Quando si staccò da me, chiuse gli occhi e inspirò il profumo dei miei capelli.
-Luke..- sussurrai sfiorando le sue labbra rosse dai miei baci con le dita.
-Dimmi- mormorò incrociando i miei occhi chiari.
-Cosa provi per me?- domandai con timore e prudenza.
Forse mi aveva baciata per distrazione, per piacere, per divertimento.. avevo paura a porgli una domanda così diretta, ma non volevo illudermi e crearmi viaggi immaginari su lui e me senza alcun fondamento.
-Non lo so..- soffiò abbassando lo sguardo.
Respirai a fatica; anche se dovevo aspettarmelo, una piccola parte di me sperava qualcosa in più rispetto ad un banale "non lo so".
-Okay..- mormorai fingendo un sorriso e rialzandomi dall'erba. -Devo andare a casa, Luke- lo avvisai.
-Cosa devi fare?- chiese osservandomi attentamente mentre mi seguiva verso la macchina.
-Ho un progetto da rifare, ricordi?-
-Ho già detto che mi dispiace, Summer- ribatté spazientito.
-Non parlarmi così. Non hai il diritto di arrabbiarti, dato che sono io quella nei casini ora come ora- soffiai mentre salivo sulla sua macchina.
-Perché stiamo litigando, ora?- domandò alzando la voce.
Non risposi, mi limitai a ignorarlo e a chiudere gli occhi, assaporando sulle mie labbra il suo dolce sapore di tabacco e zucchero.
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-Bambina..-
Aprii gli occhi, richiudendoli poi a causa della forte luce del Sole.
-Siamo a casa?- domandai stiracchiando le ossa.
-No- disse dolcemente. -Senti.. mi dispiace per prima, davvero. Non so cosa mi stia succedendo in questo periodo.. Summer, non voglio farti del male-
Gli dispiaceva per cosa? Per il bacio?
-Non lo stai facendo- ribattei afferrandogli la mano, la quale non respinse.
-Sì, invece. Lo vedo dai tuoi sguardi persi, dalla confusione nei tuoi occhi, dal tuo stringere gli occhi per evitare di piangere.. Summer, non voglio vederti così, e non voglio essere la causa di tutto ciò..-
Mi facevano male quelle parole; sapevo che erano tutte delle verità, eppure non volevo accettarle, erano troppo dure, troppo vicine alla mia attuale vita, eppure non avrei cambiato nulla di tutte quelle verità, quei problemi che andavano ad aumentarsi col tempo.
Perché non riusciva a capire che era la causa del mio sorriso, del mio buon umore? Perché vedeva solo i suoi lati negativi?
-Luke, cosa stai dicendo... cosa vuoi fare? Abbandonarmi? Ora che hai rubato il mio cuore spezzato e riaggiustato? Perché se è così.. risparmia il fiato.- pronunciai distogliendo lo sguardo.
Mi strinse la mano ancora nella sua, si sporse leggermente verso di me e mi scoccò un bacio sulle labbra, un dolce e leggero bacio che mi trasportò leggiadramente in un universo parallelo.
-È un bacio d'addio?- diedi voce ai miei pensieri.
-No, è un bacio d'inizio- sorrise e scese dalla macchina, aprendomi la portiera e indicando la vasta distesa d'acqua sull'orizzonte.
-Oddio, Luke..- mormorai stupita. -Mi hai portata al mare!-
Lui annuì e mi avvolse la vita con un braccio, mentre i nostri piedi camminavano silenziosi sulla sabbia dorata. Era tutto deserto e l'unico rumore che si udiva era il mare che si infrangeva sugli scogli.
-Ricordi quando dissi che ti avrei insegnato a nuotare?- domandò fermandosi e sfilandosi la maglietta dal collo.
Scossi la testa, intenta a contemplarlo in silenzio.
-Bambina, togliti la maglietta- istruì.
-Mmh no- mugugnai ancora imbarazzata dalla sua vista.
-Sei proprio una bambina capricciosa- ammise porgendomi la mano.
-E se affogo?-
-Ci sono io, amore.- disse soltanto mentre mi accompagnava verso la spiaggia più umida grazie all'acqua salata.
Ebbi un tuffo al cuore a quel nomignolo, ma sorrisi solamente e cominciai a entrare nell'acqua. -Mi bagnerò tutta- mi lamentai schizzinosa.
