Stavo uscendo da scuola quando andai a sbattere contro la spalla di un ragazzo parecchio familiare.
-Sta' più attenta!- proferì Ashton scansandomi.
-Va' al diavolo!- dissi mentre si allontanava, dirigendosi verso il piano superiore. Ma cosa stava andando a fare? In fondo la campanella era appena suonata e dubitavo seguisse qualche corso extra-scolastico. Alzai le spalle e uscii dal portone grigio cercando con lo sguardo gli occhi di Luke. Niente. Il silenzio iniziò a sovrastare il precedente baccano, per poi impossessarsi del vento fresco che muoveva le foglie degli alberi. Decisi di tornare a casa a piedi per godermi la bella giornata e avere il tempo per pensare e riflettere sugli ultimi giorni, facendo un resoconto conciso:
1. Luke e io avevamo fatto una scommessa.
2. Stava evidentemente cambiando.
3. Ashton invece era arrabbiato con la sottoscritta.
Conclusione? Mi stavo leggermente distraendo dalla mia routine studentesca.
Tornai a casa a testa bassa, ripassando mentalmente ciò che avevano spiegato in classe e godendomi l'aria fresca che mi attraversava la pelle.
-Summer!!- disse la mia sorellina quando varcai la soglia di casa.
-Ciao, Isabelle.-
-Quando mi porti allo zoo?-
La guardai interrogativa.
-Avevi promesso!- si lamentò saltellando ai miei piedi.
-Ah già.. emh.. vedremo.- e feci per salire le scale.
-Non lo farai, vero?-
Mi bloccai di colpo e mi voltai per osservare la bambina che si sedeva sul divano del salotto.
-Come?-
-Non mi porterai allo zoo, vero?-
Mi diressi lentamente verso il divano e mi sedetti accanto a lei. In silenzio osservavamo la tv spenta, fino a quando non l'abbracciai con un braccio, così lei appoggiò la sua testolina sul mio petto e annusai il suo profumo al caramello, simile a quello di mia mamma. -Ti porterò. Mantengo sempre le promesse, Is.- le sussurrai all'orecchio.
-Non è vero. Avevi promesso che il pesciolino Red non sarebbe morto, ma poi lo abbiamo trovato a galleggiare sull'acqua senza vita.- controbatté.
-Be'.. quello è un altro discorso... la morte è inevitabile.-
-E io come farò senza di te un giorno?-
Schiusi le labbra e percepii le mie iridi appannarsi. -Io sarò sempre qui con te, anche se non mi vedrai.-
-Me lo prometti?-
-Ti prometto che ci proverò con tutte le mie forze.- sorrisi e le stampai un bacio sulla fronte.
Il rumore del mio cellulare ruppe il silenzio tra noi e lei me lo sfilò dalle mani.
-Chi è Luke?- chiese leggendo il messaggio.
-Nessun... ehi, dammelo!-
-Ciao bambina, come stai?? Ti va di vederci stasera? Mi manchi- lesse con un sorriso sulle labbra.
-No, Is dammi il telefono!!- gridai alzandomi dal divano e correndole dietro.
-SUMMER HA UN RAGAZZO!! SUMMER HA UN RAGAZZO!!!-
-Summer ha un cosa?- domandò mia madre sbucando dalla sua camera.
-Mamma?- esclamai. -Ma non dovresti essere a lavoro?-
-Oggi ho preso un giorno libero ma.. Isabelle, dicevi?-
-Niente!!- proruppi prendendole il cellulare di mano.
-Summer ha il fidanzato!!-
-Tesoro, perché non hai detto nulla?-
-Perché non è vero!- affermai con gli occhi sbarrati dall'incredulità.
-Com'è? Uno strafigo da paura o un secchione più piccolo?- chiese mia sorella eccitata.
-Amore, potresti presentarcelo!- proferì mia madre con un sorriso. -È il tuo primo fidanzato, dopo quella specie di persona che ti ha spezzato il cuore qualche anno fa... dovremmo conoscerlo!-
-Lui non è... - non feci in tempo a completare la frase che Isabelle mi prese il cellulare e sciogliendosi dalla mia presa chiamò Luke.
-SQUILLA!- gridò ridendo.
-Isabelle, chiudi subito la chiamata!!-
-Non risp.. emh.. CIAO!!- disse al telefono.
Riuscì a sfuggirmi nuovamente e le feci segno di stare zitta.
-Sono la sorella della tua fidanzata!!-
-ISABELLE!!- strillai.
-Sì, sei tu il ragazzo di mia sorella, giusto?? Vorrei incontrarti dato che Summer parla sempre molto bene di te e..- le presi il telefono di mano e lo portai all'orecchio. -Luke?-
-Ehi- disse divertito. -Che succede?-
-Umh.. niente io..- Isabelle mimò il gesto di un bacio e io la guardai male. -Ora devo uccidere una persona.. Ti richiamo.- staccai la telefonata e presi a rincorrere la mia pestifera sorella.
