{la copertina è stata realizzata dalla fantastica @Ida_A_Johnson}
Adrianne ha ventitré anni e vive a Galway dalla nascita, è una figlia e una sorella amorevole e dedita al lavoro. Non ha mai creduto né all'amore, né al principe azzurro, ma forse un...
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"Il paradiso è un posto della terra con te." Lana Del Rey
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Ci eravamo abbandonati a quel bacio impetuoso, un vortice irruente di lingue che si cercavano e di denti che mordevano labbra con una voracità insaziabile. Sentivo le farfalle nello stomaco svolazzare all'impazzata, un tumulto che mi piaceva e che mi faceva desiderare di più. Avrei continuato a baciare Harry fino a quando le nostre labbra non avessero implorato pietà, intrappolata in quel turbinio di desiderio che sembrava non avere fine.
Poi, lentamente, il ritmo del bacio cambiò. I suoi denti lasciarono andare il mio labbro inferiore, e la sua lingua lo sfiorò con un tocco così delicato da farmi mancare il respiro. Era un misto di dolcezza e passione che mi faceva tremare le gambe.
«Che cosa stiamo facendo?» chiesi, la voce ridotta a un sussurro. Ero immobile davanti a lui, con il suo corpo che mi sovrastava, il cuore che batteva all'impazzata. I miei occhi si fermarono sulle sue labbra gonfie e arrossate, mentre i suoi scrutavano ogni centimetro del mio viso, per poi scivolare sul mio collo e infine sul tubino che indossavo.
Mi sentivo uno strazio. Sapevo di pendere letteralmente dalle sue labbra, e questo mi mandava in tilt. Harry era così incredibilmente bello, così dannatamente sexy, che mi faceva perdere completamente la lucidità.
L'ascensore sembrava muoversi al rallentatore, e lui continuava a guardarmi da capo a piedi con un'intensità che mi faceva rabbrividire.
«Harry...» mormorai, abbassando lo sguardo nello stesso istante in cui il suo nome scivolava fuori dalle mie labbra.
«Adrianne. Prima di...» Fece un gesto con la mano, indicandoci alternativamente. «Prima di questo, io...»
«Tu cosa?»
Harry sospirò, visibilmente frustrato. Fu in quel momento che notai che l'ascensore era fermo. Non sapevo nemmeno da quanto tempo.
«Ricominciamo da capo. Va bene?»
«Cosa intendi? È solo questo che sai dirmi?»
Non rispose subito. Prese un lungo respiro, poi premette il tasto per far ripartire l'ascensore. I nostri occhi si incrociarono di nuovo, e il verde liquido delle sue iridi mi implorava una tregua.
«Abbiamo avuto una falsa partenza, ed è okay. Tu sei stata una stronza e io un imbecille che non sa dialogare. Ti ho presa in giro per tutto questo tempo, ti ho mentito, ho nascosto l'interesse che provo per te... e ora mi sembra tutta una stronzata.» Fece una pausa, portando una ciocca dei miei capelli dietro l'orecchio. Il suo tocco mi fece rabbrividire. «Forse è troppo tardi per dirtelo, ma sono attratto da te. E non voglio vederti amoreggiare con James quando siamo tutti e tre nella stessa stanza.»
Rimasi in silenzio. Non riuscivo a formulare una risposta. Quando l'ascensore emise il classico segnale d'arrivo al piano, ci separammo quasi istintivamente, come se nulla fosse accaduto. Harry si diresse verso il nostro ufficio, mentre io mi fermai nella sala relax per preparare un caffè.