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"In nulla mi considero felice se non nel ricordami dei miei buoni amici

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"In nulla mi considero felice se non nel ricordami dei miei buoni amici."
William Shakespeare

Osservare i miei amici giocare in piscina sotto il sole estivo di Galway mi dava una strana sensazione di pace. Era come se per un momento tutte le preoccupazioni si dissolvessero.

Quella giornata era iniziata con una grigliata a casa di Liam. Eravamo tornati un po' bambini, dimenticandoci delle responsabilità e dei pensieri che di solito ci pesavano addosso. Harry e Louis, incuranti dei tempi della digestione, erano stati i primi a tuffarsi, creando il caos in piscina. Io, invece, ero rimasta sul lettino insieme a Hailee e Liam, godendomi il sole che baciava la pelle e osservando il gruppo divertirsi nell'acqua limpida.

Hailee, accanto a me, si cospargeva di olio abbronzante come se la sua vita dipendesse da quello, mentre io tenevo d'occhio Niall e Zayn che, con una palla tra le mani, sembravano due ragazzini al parco giochi.

Non mi aspettavo certo di sentire all'improvviso due mani fredde e bagnate coprirmi gli occhi. «Indovina chi sono?»

«Mmm...» mi morsi il labbro per non ridere. «Anelli gelati, costume giallo a bermuda e il sex appeal di una foca arenata. Sei Babbo Natale in versione estiva?»

«Riprova» rispose lui con un tono divertito.

Afferrando le sue mani, le spostai dai miei occhi e mi voltai. Harry era lì, in piedi dietro di me. L'acqua gli gocciolava ancora dai capelli bagnati, scivolando sul suo corpo e rendendo il costume attillato contro le cosce. I suoi occhi verdi brillavano sotto il sole, una tonalità più chiara del solito. Senza pensarci troppo, mi alzai in piedi e, senza dire nulla, presi il suo viso tra le mani e lo baciai.

Le sue labbra risposero immediatamente, fameliche, e la sua lingua trovò presto la mia, danzando con un'intensità che mi fece dimenticare tutto intorno a me.

«Ehi» sussurrò lui quando si staccò, guardandomi con quel sorriso compiaciuto che lo rendeva irresistibile.

«Ehi» lo scimmiottai, rendendomi subito conto di quanto fossi ridicola.

«Mi stai prendendo in giro, eh? – chiese con un'espressione divertita – Sai che non è una buona idea?»

«Non mi fai paura» risposi, cercando di mantenermi seria, ma il suo sguardo increspato di qualcosa di indefinibile mi fece vacillare.

«Okay, vediamo se questo ti spaventa!»

Prima che potessi capire cosa intendesse, mi prese per i fianchi e mi caricò sulla sua spalla. «Fate spazio! Tuffo a bomba!» gridò agli altri, che nel frattempo si erano fermati per guardare la scena.

«Harry, mettimi... giù... subito!» protestai tra le risate, ma ormai eravamo già al bordo della piscina.

Non ebbi nemmeno il tempo di chiudere la bocca che ci ritrovammo sott'acqua. Il cloro mi bruciava un po' gli occhi, ma riemersi subito, tossendo e cercando di raccogliere fiato. Quando aprii gli occhi, lo trovai lì, ancora accanto a me, con quel sorriso beffardo.

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