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"E tu prendimi, portami con tecome un incendio nelle tue abitudini

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"E tu prendimi, portami con te
come un incendio nelle tue abitudini."
Mariangela Gualtieri

C'erano volte in cui pensavo di non poter fare a meno di Niall. Certo, il più delle volte era una spina nel fianco, ma senza i suoi sorrisi spontanei e quell'affetto genuino, probabilmente mi sarei sentita incredibilmente sola. Avevo sempre pensato che, se un giorno fossi caduta nella trappola dell'amore, avrei desiderato qualcuno simile a lui o a papà.

Era un pensiero strano, lo sapevo, ma l'idea di avere accanto una persona che fosse il perfetto mix tra i due uomini più importanti della mia vita mi rincuorava. Certo, c'erano delle eccezioni: non avrei mai voluto un partner che condividesse l'ossessione di Niall per lo sport. L'idea di passare le giornate tra partite di calcio e interminabili pomeriggi ai golf club mi faceva rabbrividire.

Eppure, per quanto non potessi fare a meno di mio fratello, c'erano momenti – come quello – in cui mi ritrovavo a fantasticare su un modo rapido ed efficace per farlo sparire.

Che fosse chiaro: amavo passare le serate con gli amici, erano uno dei momenti che mi facevano sentire davvero viva. Ma da quando al nostro trio si erano uniti quei tre ragazzi che sembravano usciti da una rivista di moda, l'entusiasmo aveva iniziato a scontrarsi con una realtà ben diversa.

Il problema, però, non era "cosa", ma "chi". Ed era sempre lui: Harry.

Era incredibile come la maggior parte dei miei problemi sembrassero gravitare intorno a quel nome. Non sapevo molto di lui, a parte il fatto che fosse il figlio del mio capo, un tipo sfrontato e incredibilmente bravo a mantenere vivo il cliché del donnaiolo incallito. Viaggiava di continuo per conto dell'azienda di famiglia, la Styles Press, e – dettaglio che mi irritava più di tutto – era fidanzato con una ragazza perfetta: Delilah.

Delilah mi sembrava l'eccezione alla regola di Harry. Non perché tollerasse il suo atteggiamento, ma perché, nonostante l'aspetto da ragazza svampita, si era rivelata fin da subito intelligente e capace. Una donna che sapeva il fatto suo.

Ed era proprio questo che mi rendeva sospettosa. Non riuscivo a togliermi dalla testa l'idea che Harry stesse tramando qualcosa, e una parte di me sentiva il bisogno di scoprire cosa.

«La apro anche per te?» Zayn mi distrasse dai miei pensieri, sollevando una bottiglia di birra con il tiratappi già pronto.

«Sì, grazie.» Gli sorrisi cortesemente, accettando la birra e bevendola a grandi sorsi.

«Ma... l'hai già finita?» Liam mi guardò con occhi spalancati, chiaramente scioccato dalla mia velocità.

«È una birra, mica sambuca!» risposi, lanciandogli un sorriso provocatorio. Poi presi un'altra bottiglia e mi avvicinai al tavolo dove erano sparsi i cartoni della pizza. «E poi, tu più di tutti dovresti sapere che per me è come acqua.»

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