore.
"E pensare che il mio compito in origine era quello di eliminarvi..."
"Cosaaa?" sopraggiunsero all'unisono i gemelli.
I Gemini erano atterriti.
"Si...sono stata creata dall'Obsidian affinché trovassi voi quattro e vi uccidessi per prendere la Gemma Geminorum! Non sono altro che una marionetta, proprio come Vega."
Inspiró, espiró lentamente ed andó avanti: "Tuttavia, mi sono ribellata e sono fuggita, rifugiandomi quì a Spatifillo."
I ragazzi avevano un'espressione confusa: non avrebbero mai sospettato che Astrea potesse stare dalla parte di Onix.
"Il potere della pietra é veramente potente e sono sicura che riuscirete a sconfiggere l'Obsidian, ma...nonostante questo voglio donarvi qualcosa che vi aiuti a svolgere la vostra missione!"
"Di cosa si tratta?" chiese Silver.
"Il Fiore Stellato, l'essenza della mia anima! Con quello potrete trasformarvi in veri guerrieri...e salvare finalmente tutto il mondo dalle tenebre..."
Astrea si stava spegnendo, dilaniata dal dolore della ferita che il Taurus le aveva inferto sul costato.
"Addio ragazzi...spero che riusciate a purificare tutti i miei fratelli e..." disse con gli occhi pieni di lacrime "spero che ci rincontreremo!"
La donna chiuse gli occhi, e una lacrima luminosa le attraversó una gota rosata, finendo a terra.
"Astreaaa!" strilló Amy piangendo.
"Astrea..." sussurró Ruben, mortificato, con gli occhi lucidi.
Silver abbassó lo sguardo, e lo stesso fecero Xander e Krista.
"Non doveva andare cosí!" strilló Ruben, battendo un pugno sul terreno.
Improvvisamente, nel punto in cui un attimo prima la ninfa aveva versato la lacrima luminosa, inizió a crescere rapidamente una piantina esile dal fusto e le foglie dorate, con un piccolo bocciolo bianco all'apice.
"Deve essere il Fiore Stellato." disse Krista, con gli occhi lucidi e la voce spezzata.
"Ogni ninfa quando muore lascia un fiore differente...l'essenza della propria anima che in un certo senso continua a vivere su questo mondo." spiegó Silver "Se Astrea ha lasciato proprio il Fiore Stellato, significa che era una ninfa veramente speciale!"
"Ne sono certa!" aggiunse Amy.
Il corpo della donna inizió d'un tratto a brillare di una luce potentissima, tanto che i ragazzi si dovettero coprire gli occhi.
"Cosa succede?" chiese Xander.
La luce bianca e accecante pian piano si dissolse, lasciando intravedere una figura grigia al posto del corpo di Astrea.
"Non ci posso credere..." disse Silver incredulo "lei era...lei era la..."
Il corpo di Astrea si era trasformato in una statua, precisamente in una figura raffigurante una donna alata che sorrideva.
I Gemini erano confusi.
"Ma cosa...?"
"Astrea era...era la Virgo!" affermó Silver.
"Cosa?" domandarono i ragazzi increduli.
"Intendi dire che Astrea era una dei monumenti sacri della Volta Celeste?!" chiese Ruben.
"Non ci posso credere!" continuó Krista.
"Ora capisco!" mormorò Silver spalancando i tondi occhi blu scuro.
La statua della donna sorridente si alzó da terra per magia, per catapultarsi verso il cielo color arcobaleno in un raggio di luce bianca e scomparendo all'orizzonte, lasciando i Gemini a bocca aperta.
Ruben non potè trattenere le lacrime.
"Quindi...la vera Astrea, è già...?" balbettò Xander, guardando il cielo.
"Si Xandy." affermò Silver con tono pacato, ma luttuoso "Lei era già morta da tempo."
"Ora che ci penso..." prese a parlare Ruben, rosso in viso e con gli occhi lucidi "se questa Astrea era solo una copia nata dalla Virgo, il vero Fiore Stellato dov'è?!"
"Che intendi Rub?" gli chiese Amy, lenta e stremata.
"No...dico che se la vera Astrea è già morta, deve aver lasciato un fiore, no?!"
