{la copertina è stata realizzata dalla fantastica @Ida_A_Johnson}
Adrianne ha ventitré anni e vive a Galway dalla nascita, è una figlia e una sorella amorevole e dedita al lavoro. Non ha mai creduto né all'amore, né al principe azzurro, ma forse un...
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"Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prima ancora che i corpi si vedano." Paulo Coelho
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Per tutta la serata, Harry mi aveva riempito di messaggi, uno dopo l'altro. Sembrava ossessionato dall'idea di capire perché avessi deciso di voltare pagina, lasciando cadere quell'impegno che ci eravamo presi insieme quella mattina. Era stato un momento unico: lontani da ogni menzogna, ci eravamo promessi di ricominciare da zero, di cancellare il dolore e i ricordi di tutte le bugie che avevano complicato il nostro rapporto.
Harry era stato sincero in quell'istante. Lo avevo visto nei suoi occhi. Eppure, ora si comportava come se fossi io quella che aveva infranto la promessa. Non riuscivo a capire perché continuasse a tormentarmi. Ero stata io a subire le conseguenze delle sue scelte, delle sue parole non dette. Ero stata io a scoprire, per caso, quella bugia assurda sulla sua presunta relazione... con sua sorella, addirittura. L'avevo scoperto tardi, ma non abbastanza per non sentirmi ferita.
Harry aveva agito per paura. Lo sapevo, lo sentivo. Era terrorizzato dall'idea che io potessi respingerlo, che non fossi pronta a qualcosa di più profondo. Ma come poteva non capire che mentire era stato l'errore peggiore che potesse commettere? Era come se volesse proteggermi, ma in realtà aveva solo messo un muro tra noi. E ora, nonostante tutto, si aspettava che io restassi lì, a lottare per lui.
Non aveva accettato la mia decisione di chiudere. Credeva che stessi preferendo James a lui, e questo lo rendeva ancora più insopportabile. Ma come poteva pensarlo davvero? James era solo un gioco, un modo per vedere se Harry avrebbe reagito. Non avrei mai immaginato che lo avrebbe preso così sul serio.
Mentre Harry si tormentava nella sua frustrazione, io avevo altro a cui pensare. Non sapevo più nulla di Hailee, e questo mi preoccupava più di ogni altra cosa. I suoi silenzi mi pesavano. Ogni messaggio senza risposta, ogni telefonata ignorata aumentavano il mio turbamento. Avevo bisogno di lei. Volevo chiederle scusa per non essere stata sincera, per averle nascosto tutto su Harry. E avevo bisogno del suo supporto. Lei era sempre stata il mio punto di riferimento, e senza di lei mi sentivo persa.
Alla fine, non avevo retto. Avevo preso il cellulare e composto il suo numero, sperando che questa volta rispondesse. Ma niente. Il telefono era spento. Sentivo il cuore stringersi. Avevo paura che volesse allontanarsi da me, che non mi desse nemmeno la possibilità di chiarire.
Non potevo restare ferma ad aspettare. Dovevo fare qualcosa. Senza pensarci troppo, avevo preso le chiavi della macchina e mi ero cambiata in fretta: jeans, una canotta qualsiasi, senza preoccuparmi nemmeno di indossare un reggiseno. Dovevo solo andare da lei, subito.
Il tragitto era stato un misto di ansia e speranza. Mentre guidavo, avevo persino pensato di fermarmi a prendere un gelato: un piccolo gesto per farle capire quanto mi dispiacesse. Alla fine, con una vaschetta di vaniglia in mano e tanta voglia di mettere fine a quel silenzio, ero arrivata davanti alla sua porta.