(Capitolo 48) Ricatto (seconda e ultima parte)

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[ LEXA / FINN / CLARKE ]

Due settimane dopo...

Un ombra si ritrovò ad aspettare fuori dalla scuola di Clarke. Ma non era la sola. Ad aspettare Clarke c’era anche un'altra persona, un ragazzo...il suo ex ragazzo. 

Una mezz’oretta dopo, finalmente, la campanella suonò ed il grande cancello venne aperto. 

L’ombra cercò Clarke tra la folla e quando la vide notò subito che il ragazzo non molto lontano da lei le andava incontro. E capì...quello era il suo ex. 

L’ombra lo tenne d’occhio per tutto il tempo e il modo in cui le parlava e le metteva le mani addosso la faceva incazzare di brutto. 

Noto che Clarke faceva di tutto per respingerlo…decise di intervenire. l’ombra era alle spalle di Clarke che non poteva vederla… 

L’ombra aveva uno sguardo severo, incazzato. Ed era dritto verso quello stronzo. Che lo notò e ne era spaventato...finalmente parlò… “devi essere davvero molto stupido se non capisci che una ragazza con te non ci vuole stare” disse dura, guardandolo male. 

Clarke riconobbe la voce e si voltò… “Lexa” disse in un sussurro e aggiunse “sei...sei qui...” disse ancora ed era così emozionata che stava per mettersi a piangere. Era così contenta di vederla…il cuore le batteva, di nuovo, così forte. Il solo vederla le aveva dato colorito in viso, che prima era bianca come un cadavere, e soprattutto era tornata di nuovo a vivere la sua presenza. 

“e tu che cazzo vuoi? Conosci questa tipa?” disse disgustato 

Clarke si era dimenticata di lui poi si voltò e disse “si lei è...” si bloccò non sapendo bene come presentarla. “beh! non sono affari tuoi. Finn sono veramente stanca, non ti sopporto più. Devi lasciarmi in pace. Perché non torni dalla tua “ragazza”?”  

“chi quell’oca? Ti prego è così noiosa e poi parla sempre così tanto...” disse e aggiunse “non sai cosa gli hanno fatto? Una tipa che adesso sta in carcere le ha scritto puttana in tutti i lati della macchina, pazzesco vero?” disse ridendo 

Clarke guardò Lexa che non mostrò nessuna reazione dal suo viso. Era fredda e distaccata. 

Clarke lo riprese “non c’è niente da ridere.. idiota” disse lanciandogli un’occhiataccia 

Era meglio non dirgli che era stata lei… altrimenti avrebbe pensato ad un gesto di gelosia e avrebbe di sicuro pensato di avere ancora qualche possibilità. 

“perchè sei sempre così nervosa...cos’è quel periodo vostro?” chiese alludendo al ciclo, ancora ridendo 

“ma vaffanculo”  rispose incazzata Clarke “vattene...o chiamo Kane” 

“va bene...va bene...voi donne siete tutte matte” disse mentre si  allontanava 

Clarke fissò di nuovo Lexa “stai bene?” si informò subito, voleva sapere davvero come stava 

Lexa la fissò, ma i suoi occhi erano spenti cosa che non sfuggì a Clarke, e disse “Clarke possiamo parlare?” 

“Si certo...” disse ma capì che non era niente di buono    

“in privato” aggiunse Lexa guardandosi in torno, c’era troppa gente. 

“da Molly?” chiese e Lexa annuì soltanto.

Clarke notò che Lexa era di poche parole. Era distante. Era arrabbiata, arrabbiata con lei. Mentre camminavano voleva prenderle la mano ma non poteva perché Lexa le teneva in tasca. E teneva anche una certa distanza. Portava il cappuccio della felpa in testa come se volesse nascondersi da qualcuno...  

The warrior in blackDove le storie prendono vita. Scoprilo ora