Busso alla porta del preside.
<Entra pure.> Dice.
Entro e lo vedo intento in una conversazione molto animata al telefono. Con chi starà parlando?
Mi guardo attorno, è pieno di foto di Nash e suo fratello. Sono così carini!
Mi fa segno di sedermi e faccio come dice, spero solo non sia per qualche insufficienza o mia madre che chiama.
Lo devo ammettere, ho l'ansia.
Continuo a guardare le foto. In una, sulla scrivania, c'è scritto "Nasheel Smith"
Nasheel...? Ma non si chiama Nash?
<Guardi le foto dei miei figli?> Chiede.
Oh... da quanto ha chiuso la chiamata?!
<Ehm...>
Sorride. <Lo fanno molte persone qundo entrano qui. Comunque Nasheel è il vero nome di Nash.>
<Ou... ok.>
<Scusi il ritardo signor preside.> Dicono Emily e Callie entrando senza nemmeno bussare.
Perché ci sono anche loro?
<Non fa nulla.> Dice mentre si siedono.
<Perché ci ha convocate?> Domanda Callie diretta.
<Beh ragazze, il responsabile dell'ala maschile mi ha informato di un vostro, non molto recente, comportamento.> Dice, poi si volta verso di me. <Signorina Hamilton, è vero che ha scassinato la porta della stanza 306 ed è entrata accompagnata dalle sue amiche?>
Emily e Callie abbassano lo sguardo.
<Si, è vero.> Dico.
<Signor preside non metta in punizione Grace o Emily, metta me, è stata una mia idea.> Dice Callie supplichevole.
<Grace, ti sei fatta condizionare da una tua amica? È un atteggiamento poco maturo da parte tua, sei sempre stata una ragazzina attenta e responsabile.> Dice picchiettando le dita sulla scrivania.
<Mi spiace, non accadrà più.> Dico mortificata.
* Jason's pov *
Esco dalla mia classe e mi dirigo in palestra.
L'ultima ora finalmente, non vedevo l'ora.
<Jason!> Mi richiama qualcuno alle mie spalle.
Mi volto e noto Austin correre verso di me.
Si ferma appena mi arriva davanti, riprende fiato.
<È successo qualcosa?> Domando.
Annuisce mettendomi una mano sulla spalla, alza lo sguardo. <Grace, Nash ha parlato.>
<Eh?!> Domando spiazzato. <Parlato? Cos'ha detto quel bastardo?! Dov'è lei?>
<Dal preside, l'ha chiamata all'inizio della scorsa ora.>
<Cazzo.> Dico.
Riprendiamo a camminare.
<Sono state messe in mezzo anche Callie ed Emily.> Mi informa mentre cammina al mio fianco.
<Beh, almeno ha detto la verità e non ha dato la colpa solo a Grace.>
<Già, almeno quello.>
Sospiro. <Tu come stai?>
<Bene, perché?>
<Per l'altro giorno, sai, la storia di Kodey... vi siete più parlati?>
Scuote la testa abbassando lo sguardo. <Non dorme nella nostra stanza da quando Nash gli ha detto quelle cose. A pranzo ci evitiamo, stessa cosa se ci incontriamo in corridoio o fuori.>
<Ti fa male, vero? Stargli così vicino e doverlo ignorare.>
Annuisce fermandosi. <Mi fa male vederlo ridere con gli altri, parlare con gli altri. Mi piaceva quello che facevamo, insomma, mi piaceva parlare con lui e...> Si ferma deglutendo. <No, non deve piacermi. Io sto con Callie, io amo lei e solo lei.> Ritorna a guardarmi. <Lui non mi piace, amo Callie.> Si prende la testa tra le mani.
Lo abbraccio. <Calmati.> Sussurro.
<Sto impazzendo, sono così confuso.>
<Tranquillo e non pensarci, per ora.>
<La fai facile.> Si stacca. <Tu non hai questo genere di problemi.>
Gli sorrido. <I tuoi problemi sono anche i miei, quindi si, in un certo senso è anche un mio problema.>
Scoppia a ridere. <Sei un idiota.>
<Lo so.>
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My Boy
Romance"Mi metto a ridere e lui si avvicina ancora di più, posizionandosi tra le mie gambe. Eccolo, ecco quel magnifico sorriso che amo tanto... Amo?... lo amo?" E se il rapporto di due persone da odio diventasse amore dopo anni? Questa è la storia di Grac...