"È vero..." disse Krista "non fa una piega."
"I Fiori Spirituali non possono creare una copia di se stessi" rispose il folletto "...quindi quello che abbiamo di fronte è il vero Fiore Stellato."
"E cosa significa questo?" continuò Amy.
"Significa che...quel fiore è sempre stato dentro di lei...dentro la Virgo.
Qualcuno deve avercelo messo, per far si che il ricordo della sua anima fosse per sempre impresso in quella statua ."
"Però...ora la sua anima l'ha donata a noi." disse Krista.
"Già..." mormorò Xander.
"Che faccio allora?" chiese Amy, asciugandosi le lacrime "La prendo?"
"Certo Amy!" rispose Silver "Estrai il Fiore Stellato dal suolo, ma fa' attenzione!"
"Non preoccuparti Sil!" intervenne Xander, stanco ed affaticato, ma sorridente "Amy ha il pollice verde."
Ruben si alzó, triste per la morte della ninfa, e lo stesso fece Krista.
"Abbiamo sconfitto il toro e Vega ragazzi!" esclamó quest'ultima "Siamo stati comunque molto bravi!"
"Si...siete stati ottimi ragazzi miei!" continuó Silver.
"Si ma..."
Ruben abbassó lo sguardo, fissando Amy mentre cercava di sradicare il piccolo bulbo della pianticella dorata dal terreno ghiaioso.
"Non preoccuparti fratello" lo consoló Xander "una di queste notti potremo rivederla in alto nel cielo."
Xander stava facendo riferimento alla costellazione della Virgo, che avrebbero potuto osservare al calare della notte.
"Ecco fatto!" disse Amy, tenendo tra le mani interrate la piantina "Dovremmo metterla in un vasetto!"
"Si Amy, ora torniamo un attimo a casa mia, cosi ci riposiamo un pochino!" seguí il folletto.
Silver prese un cristalletto trasparente; vi soffió sopra e questo generò una nube argentata che fece apparire la sua casetta in mezzo alla stradina di ghiaia.
I ragazzi saltarono sulla nube su cui era adagiata la casetta, e si ritrovarono nel salotto.
Stanchi e con gli arti doloranti, i Gemini si accomodarono sulle poltroncine; Silver si assentó un attimo e Krista si affacció da una finestrella tonda della casa.
Silver si assentò per tornare con alcuni oggetti; porse ad Amy un vasetto di porcellana, in cui inserire la piantina.
"Ci servirá della terra" suggerí la ragazza, con un filo di voce.
"No Amy, non credo che servirá!" rispose il folletto.
Amy mise la pianta nel vaso e Silver, che aveva preso una piccola teiera bianca, ci versó dell'acqua, fino a ricoprirne le radici e parte del suo stelo dorato.
Mentre Amy adagiava sul tavolo della cucina la piantina, Krista fissava ancora fuori dalla finestra.
Silver si riassentó di nuovo.
"Che bravo che é Silver" disse Xander.
"Si...é proprio un bravo ragazzo!" lo appoggió il fratello.
"Krista a che pensi?" le chiese la sorella.
"A tutto ció che ci sta accadendo.
Sono all'incirca quattro giorni che siamo quì, ma mi sembra passata un'eternitá!"
"Krista ha ragione!" esclamó Xander.
"Eccomi ragazzi!"
Silver fece ritorno con una boccetta contenete un liquido trasparente e una ciotola di legno con dei batuffoli bianchi.
"L'olio di tarassaco disinfetterá le vostre ferite!"
Il folletto aprí la boccetta ed intinse i batuffoli nel gelatinoso.
"Facciamo da soli Silvy! Non ti preoccupare." disse gentilmente Amy.
"Ok ok!" rispose lui.
Uno ad uno i ragazzi disinfettarono i loro graffi, che subito sembrarono rimarginarsi e sparire.
"Fenomenale!" esclamó Ruben.
"Volete qualcosa da mangiare?" chiese Silver.
"No Sil, grazie!" rispose Krista.
"Io vado in bagno a lavarmi!" disse Xander.
"Si anch'io!" continuó il fratello.
"Anch'io" aggiunse Amy.
