Emma pov
E’ arrivato il momento, il 31, e con lui anche l’incombenza di parlare ai miei.
Dopo essere uscita dall’ospedale, Damon mi ha riportata a casa, in faccia mi si era formato un grande livido, anche abbastanza doloroso; ci ho messo circa un’ora a tranquillizzare i miei, e convincerli che nessuno mi aveva martoriato di pugni il viso.
Scendo lentamente, le scale per raggiungere i miei genitori per la colazione, penso a come iniziare il discorso, a quali parole sarebbe meglio usare, alle loro reazioni…
Mamma E.: “Buongiorno tesoro!”
Papà E.: “Ben svegliata!”
Emma: “Buongiorno… io”
Mamma E.: “C’è qualcosa che non va?”
Emma: “Ecco, veramente sì, vi chiedo di ascoltare quello che ho da dirvi senza interrompermi, …”
Mamma E.: “Ma è successo qualcosa? Ci fai preoccupare…”
Papà E.: “Dai racconta”
Emma: “Ricordate che vi ho detto che la sera vado a fare ripetizioni a dei ragazzi delle medie…, ecco, diciamo che le ripetizioni le faccio in una palestra da boxe, e i ragazzi, a turno tra gli allenamenti, studiano…, questo, perché sono obbligati ad allenarsi e a combattere, in degli incontri clandestini, io-“
Papà E.: “Cosa! Ma scherzi! Emma, non è divertente quello che stai dicendo, quindi spero non sia una bugia perché…”
Emma: “Nessuna bugia, Damon li aiuta ad allenarsi, per non essere ammazzati durante gli incontri… Lui sa bene come funziona quella realtà, il padre li controllava e, fin da piccolo, lo ha fatto combat-“ Mamma E.: “Ecco dove avevo già sentito quel ragazzo, in TV. Un po’ di tempo fa hanno arrestato il padre…”
Papà E.: “Basta storie Emma! Non lo vedrai più e non andrai mai più ad incontrarlo la sera, per fare… non voglio neanche pensarci!”
Mamma E.: “So che ti sei innamorata di quel ragazzo ma è tossico, io speravo te ne accorgessi da sola, ma ti picchia e tu lo copri, ti fa mentire e inventare storie ai tuoi genitori…, sono d’accordo con tuo padre”.
Non mi credono! Pensano che siano storie, che sia Damon, il cattivo!
Emma: “No! No! Non sono storie, è vero e ve l’ho detto oggi, non per Damon, ma perché oggi verrà una persona, James, che vi racconterà di cose orribili su di me e Damon, a cui non dovrete credere”
Papà E.: “Emma ma cosa dici! Quale persona? Perché non gli dovremmo credere?!”
Le lacrime iniziano ad offuscare la mia vista
Emma: “Perché è un mostro! E’ lui che controlla gli incontri e ricatta i ragazzi e Damon!”
Mamma E.: “Adesso basta! Vai in camera tua, Emma”
Ma…, io non capisco, perché non si fidano? Da quanto pensavano quelle cose di Damon…
Vado in camera mia, e mi metto sul letto a pensare a come potergli far cambiare idea…, forse portandoli in palestra o… non lo so
Dopo un po’ sento suonare il campanello…, James…, resto immobile, come se lui potesse vedermi e capire tutto…, sono terrorizzata dalla sua presenza, il solo sentire il loro vocio dal piano di sotto, non mi fa sentire al sicuro.
Vorrei ascoltare ma non riesco a sentire nulla in camera…, vado in corridoio e arrivo alle scale.
James: “Tenete vostra figlia lontana dal figlio di Flaidstone, è un soggetto pericoloso e manipolatore”.
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LA LUCE DELLE LUCCIOLE
Rawak𝑆𝑜𝑛𝑜 𝐸𝑚𝑚𝑎 𝐶𝑜𝑜𝑝𝑒𝑟, 𝒉𝑜 17 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑒 𝑓𝑟𝑒𝑞𝑢𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑙𝑖𝑐𝑒𝑜 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜, 𝒉𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑐𝒉𝑒 𝑚𝑖 𝑣𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑒 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑚𝑖𝑐𝒉𝑒 𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑠𝑖𝑛𝑐𝑒𝑟𝑒; 𝑣𝑖𝑣𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑡...
