{la copertina è stata realizzata dalla fantastica @Ida_A_Johnson}
Adrianne ha ventitré anni e vive a Galway dalla nascita, è una figlia e una sorella amorevole e dedita al lavoro. Non ha mai creduto né all'amore, né al principe azzurro, ma forse un...
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"La colpa è così piena d'ingenua gelosia, che si versa da sola per timore d'essere versata." William Shakespeare
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Erano trascorsi diversi giorni dalla sera in cui io e Harry ci eravamo scambiati quel bacio a casa mia. Mi aspettavo che lui volesse parlarne, magari per chiarire come comportarci da quel momento in poi, ma nei giorni successivi avevo notato la sua totale indifferenza.
Non riuscivo a credere che avesse cancellato tutto così facilmente, mentre nella mia mente quel momento continuava a ripetersi come uno dei migliori film mentali che avessi mai "girato". Io rivivevo ogni istante: il calore delle sue labbra, il modo in cui si erano mosse sulle mie, e il battito impazzito del mio cuore. Lui, invece, sembrava essersene completamente dimenticato, come se quella serata non fosse mai esistita.
E a peggiorare tutto, c'era Alexa. La stagista timida e impacciata, sulla quale Harry sembrava aver puntato gli occhi. Li avevo visti parlare, ridere, e mi era bastato un solo sguardo per capire che qualcosa in lei era cambiato. Alexa era diventata improvvisamente più spigliata, addirittura estroversa. Si permetteva battute – che a volte, lo ammetto, erano anche divertenti – e non riusciva a contenere il suo entusiasmo ogni volta che Harry si avvicinava per chiederle qualcosa su una sinossi o un manoscritto.
Harry, da parte sua, sembrava aver preso il controllo della situazione, come sempre. Non sapevo quale fosse il suo vero obiettivo con Alexa, ma era evidente che stesse cercando di conoscerla meglio. Forse voleva scoprire se lei ambisse a restare alla Styles Press, se desiderasse un giorno trasferirsi a Londra, o se fosse disposta a fare carriera negli uffici del padre.
Naturalmente, nessuna di queste informazioni mi era stata condivisa. Per quanto ne sapevo, Harry si stava semplicemente divertendo con Alexa, mentre io mi arrovellavo sul significato di quel bacio. Ogni giorno che passava mi allontanavo sempre più dall'idea che potesse essere davvero interessato a me.
Poi era arrivato quel momento fatidico: Harry aveva invitato Alexa a pranzo. L'avevo visto accadere sotto i miei occhi, e nonostante cercassi di convincermi che fosse un semplice gesto professionale, non potevo ignorare il sorriso di lei, radioso e pieno di speranze.
Quella mattina mi sentivo sfinita, ma non per la mole di lavoro. Era il loro comportamento che mi nauseava. Alexa, con i suoi sorrisi sfacciati, e Harry, con il suo atteggiamento enigmatico, mi stavano rendendo impossibile concentrarmi. Quando finalmente avevo deciso di ignorarli e immergermi nel lavoro, il tempo aveva ripreso a scorrere normalmente.
«Adrianne, mi stai ascoltando?» La voce squillante di Alexa mi aveva riportata alla realtà.
«Sì?» avevo risposto, cercando di mascherare la mia irritazione.
«Ti dicevo che io e Harry andiamo a pranzare... sai, l'appuntamento.» Il suo sorriso era un misto di ingenuità e sfacciataggine, e mi faceva venire voglia di rotolare gli occhi fino a farmi male.