Tutti e quattro si alzarono e si sistemarono nelle rispettive stanze per andarsi a rinfrescare.
Silver rimase da solo in sala, a guardare la piantina situata sul tavolo della cucina, ripensando a ció che gli era accaduto le ore precedenti.
"Ancora non ci credo che ce l'ho fatta!" disse il folletto tra sè e sè.
"Sono riuscito a trovare i Gemini...
Non posso che essere fiero di me stesso e dei ragazzi! Propus ne sará felice!"
Silver accennó un sorriso; poi subito tornó serio, ripensando a qualcosa che non lo faceva stare tranquillo.
"Come faceva Vega a sapere che stiamo attraversando le Floride Pianure?
Che l'Obsidian ci tenga d'occhio?" pensó agitato.
"Se fosse cosí, tutti gli sforzi per trovare una strada alternativa a quella dell'Asteroide saranno stati vani!"
Il folletto si alzó dalla poltroncina, e fluttuó verso una finestra.
"E se..." pensó "ci fossero delle spie, che controllano i nostri passi e le nostre mosse?"
Il folletto squadró attentamente ogni punto del paesaggio che si vedeva dalla finestra, ma non osservó niente di sospetto.
D'un tratto il suo sguardo si bloccó sugli alberi che fiancheggiavano la strada che collegava Spatifillo a Mykes.
Guardò ipnotizzato le gabbie d'argento sui rami, poi gli uccelli colorati al loro interno.
"No...non puó essere..." pensó il folletto "Quegli uccelli..."
Silver aprí la finestra ed inizió a soffiare delle nubi magiche tutt'attorno, che coprirono i lati della strada e quegli strani alberi con le gabbie.
Tra quella coltre argentata di nuvole, che stava crescendo sempre di piú, si videro poi luccicare dei punti rossi.
Quando la nube si dissolse, il folletto notó qualcosa di strano che lo spaventó:
alcuni tra gli animali alati dentro le gabbie, si erano trasformati in grossi uccelli neri con quattro zampe e un solo enorme occhio rosso con la pupilla sottile come uno spillo.
Silver divenne paonazzo e tremante.
"Che siano...Strix?!"
Il folletto richiuse in fretta la finestra, per poi fluttuare velocemente verso la sua stanza, situata in fondo al corridoio delle camere dei ragazzi.
In quell'istante Ruben uscí dal bagno e notó lo strano comportamento del folletto, che andó a rinchiudersi nella sua camera da letto.
"Uh? Che sta facendo?" si chiese il ragazzo.
Ruben tornó nella sua stanza e si sdraió sul letto, mentre Xander prese il suo asciugamano ed andó in bagno.
Nell'altra stanza, anche Amy e Krista erano state al bagno, e si erano lavate: Amy stava leggendo un libro, Krista si era addormentata.
Amy decise poi di guardare dalla finestra, e rimase affascinata dallo spettacolo che osservó: le pianure rigogliose si estendevano a miglia e miglia tingendo il territorio dell'Ovest di mille colori diversi.
La ragazza sospiró.
"Chissá quando arriveremo alle Terre Perdute?" pensó "Per quanto ancora staremo lontani da casa?"
Poi un particolare del paesaggio la colpí.
"Krista Krista!" urló lei, svegliando la gemella.
"Che c'é Amy?!" chiese la sorella, assonnata.
"Vieni a vedere dalla finestra!"
Krista si alzó e si mise accanto ad Amy.
"Guarda! Guarda quegli strani uccelli neri, prima non c'erano!"
"Ne sei sicura?" chiese la gemella.
"Ma certo! Quelle orrende creature non erano mica nelle gabbie, prima!" continuó, alzando la voce.
"In effetti sono orrendi!" disse Krista "E sembra che ci stiano fissando!"
"Non dire cosí che mi metti paura!" esclamó la sorella.
Improvvisamente una figura nera apparve davanti alla finestra chiusa della camera delle ragazze: era proprio uno di quei grossi uccelli neri con un occhio rosso.
"AAAAAAH!"
Le gemelle gridarono di terrore e si buttarono all'indietro.
Subito dopo, i ragazzi corsero in aiuto delle gemelle irrompendo nella loro camera.
