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"Un fratello è un amico dato dalla natura

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"Un fratello è un amico dato dalla natura."
Jean Baptiste Legouvé

La serata al pub scorreva in un mix di risate e chiacchiere leggere. Zayn dispensava battute che definire squallide sarebbe stato un complimento, mentre Hailee e Louis si lanciavano occhiate maliziose e mezze frasi cariche di sottintesi. Ci eravamo sistemati a un tavolo vicino al palco, strategicamente posizionato per permettere a Niall di raggiungermi facilmente una volta sceso dal suo "regno" musicale.

Ero ancora incredula per tutto quello che mi stava succedendo. Harry era davvero lì, seduto accanto a me. Non mi ero inventata niente. Non stavo impazzendo. Ma la sua presenza mi metteva un'ansia che non riuscivo a spiegare. Non avevo mai provato niente di simile: era una sorta di imbarazzo che mi rendeva goffa e poco presente, come se stessi fluttuando fuori dal mio corpo. Rigiravo il bicchiere tra le mani, persa nei miei pensieri. Continuavo a chiedermi quanto il destino si fosse preso gioco di me dal giorno del festival di Glastonbury. Come era possibile che lo incontrassi così spesso? E, soprattutto, cosa ci faceva sull'ascensore che prendevo ogni giorno per andare a lavoro?

Non avevo il coraggio di chiederglielo. Non ancora. Così restavo lì, a fantasticare su mille scenari, finché Liam non aveva deciso di farmi tornare alla realtà con un pizzicotto improvviso sul fianco. Sobbalzai come se avessi preso una scossa elettrica e lo fulminai con lo sguardo, chiedendogli in silenzio il perché di quel gesto.

Mi chinai verso di lui. «Che c'è?» sussurrai, cercando di non attirare troppo l'attenzione.

Liam mi guardò, divertito. «Niall ti sta facendo segno da almeno dieci minuti. E, a proposito, Harry ti ha appena fatto una domanda.»

Avrei voluto sprofondare. Il cuore prese a martellarmi nel petto, e per un istante mi sembrò di non sapere più come comportarmi. Ero così imbarazzata che avrei dato qualsiasi cosa perché la terra si aprisse e mi inghiottisse. Non avevo mai reagito così davanti a qualcuno. Mai. La presenza di Harry aveva un potere su di me che mi sfuggiva completamente. Non volevo che si accorgesse del caos che aveva scatenato nella mia mente, né tantomeno che pensasse di essere al centro dei miei pensieri. Ma, allo stesso tempo, sapevo benissimo che era lui l'unica persona che i miei occhi cercavano continuamente.

Presi un respiro profondo e cercai di riprendermi. Dovevo comportarmi normalmente, fingere che la sua presenza non mi facesse alcun effetto. Era una lotta contro me stessa, ma sapevo che non potevo tirarmi indietro. Contai fino a dieci, cercando di raccogliere il coraggio necessario per guardarlo. Quando finalmente ci riuscii, mi girai lentamente verso di lui. I suoi occhi verdi erano già fissi su di me, e quel sorriso leggero che gli si dipinse sul volto mi fece dimenticare come respirare.

Era come se tutto si fosse fermato. Lui mi fissava, aspettando che fossi io a rompere il silenzio. Era chiaro che voleva sentire la mia voce, ma le parole non volevano uscire. Poi, come se volesse incoraggiarmi, mi regalò un sorriso più aperto, uno di quelli capaci di illuminare anche la notte più buia. Il mio cuore perse un colpo, e mi sembrò di vedere il mondo tingersi di colori più vivi, più intensi.

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