-Il Sole è caldo, ti asciugherai subito.- mi prese in braccio e dondolammo insieme per qualche metro, il mio mento sulla sua spalla.
Ti amo, pensai tra me e me, ma le parole si rifiutavano di uscire dalle mie labbra.
-Ora ti lascio, okay?-
-Mmh-
Rise e mi lasciò delicatamente, ma quando notai che non toccavo il fondo cominciai ad annaspare cercandolo con lo sguardo. Mi avvolse a sé con un braccio, per poi lasciarmi un bacio sulla fronte.
-Stenditi sull'acqua- mormorò.
-Ma non cadrò giù?-
-No, galleggerai. Fidati di me, resta sciolta.-
Annuii distrattamente e alzai le gambe per poi posarle sulla lunga distesa d'acqua. Inizialmente l'acqua mi inondò il volto, facendomi agitare, ma Luke mise una mano sotto la mia schiena e mi aiutò a rilassarmi.
-Chiudi gli occhi, bambina- mi sussurrò all'orecchio. Lo ascoltai e lo pregai di parlarmi ancora.
-Cosa vuoi che ti dica?- disse dolcemente.
-Qual è stata la tua prima impressione su di me?- chiesi ancora con gli occhi chiusi, non accorgendomi che la mano di Luke si era allontanata.
-Che fossi una di quelle ragazze snob figlie di papà, che mi saresti saltata addosso dopo pochi giorni e mi avresti supplicato di farmi un..-
-No, basta, ti prego!- esclamai posizionandomi verticalmente e agitando le braccia per non andare giù.
-Magari mi sbaglio e vuoi farlo anche se non sei...- lo zittii spruzzandogli dell'acqua in faccia, facendolo tossire e lanciarmi uno sguardo felino.
Si morse il labbro mentre io indietreggiavo velocemente, cominciando a imparare a rimanere a galla.
-Hai osato spruzzarmi in faccia?- proferì nascondendo un sorriso.
-Mi scusi tanto, signor Schizzinoso!- scherzai, ma lui mi raggiunse velocemente e mi prese la testa per buttarla in acqua. Sentii l'acqua salata invadermi la gola, quando Luke mi portò in superficie.
-Bastardo!- tossicchiai aggrappandomi a lui.
-Scusa, bambina, era da molto che volevo farlo. Mi perdoni?- sporse il labbro inferiore verso l'esterno, rendendo le sue parole più dolci e tenere.
-Anche se sei incredibilmente fastidioso e volgare, sì, stupido- mormorai ridendo.
-Cosa posso fare per sdebitarmi?- domandò con un sorriso malizioso.
Mi sporsi per raggiungere le sue labbra, le quali si schiusero immediatamente per darmi l'accesso. Mi tremarono le gambe e ringraziai mentalmente la presa ferrea di Luke per evitare di farmi cadere.
-Torniamo in spiaggia, non voglio che ti raffreddi- proferì autoritario.
-D'accordo, papà- lo presi in giro.
Lui si fermò e per vendetta mi schizzò l'acqua in faccia. -Ora siamo pari- disse con un sorriso. -E non chiamarmi in quel modo-
-Perché no? Tu mi chiami "bambina"- ribattei mentre mi avvicinavo alla spiaggia.
-Perché no- rispose avvolgendomi in un abbraccio. -Potresti chiamarmi Lukey..- storsi il naso. -Ma so che lo odi, perciò non te lo propongo nemmeno- soffiò prima di sfiorare le mie labbra con le sue.
Ricordava che odiavo il suo soprannome?
Era davvero così attento ai dettagli? Attento a me? Sorrisi mentre camminavo avanti e indietro per asciugarmi i vestiti. Alcuni minuti dopo, Luke, il quale era sdraiato sulla sabbia e mi guardava dal basso, sbuffò.
-Non rompere. Ho la maglietta ancora bagnata!-
-Puoi sempre toglierla- propose sorridendo.
-No, grazie..-
-Daii, ti presto la mia- indicò la sua maglietta bianca accanto alla sua testa, così mi ritrovai ad annuire.
Almeno i leggings erano asciutti...
-Okay, chiudi gli occhi- istruii mentre mi chinavo per raccogliere la sua maglietta.
Obbedì, così io mi voltai e sfilai velocemente la mia, per poi indossare la sua.
-Il blu è il mio colore preferito- annunciò con gli occhi chiusi e con un sorriso sulle labbra.
