-Non posso, non ora- mormorò con una traccia di delusione. Si allontanò dal mio corpo e mi aiutò a rialzarmi, infilandosi nuovamente la maglietta. Disorientata, mi incamminai accanto a lui e il silenzio si impossessò dell'ambiente circostante. Non il solito silenzio che mi avvolgeva dolcemente come una coperta di lana, ma un silenzio imbarazzante e teso, un silenzio preoccupante.
Nonostante ciò non aprii bocca per l'intero tragitto e, senza metterci d'accordo, anche lui optò per un silenzio di tomba. Prima di entrare in aut, mi sfilai le scarpe per togliere la sabbia all'interno e per poco non persi l'equilibrio. Tutta quella situazione era così instabile.
Nell'auto rimuginai sui fatti e le domande nella mia mente si fecero pian piano più concrete.
Perché mi ha portata in questo posto?
Perché è stato così gentile e premuroso?
Perché ha picchiato quell'uomo per difendermi?
Ma la domanda senza risposta era...
Perché non mi ha baciata?
Un'ombra mi attraversò il volto, che assunse un'aria delusa e indecisa.
Sono così orribile??
Non smisi di pensare a questo fino a quando dopo vari minuti, forse ore, mi accorsi che l'interno dell'auto era immerso dal silenzio perché la radio era rigorosamente spenta. Lanciai un'occhiata di sottecchi al guidatore, che fissava la strada ormai buia con uno sguardo imperscrutabile.
Appoggiai la testa al vetro, godendomi di un po' di tranquillità che con lui non sarebbe stata di certo un'abitudine.
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-Merda!- sentii imprecare il ragazzo al mio fianco, e solo quando mi svegliai del tutto venni anche io scossa dai palpiti sconnessi che provocava l'automobile. Un rumore assordante proveniva da sotto di noi e continuai a percepirlo fin quando l'auto scivolò in un profondo silenzio. Luke diede un colpo al volante e chiuse gli occhi irritato.
-Che.. che succede?- chiesi, anche se intuii già la situazione dal fatto che eravamo immobili e praticamente in mezzo alla strada.
-Secondo te?- rimbeccò prima di aprire la portiera e uscire dalla macchina.
-Dove vai?- scesi anche io e mi avvicinai a lui, seduto sul cofano dell'auto ad accendersi una sigaretta, lo sguardo impassibile, impenetrabile.
-Ora che facciamo?-
-Ce l'hai un cellulare?- chiese senza rispondere alla mia domanda.
Sì, scarico...
Scossi la testa e lui alzò gli occhi al cielo. -Fantastico..- biascicò prima di sdraiarsi completamente sul cofano e osservare le stelle.
Rabbrividii per il freddo, coprendomi le braccia scoperte con le mani.
Quella situazione era così strana.
Abbassai lo sguardo e sbuffai.
Al diavolo il conoscersi, è solo uno stronzo.
Mi allontanai dall'auto e mi incamminai lungo la strada desolata e fredda.
-Summer!- mi richiamò il biondo.
-Vai al diavolo, Hemmings!- urlai per farmi sentire. Udii un'impastata imprecazioni e il rumore della portiera dell'auto che si apriva e si richiudeva. Mi raggiunse velocemente, mantenendo il mio passo sicuro e tenendo gli occhi rivolti al cielo. -Scusa- soffiò prima di guardarmi. Mi infilai le mani nelle tasche dei pantaloni e continuai a fissare l'orizzonte quasi invisibile dall'oscurità che risucchiava ogni singola cosa.
-Ehi- mi voltai e lui mi porse una felpa scura che esitai a ricevere.
-Dove l'hai presa?-
-La tenevo in auto. Mettitela e non fare storie.-
Mr. Bipolare in arrivo.
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Astronomy {L.H.}
Fiksi PenggemarC'era una linea sottile tra l'amore e l'odio, tra l'attrazione fisica ed emotiva, così fine che non mi ero nemmeno accorta di averla spezzata la prima volta che lo vidi.