"Amy! Krista!" esclamó impaurito Xander.
"Che state facendo là a terra?" domandó Ruben.
Amy indicó la finestra e i gemelli guardarono quell'obrobrio: il grosso uccello a quattro zampe stava volando fuori dalla finestra cercando di romperne il vetro col becco.
"Ma che diavolo é? Un corvo?!" chiese Xander.
"Ma é orribile!" esclamó Ruben.
"Che sta succedendo?"
Silver entró nella stanza, notando lo scompiglio generale, e si diresse verso le ragazze, per soccorrerle.
"Immonda creatura!" urló Silver.
"Che cos'é?" chiese Amy.
"É uno Strix!"
"Come lo allontaniamo?" domandó Xander.
"Ha paura del fuoco!" rispose il folletto.
Ruben allora, deciso, si avvicinó alla finestra e soffió delicatamente cercando di non rovinare il vetro.
Una leggera fiamma fluttuó di fronte al ragazzo, e l'uccello rapidamente voló via spaventato.
Silver sospiró.
"Bravo Ruby!" gli disse Krista.
"Era brut-bruttissimo!" disse con voce tremante ed occhi spalancati Amy, sdraiandosi sul suo letto.
"Uno Strix?" chiese Xander al folletto "E cos'é?"
"Strix..." ripeté Krista sfregandosi il mento "ne avevo sentito parlare in qualche sito o libro, non ricordo."
"Sono creature demoniache che si nutrono del sangue di ogni essere vivente!" rispose Silver.
"Hai detto sangue?" domandó Ruben.
"Eh si Ruby..."
I Gemini e Silver tornarono in salotto.
"Mi era preso un colpo prima...ho visto quell'affare davanti alla faccia e..." esclamó Amy.
"Si é visto Amy!!" disse Xander ridendo.
Anche Krista rise.
"Anche te Krista hai urlato come tua sorella eh!" le disse il ragazzo.
"Bha!" esclamó lei voltando il viso dall'altra parte.
"Ragazzi!" li interruppe Silver "Poco fà ho fatto delle ricerche per assicurarmi che ció che pensavo corrispondesse alla realtá e..."
"E?" incalzó Ruben.
"...ho scoperto che gli Strix per sopravvivere instaurano un'associazione simbiontica con una pianta che si nutre di sangue, chiamata Ficus!"
"Il Ficus?" chiese Amy.
"Si..." le rispose Silver "questa pianta parassita ha un'origine antichissima, a lei sono legate moltissime leggende, e si pensa addirittura che sia correlata ad Onix!"
"L'Obsidian?" intervenne Krista.
Xander si mise a riflettere, poi intervenne:
"Una pianta parassita che si nutre di sangue eh...e se fosse la stessa che abbiamo visto nell'Aula Omega sull'Asteroide?"
"Intendi quella pianta spinosa che succhió il sangue di quelle persone per portarlo alla colonna rossa?" domandó il gemello.
"Esatto!"
"Potrebbe darsi!" aggiunse Krista.
"Quindi" disse Amy "se il Ficus c'entra qualcosa con Onix, e gli Strix vivono in simbiosi col Ficus allora..."
Silver la interruppe: "Allora temo proprio che gli Strix siano dalla parte di Onix e stiano cercando di spiare le nostre mosse!"
"Ecco perché Vega sapeva dove eravamo!" aggiunse Krista.
"Se é cosí dobbiamo ucciderli!"
"Esatto Xandy!" rispose il folletto "Ora l'Obsidian sa che ci troviamo sulle Floride Pianure, ed invierá altri suoi scagnozzi per uccidere noi!"
"Oh Santi Numi." mormoró Ruben, rotendo gli occhi.
"Secondo la leggenda..." riprese il folletto, serioso e cupo "sarebbe stato proprio il Ficus la creatura che, uscendo allo scoperto, fece oscurare completamente il cielo e le stelle."
"Ma é terribile." disse Krista.
"Una...pianta?!" si domandó incredula Amy.
"Guardate!"
Ruben chiamó gli altri a vedere fuori dalla finestra: tutti gli Strix che prima si nascondevano nelle gabbie sugli alberi, stavano volando liberi in uno stormo nero, dirigendosi in direzione della cittá di Mykes.