-Nooo!!- esclamò con il fiatone e si nascose dietro la schiena di mia madre.
-Potresti invitarlo a cena da noi- disse quest'ultima.
-Cosa? Ma perché??-
-Be', dato che grazie a questo ragazzo non stai peggiorando nei voti scolastici deduco che non sia una distrazione. Perciò non c'è nulla di male a far entrare un uomo nella tua vita..-
-In poche parole dovete sposarvi!!- affermò Isabelle con un sorriso.
-Chiamalo e invitalo per stasera, visto che tuo padre lavora. Meglio dirgli tutto tra un po'- disse mia madre lanciandomi un occhiolino e uscendo dalla cucina, seguita da mia sorella che mi salutò con un sorrisetto beffardo.
Sospirai.
Questo sì che è un bel guaio.
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-Pronto?- disse subito la voce del biondo dall'altra parte del telefono.
-Ehi..-
-Che succede?-
-Prima di tutto vorrei scusarmi per il comportamento di mia sorella.. è... infantile. Dopodiché.. be'.. ecco.. io..-
-Summer, cosa c'è?- chiese dolcemente.
-Mi chiedevo se tu... be', potessi farmi un favore..-
-Di che tipo?-
Raccontai nei dettagli quello che era accaduto qualche minuto prima e lui ne trasse le conclusioni con un semplice: -Perciò io sarei il tuo presunto ragazzo e dovrei venire stasera a cena con la tua famiglia.-
Detto così è orribile.
-Ecco...-
-Scusa ma perché non dici che è tutto falso?-
-Perché..- esitai. -Vedi, io non mi sono mai fatta vedere con i ragazzi e mia madre crede che io sia omosessuale. È una cosa stupida, lo so, ma dato che non ho mai portato un ragazzo in casa la sua convinzione è sempre quella, anche se effettivamente sono uscita con un ragazzo tempo fa... però ora che ci penso potrebbe essere un'occasione per definire il fatto che io non sono lesbica-
-Ne sei sicura?-
-Di cosa?-
-Del non essere lesbica.-
-Ovvio che ne sono sicura, ma perché me lo chiedi?-
-Beì non dimostri molto interesse di quel genere nei miei confronti perciò deduco che...-
-Oh ma ti prego...-
-Okay la smetto. Cosa dovrei indossare?-
-Quando?-
-Stasera-
-Qu.. quindi verrai??-
-Certo che verrò. Sarà una cosa nuova ma posso provarci.-
-Non sei mai andato a casa di una ragazza?-
-Se vale la camera da letto.. sì ci sono stato.-
Rotai gli occhi. -Mi fai schifo-
Rise di gusto. -Se mi hai chiesto di fare una cosa del genere non ti faccio proprio così schifo, no?-
-C'era il tuo nome sul telefono, ero obbligata a chiederlo a te.-
Silenzio.
-Sei così diversa- disse sottovoce.
Non sapevo cosa rispondere, così non feci altro che udire i suoi lenti respiri e percepire la tensione che si era formata.
-È una cosa bella o una cosa brutta?- mormorai.
-Non lo so ancora.-
-Allora verrai verso le.. 19:30.. okay?-
-Perfetto-
-Grazie, Luke-
-Questo e altro per te-
Staccò la chiamata.
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Iniziai a scorticarmi le pellicine delle mie dita e a muovere i piedi a ritmo di musica inesistente.
L'attesa mi stava uccidendo e secondo l'orario, mancavano solo 5 minuti all'arrivo di Luke.
Per quella sera decisi di indossare qualcosa di né troppo elegante né troppo casual, perciò optai per una gonna rossa al ginocchio, collant neri con ricami di pizzo, gli anfibi e una maglietta a righe di color bianco e nero. Slegai i capelli e mi truccai leggermente, per eliminare le evidenti occhiaie causate dallo studio notturno.
Quando suonò il campanello, 3 minuti di anticipo, mi tirai su come una molla dal divano e raggiunsi l'entrata con impazienza e tensione, accompagnata da mia madre che con un sorriso mi fiancheggiò. Presi un respiro, prima di aprire la porta e trovarmi davanti un Luke Hemmings sorprendentemente affascinante, con un'attraente camicia bianca e i primi bottoni sbottonati, una cravatta slegata a righe, un paio di jeans non troppo attillati ma con quel effetto casual che dimezzava l'eleganza del busto, i capelli privi di gel e gli occhi più splendenti del sole e di una stella mille volte più grande e lucente.
Si rivolse a mia madre con un sorriso. -Piacere, sono il ragazzo di Summer!-
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Astronomy {L.H.}
FanfictionC'era una linea sottile tra l'amore e l'odio, tra l'attrazione fisica ed emotiva, così fine che non mi ero nemmeno accorta di averla spezzata la prima volta che lo vidi.
