{la copertina è stata realizzata dalla fantastica @Ida_A_Johnson}
Adrianne ha ventitré anni e vive a Galway dalla nascita, è una figlia e una sorella amorevole e dedita al lavoro. Non ha mai creduto né all'amore, né al principe azzurro, ma forse un...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
"La maggior parte del sesso che avevo fatto in vita mia non era stato intimo come quel bacio." Kirsten Dunst
•
Dal momento in cui Harry aveva pronunciato quelle parole – "Ho bisogno di te" – non ero riuscita a smettere di pensarci. Dentro di me si stava combattendo una battaglia di emozioni che mi tormentava l'anima, lasciandomi incapace di reagire.
Non avevo mai provato nulla di simile. Quelle sensazioni erano troppo contrastanti, troppo caotiche per riuscire a darle un senso. Non sapevo nemmeno se esistesse un termine preciso per descriverle. Sentivo solo che il mio cuore avrebbe potuto scoppiare da un momento all'altro, come se fosse imprigionato in una gabbia troppo stretta. Eppure, nonostante quel turbinio, c'era una parte di me che si sentiva stranamente leggera.
Mi sentivo come una piuma nel vento, trascinata via senza sforzo, pronta a volare fino a quando sarebbe giunto il momento di atterrare. Ma quel momento sarebbe stato davvero così delicato come immaginavo, o mi sarei schiantata rovinosamente a terra?
Da ore giacevo sul letto, pancia all'aria, fissando il soffitto. Solo allora mi ero accorta che alcune delle lucine decorative appese lì avevano smesso di funzionare. Provavo a chiudere gli occhi, ma ogni volta la mia mente mi tradiva, proiettandomi immagini di lui. Di Harry. Lo vedevo perfettamente: il ciuffo ribelle che incorniciava il suo viso, i lineamenti scolpiti, la mascella leggermente spigolosa. E quegli occhi, quelle iridi smeraldo che sembravano attraversarmi, leggermi, possedermi. Ogni dettaglio del suo volto mi appariva nitido, come se lo avessi davanti.
Poi lo immaginavo aprire gli occhi e guardarmi. I suoi smeraldi bruciavano il mio castano, e per un istante mi sembrava di non avere più alcun sostegno sotto di me. Stavo volando, leggera come una piuma sospinta da quel suo sguardo che non lasciava scampo.
Harry sorrideva, e in quel sorriso c'era una luce nuova, una serenità che non avevo mai visto prima. Le sue labbra si curvavano in quel modo unico, e quelle maledette fossette gli comparivano sulle guance, rendendolo ancora più irresistibile. Il suo sguardo si socchiudeva leggermente, ma restava luminoso. Continuava a guardarmi, continuava a sorridermi, e io mi sentivo più leggera, sempre più leggera.
Il peso delle mie ossa sembrava svanire piano piano. Grazie a lui, grazie a quel sorriso e a quello sguardo che sembrava liquido, trasparente, mi sentivo volare.
Poi lo immaginavo mentre si passava una mano tra i capelli, aggiustando il ciuffo con quel gesto rapido che avevo imparato ad amare. E mentre lo faceva, cominciava a tormentarsi il labbro inferiore con l'indice e il pollice, come se stesse ponderando qualcosa di importante.
A quel punto apriva la bocca. Sembrava volermi dire qualcosa. E quando finalmente trovava il coraggio, la sua voce si faceva supplichevole, piena di una sincerità disarmante. «Ho bisogno di te. Ho sempre avuto bisogno di te.»