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 "Se sembra reale, e sembra reale, che importa se è vero?"Daniel Nayeri

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"Se sembra reale, e sembra reale, che importa se è vero?"
Daniel Nayeri

Un altro giorno, l'ultimo a Glastonbury, era appena iniziato. La luce del sole, impietosa, filtrava attraverso una piccola fessura della nostra tenda, illuminando direttamente il mio viso e interrompendo bruscamente il mio sonno. Aprii gli occhi lentamente, ancora intontita, e per qualche istante rimasi immobile, cercando di ricordare dove fossi. Il ronzio in lontananza del festival e l'odore misto di erba e cibo da strada mi riportarono subito alla realtà. Glastonbury, ultimo giorno.

Mi girai sulla schiena e lanciai uno sguardo distratto intorno alla tenda. Liam era ancora profondamente addormentato, il respiro regolare e il volto disteso. Hailee, invece, era già sveglia, sdraiata accanto a me con il cellulare tra le mani. Aveva l'espressione concentrata, come se stesse leggendo qualcosa di importante, e ogni tanto le sue dita scivolavano sullo schermo con un movimento lento, quasi incerto.

«Buongiorno» mormorai, con la voce ancora impastata dal sonno.

Hailee trasalì leggermente, voltandosi verso di me con un gesto rapido. In tutta risposta, coprì lo schermo del telefono con una mano, come una bambina colta in flagrante mentre combinava qualcosa di proibito. Era un comportamento piuttosto insolito per lei, e la cosa attirò immediatamente la mia attenzione.

Mi sollevai a sedere e mi avvicinai, incuriosita. «Tutto bene?» le chiesi, inclinando la testa per scrutarla meglio.

Hailee sospirò e, dopo un attimo di esitazione, abbassò il telefono e lo posò accanto a sé. Sembrava voler dire qualcosa, ma rimase in silenzio. La osservai con attenzione, notando come giocherellava nervosamente con una ciocca dei suoi capelli. Era chiaro che c'era qualcosa che non andava.

«Hailee?» la incalzai, appoggiando una mano sulla sua. «Che succede? Hai l'aria di chi ha appena ricevuto una brutta notizia.»

Mi guardò per un istante, quasi come se stesse cercando di decidere se fidarsi di me o meno. Poi, con un sospiro pesante, si lasciò andare, appoggiando la testa sulla mia spalla.

«Louis mi ha appena chiesto di fare una passeggiata insieme, prima che partiamo per Galway.» mi confessò infine, con un tono di voce così basso che quasi non la sentii.

Rimasi per un attimo senza parole. «E perché non vai?» le chiesi, senza riuscire a nascondere il mio stupore. Non era da lei comportarsi così. Hailee non era il tipo da lasciarsi sopraffare da dubbi o esitazioni, soprattutto quando si trattava di un ragazzo che chiaramente le piaceva.

La guardai meglio, cercando di cogliere qualche indizio nel suo comportamento. Le sue spalle erano rigide, e aveva lo sguardo rivolto verso il basso, come se si sentisse in colpa per qualcosa. Era un lato di lei che non avevo mai visto, e per un momento mi chiesi se la notte precedente fosse successo qualche cosa di cui non ero a conoscenza.

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