{la copertina è stata realizzata dalla fantastica @Ida_A_Johnson}
Adrianne ha ventitré anni e vive a Galway dalla nascita, è una figlia e una sorella amorevole e dedita al lavoro. Non ha mai creduto né all'amore, né al principe azzurro, ma forse un...
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"New York aveva tutta l'iridescenza dell'inizio del mondo." Francis Scott Fitzgerald
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La doccia che avevamo condiviso era stata solo un assaggio, un preludio al desiderio che ci aveva travolti fin dal primo istante. Ogni bacio di Harry sulle mie spalle, ogni sfioramento delle sue dita sulla mia pelle bagnata mi facevano vibrare. L'acqua scorreva su di noi, ma nulla poteva spegnere il fuoco che sentivo crescere dentro.
Quando uscimmo dalla doccia, entrambi grondanti, un asciugamano legato frettolosamente intorno al corpo, non ci importava minimamente di bagnare la moquette della camera o le lenzuola fresche di pulito. I suoi occhi verdi bruciavano di desiderio, e io mi sentivo come se la mia pelle fosse in fiamme. Avrei voluto baciarlo fino a che le mie labbra non implorassero tregua, ma Harry era troppo occupato a mordicchiare le mie clavicole, strappandomi brividi in ogni angolo del corpo.
Mi sentivo persa e al tempo stesso trovata, sospesa tra la realtà e il sogno. Ogni istante volevo di più, ma sapevo che, se ci fossimo lasciati andare completamente, non ci sarebbe stato più un ritorno.
«Dio, sei così bella...» mi sussurrò all'orecchio, mentre le sue labbra si posavano leggere sulla mia spalla. Chiusi gli occhi, lasciandomi andare completamente alla magia del momento.
La passione riempiva l'aria della nostra stanza come una presenza viva, pulsante. Mi voltai verso di lui e lo strinsi tra le braccia, cercando le sue labbra con le mie. I nostri baci erano un miscuglio di morsi e carezze, di desiderio e bisogno.
«Non ce la faccio più...» sussurrai tra un ansimo e l'altro, il mio respiro corto contro il suo. Harry colse il mio abbandono come un invito e mi guidò sul letto, bloccandomi sotto di lui con la naturalezza di chi sa di appartenere a quell'istante. Le sue mani si mossero con sicurezza, facendo scivolare via l'asciugamano che ancora copriva parte del mio corpo.
Le sue labbra si posarono sul mio seno, la sua lingua tracciava linee di fuoco mentre giocava con il piercing che portavo. Mi sentivo come se ogni centimetro della mia pelle fosse una sinfonia che lui stava suonando con maestria. Poi si fermò, il suo sguardo scivolò sul mio corpo, esplorandolo come se fosse la prima volta, prima di tornare a incontrare i miei occhi.
Sorrise, un sorriso appena accennato, e si abbassò di nuovo per catturare le mie labbra in un bacio che sembrava racchiudere ogni emozione che non riuscivamo a esprimere a parole.
«Ho aspettato questo momento da tanto» sussurrò con voce roca, lasciandomi un bacio leggero sulla punta del naso, dolce come un segreto condiviso.
Mentre le sue mani tornavano a esplorare il mio corpo, io gli affondai le unghie nelle spalle, sentendo la sua pelle cedere sotto la mia presa. Sapevo che avrei lasciato segni, ma non mi importava. Avevo bisogno di lui, di sentire che ogni parte di me gli apparteneva.