-E quindi?- chiesi sedendomi accanto a lui. Dopo qualche secondo di silenzio, sbiancai.
-Hai visto il mio reggiseno!- esclamai irritata.
-Solo il dietro, tranquilla- disse aprendo un occhio.
Distolsi lo sguardo infastidita, osservando il mare e il cielo che si incontravano in una sottile linea blu.
-Sei arrabbiata?- chiese, mostrandomi due occhi simili a quelli di un cucciolo.
-No..-
Si sedette per baciarmi la guancia, il collo, la clavicola.. -Sei così attraente con la mia maglietta..- mormorò sulla mia pelle. -Ti voglio tutta per me, bambina- mi fece voltare per incontrare i suoi occhi e mi regalò un dolce bacio sulle labbra. -Vieni qui- aprì le gambe, così mi misi davanti a lui e poggiai la testa sul suo petto, chiudendo gli occhi. Un braccio mi avvolse la vita, mentre l'altro cercava qualcosa nel borsello.
-Posso farti ascoltare una canzone?- domandò afferrando l'mp3.
Annuii e mi porse una cuffietta, mentre le dolci note di un pianoforte ruppero il silenzio della spiaggia. Mi strinsi più a lui, respirando il suo profumo che tanto avevo imparato ad amare.
"I found god
On the corner of first and Amistad
Where the west was all but won
All alone, smoking his last cigarette
I said where you been, he said ask anything
Where were you?
When everything was falling apart
All my days were spent by the telephone
It never rang
And all I needed was a call
That never came
To the corner of first and Amistad
Lost and insecure
You found me, you found me
Lying on the floor
Surrounded, surrounded
Why'd you have to wait?
Where were you? Where were you?
Just a little late
You found me, you found me
In the end everyone ends up alone
Losing her, the only one who's ever known
Who I am, who I'm not, who I want to be
No way to know how long she will be next to me"
Lo sentii canticchiare, mentre una lacrima silenziosa mi solcava il viso.
"Lost and insecure
You found me, you found me
Lying on the floor
Surrounded, surrounded
Why'd you have to wait?
Where were you, where were you?
Just a little late
You found me, you found me
Early morning, City breaks
I've been calling for years and years and years and years
And you never left me no messages
You never send me no letters
You got some kind of nerve, taking all I want
Lost and insecure
You found me, you found me
Lying on the floor
Where were you where were you
Lost and insecure
You found me, you found me
Lying on the floor
Surrounded, surrounded
Why'd you have to wait?
Where were you, where were you?
Just a little late
You found me, you found me
Why'd you have to wait?
To find me, to find me"
Mi voltai verso di lui quando la canzone finì e i suoi occhi si macchiarono di preoccupazione quando vide i miei lucidi e appannati.
-No, tesoro, non piangere.. è una bella canzone..- disse dolcemente, mentre mi asciugava le lacrime con le sue dita fredde.
-È così triste- soffiai sfiorandogli la guancia ricoperta di un leggero strato di barba.
-Per questo è la mia preferita. I The Fray sono riusciti ad esprimere con "You found me" tutte le emozioni che provo per te.- sorrise, lasciandomi un leggero bacio sulle labbra.
-L'ho sentita subito dopo averti conosciuta, nel corridoio della scuola. La radio l'aveva trasmessa e non so perché ma mi era rimasta impressa nella mente per svariati giorni. Andando avanti col tempo le parole sembravano sempre più vere e simili a noi- spiegò sulle mie labbra, senza mai staccarsi, mentre assaporavo il suo profumo.
-Ma parla di un suicidio- ribattei confusa.
-No, parla di una nuova vita con la ragazza che amo.-
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Spazio Autrice
THE FRAY!! ♥
Ma quanto li posso amare!??? *.*
Piango. Voglio solo puntualizzare che questa canzone è la canzone che rappresenta Astronomy!! Tutta la storia, cioè OMG ♥
Anyway, shippo fino alla morte i Lummer :)
Ps: Ho iniziato a shippare Larry, non giudicate LOL ♥
Adíos! ;)
CrystalScar23
STAI LEGGENDO
Astronomy {L.H.}
FanfictionC'era una linea sottile tra l'amore e l'odio, tra l'attrazione fisica ed emotiva, così fine che non mi ero nemmeno accorta di averla spezzata la prima volta che lo vidi.