"Oh no!" sussurró Xander.
"Se siete d'accordo Gemini" disse Silver "io proporrei di uscire e raggiungere Mykes il prima possibile, prima che quelle bestiacce combinino qualche disastro!"
I ragazzi, ormai riposati, fecero "sì" con la testa, pronti per uscire.
"Ah giá..." intervenne il folletto "Non potete uscire con gli abiti tutti squarciati!"
"Allora te ne sei accorto Sil!" esclamó Xander sorridendo.
Il folletto sospiró, poi estrasse dal suo marsupio verde a tracolla una foglia larga e dorata; la arrotoló su se stessa e chiese a Ruben di accenderla con una fiamma.
"Ma Sil...tu fumi?!" balbettò incredula Amy.
"Solo in rari casi." scherzò lui.
Il folletto fece un tiro da quella foglia arrotolata a sbuffò sui ragazzi una nube di scintille dorate.
Magicamente gli strappi sulle vesti dei ragazzi svanirono.
"Mi gira un po' la testa!" disse Silver ridacchiando.
"Eh ci credo" scherzó Krista "ti sei finito un sigaro con un solo tiro!"
I ragazzi risero.
Una volta usciti, i Gemini ripartirono proseguendo a passo svelto lungo quella strada di breccia che li avrebbe condotti alla città di Mykes.
"Come mai quando abbiamo imboccato per la prima volta questa strada non abbiamo visto quegli Strix?" chiese Amy.
"Li ho fatti uscire io allo scoperto!" rispose Silver.
"Come hai fatto Sil?" domandó Xander.
"Mi é bastato poco! Ho spezzato l'incantesimo illusorio che trasformava quelle bestiacce in Uccelli del Paradiso!"
Ruben era pensoso.
"Sono particolarmente bravo con la magia illusoria."
"Caspita Sil, sei un grande!" esclamó Krista.
Ruben poi intervenne.
"Gli Strix posso creare incantesimi illusori?!"
"Ehm...No Ruby!" rispose il folletto.
"Allora questa é la conferma che l'Obsidian ci sta tenendo d'occhio! Voglio dire...qualcuno ha gettato un'incantesimo illusorio sugli Strix!" continuó Ruben "Se non uccidiamo quegli uccellacci, rischiamo che qualche pezzo grosso arrivi e ci uccida prima che lo facciano loro!"
"Sarebbe terribile!" esclamó il gemello.
"Forza! Continuiamo!" incitó Silver "Non fatevi pervadere da pensieri negativi...gli Strix sentono anche l'odore della paura."
Finito quel campo di alberi con gli uccelli ingabbiati, i cinque ne attraversarono un altro in cui crescevano dei fiori identici a dei girasoli, solo di colore bianco.
"Che spettacolo!" esclamó Xander.
"Cosa sono Silver?" chiese Ruben.
"Sono gli Albaflos!" rispose il folletto.
"Che carini!" osservó sorridente Amy.
"Oltre questo campo dovrebbe esserci Mykes, la riconosceremo per l'abbondanza di funghi che ospita!" sopraggiunse Silver.
Camminarono per una ventina di minuti, quando tutti e cinque iniziarono ad avvertire un odore sgradevole che li fece preoccupare.
"Sangue?!" chiese Ruben incerto.
I ragazzi accelerarono il passo e arrivarono finalmente alle porte di Mykes.
"I Miketi!" urló Silver inquieto.
Il folletto voló rapidamente verso il cuore della cittá, e i gemelli lo seguirono correndo.
"Silver ma che hai?!"
I Gemini non sapevano cosa fosse preso al piccolo folletto, cosí non proferirono parola; corsero per raggiungerlo ed andarono dietro un'alta roccia piena di licheni.
Silver era lá, spaventato, e fissava per terra.
"Quello che temevo..." sussurró.
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Gemini
خيال (فانتازيا)♊️Quattro ragazzi; quattro personalitá. Xander, Ruben, Krista ed Amy, due coppie di gemelli, si ritrovano magicamente in un mondo misterioso costretti a fronteggiare le forze del male. Per quale motivo proprio loro quattro sono stati scelti dalla...
