(Capitolo 28) Alla ricerca della verità

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[ Abby ]

Abby come promesso aveva chiamato il numero sul bigliettino che le aveva dato sua figlia.

Aveva risposto una signora dalla voce gentile e profonda.

Dopo le presentazioni...le due avevano preso un appuntamento per una visita.

Quel giorno...

Abby era seduta nel suo ufficio...stava controllando delle cartelle cliniche... quando sentì bussare alla porta...

"avanti" disse

Rosa fece il suo ingresso "salve...è lei la dottoressa Griffin, vero?" chiese

"sì...sono io. E lei deve essere Rosa"

Rosa sorrise

"si accomodi pure" disse Abby indicando la sedia davanti a lei. A separare il medico dal paziente c'era sempre la scrivania. Il distacco per Abby era fondamentale.

Rosa dopo averle stretto la mano, prese posto davanti a lei.

"dunque...veniamo a noi. Quali sono i sintomi che accusa?" chiese

"guardi dottoressa...ho un male cane alla schiena."

"ha fatto sforzi di recente?"

"beh! Non saprei. Sa con il mio lavoro in biblioteca mi muovo spesso avanti e indietro..."

Quindi è vero che lavora in biblioteca...

"non si allarmi adesso la visito...così ci rendiamo meglio, conto della situazione. Non deve essere necessariamente qualcosa di brutto può anche essere stanchezza o stress" disse alzandosi e aggiunse "mi segua" la fece spostare sul lettino e disse "sollevi la maglia"

Rosa obbedì e si sdraiò. Abby iniziò a toccarle vari punti chiedendo ogni volta se "ha male qui? E qui?"

La povera Rosa annuiva ogni volta.

"bene si può rivestire"

Rosa lo fece e alla fine non riuscì più a stare zitta e disse "sua figlia...Clarke le assomiglia molto sa...siete simili ma diverse."

Abby si accigliò "e lei cosa sa di mia figlia?"

"non molto in verità. L'ho conosciuta pochi giorni fa in biblioteca" disse l'ultima parola come una conferma. Poi continuò "era insieme ad una ragazza molto gentile"

"si lo so. Questa famosa Lexa" disse Abby. Ancora per nulla convinta della sua presenza accanto alla figlia. In fondo questa ragazza era letteralmente sbucata fuori dal nulla.

"esatto. Proprio lei. Le posso garantire che è un brava ragazza. Disponibile con tutti. Aiuta le persone. E le piace farlo, cosa molto rara di questi tempi."

"già sta "aiutando" mia figlia con lo studio. Almeno così dicono"

Rosa sorrise e disse "è così. In biblioteca hanno studiato per tutto il tempo. Non deve preoccuparsi. Sono sicura che Lexa saprà esattamente come aiutare sua figlia. Quella ragazza sa come prendere le persone...Mi creda gliel'ho visto fare più di una volta"

Abby ne aveva abbastanza tornò dietro alla scrivania. Il suo angolo,, il suo rifugio. Mise di nuovo il distacco fra le due. Prese posto senza dire una parola. Scrisse a penna una ricetta. La strappò dal blocco e disse "il suo mal di schiena non è nulla di grave. Metta questa pomata per almeno una settimana due volte al giorno"

Rosa recuperò il foglio e disse "la ringrazio dottoressa"

"dovere"

Rosa stava per uscire ma alla fine si fermò e voltandosi disse "a quella ragazza... le dia una possibilità...in fondo una possibilità non si nega mai a nessuno, giusto?"

The warrior in blackDove le storie prendono vita. Scoprilo ora