PV. Joy
Stare con la famiglia di Roth è come vivere un sogno per me. Questa mattina è arrivata sua zia Ciel con il marito Travis e uno splendido bambino di appena due anni di nome Rupert. Una volta arrivata tutto è diventato movimentato più che mai, abbiamo fatto colazione in un mare di chiacchere in cui sono stata inclusa come se fossi parte integrante della famiglia, lei, Cordelia e Raven mi hanno mostrato il resto del palazzo. Se da fuori sembrava enorme dall'interno è anche peggio. È decisamente un labirinto e non riesco minimamente ad orientarmi tra tutti questi corridoi e le infinite stanze.
Dopo la visita siamo uscite a fare shopping tutte insieme, si sono unite anche Primrose, Emy , Sandy e Chloe mentre il piccolo Rupert è rimasto a casa tra le braccia dello zio Robert.
Primrose mi è sembrata un tantino pensierosa, ogni tanto la beccavo a fissarmi ma poi mi sorrideva gentilmente e mi chiedeva qualcosa così da non mettermi a disagio.
<<Allora Joy, raccontami un po', com'è quel luogo? Ho sentito molti alpha, che si sono diplomati li, parlarne bene ma a mio padre non è mai piaciuto... Aveva ragione?>> Mi domanda ad un tratto Raven, risvegliandomi dai miei pensieri, e mi rendo conto che siamo rimaste da sole, in un reparto di maglioni maschili. Prima c'erano anche Cordelia e Chloe , che ogni tanto mi lanciava strane occhiata, ma adesso c'è solo Raven accanto a me che deve fare un regalo al suo mate, che non ho ancora conosciuto perché è in giro a fare non so cosa, così mi ha detto lei. Io per un attimo vado nel panico, non ho idea di come rispondere, cosa posso dire e cosa no, probabilmente non posso dire le cose peggiori ma di certo non loderò quel posto tremendo. <<Onestamente io lo trovo un po' una prigione.>> Ammetto fingendo di guardare alcuni maglioni scuri per non farle vedere la mia espressione abbastanza preoccupata. <<Come immaginava papà, voi "Tutor", non siete volontari, vero?>> Mi domanda ma si percepisce dal suo tono che sa già la verità così mi rilasso. Roth ha detto che con loro sono al sicuro ed io mi fido di lui. <<Esatto. Ci scelgono e ci mandano dove serviamo... Io e Kyle siamo stati fortunati, abbiamo incontrato Roth e Chase ma c'è chi non lo è stato per niente.>> Le rivelò con un tono di voce bassissimo, nonostante siamo sole, ho sempre il terrore che lui mi osservi e che senta tutto ciò che dico. <<Beh... Definirsi fortunati per aver Roth come compagno di stanza mi sembra esagerato, visto il suo pessimo carattere, ma di sicuro lui non ti torcerà un capello.>> Dice cercando di alleggerire un po' la discussione ma io non la penso così. <<Si, invece. Lui ha fatto davvero tanto per me, quindi si, sono stata fortunata.>> Dico un po' imbarazzata mettendo al suo posto il maglione che avevo presto per vederne bene il modello, e solo allora mi rendo conto che ho parlato senza pensare e soprattutto il mio tono poteva sembrare insolente. Così mi volto, per vedere se Raven è arrabbiata ma in realtà mi guarda solo in un modo strano, sorridendo. <<Ho detto qualcosa di sbagliato?>> Domando allora un po' preoccupata della sua reazione ma lei scuote subito la testa. <<Assolutamente, solo che adesso mi è chiara una cosa a cui prima non credevo poi tanto.>> Dice ed io aggrottò le sopracciglia incuriosita e confusa allo stesso tempo. <<Cosa? Se posso chiedere Ovviamente.>> Domando ma il sorriso aumenta sul suo viso e fa un'alzata di spalle. <<Suvvia Joy, non essere così formale, certo che puoi chiedere! >> Dice rassicurandomi ma non mi dà comunque la risposta sperata. <<Te lo dirà Roth. Andiamo adesso, non abbiamo ancora visto quel reparto.>> Dice e mi trascina letteralmente via con lei per guardare l'ennesima fila interminabile di maglioni...
Diverse ore dopo, finalmente, riesco a tornare nella mia stanza e a stendermi a letto. Mi piace la famiglia di Roth ma hanno davvero troppe energie.
Il pranzo, a più portate, era davvero delizioso ma tra un chiaccherata, una partita a carte e qualche partita a scacchi ho esaurito le mie energie. Soprattutto il piccolo Rupert non si ferma un attimo, l'ho inseguito per ore giocando con lui ad acchiapparella , ma non mi lamento in realtà, sono davvero felice in questo momento.
Adesso però posso finalmente riposare così mi allungo verso i miei piedi, per togliermi gli stivaletti, quando sento bussare e trattengo a stento un lamento. <<Arrivo.>> Dico e con fatica mi alzo dal letto e vado ad aprire, aspettandomi di vedere Kyle o Raven o qualsiasi altro membro della famiglia invece mi ritrovo davanti Roth. <<Disturbo?>> Mi domanda e alla sua vista mi passa automaticamente la stanchezza. A scuola stavamo attaccati 24 ore su 24, qui invece sono riuscita a mala pena a dirgli buongiorno. <<No, assolutamente, hai bisogno di qualcosa?>> Domando abituata ai miei soliti modi di fare e questo lo fa sorridere. <<No, volevo mostrarti un posto... Vuoi venire?>> Mi domanda ed ha sul viso un sorriso strano, quasi da bambino. Quando scopri qualcosa e non vedi l'ora di condividere quel segreto con qualcuno. <<Certo.>> Rispondo allora senza esitare e faccio per uscire dalla stanza ma lui mi ferma con un gesto della mano. <<Metti il giubbotto. È all'estero.>> Mi spiega ed io annuisco. <<Ok, torno subito.>> Dico e voltandomi torno dentro la stanza, indosso il mio giubbotto nuovo di zecca, non ne avevo uno prima l'ho comprato questa mattina, anzi me l'ha comprato Primrose senza accettare repliche da me. <<Andiamo.>> Dico raggiungendolo nuovamente alla porta ed esco chiudendo la porta alle mie spalle.
<<Allora, stai già considerando di scappare a gambe levate dalla mia famiglia?>> Mi domanda chiaramente divertito ed io sbuffo. <<No, la tua famiglia è veramente fantastica.>> Dico sincera. Nonostante fossi stanchissima sarei rimasta lì per sempre se avessi potuto. <<Lo dici perché sei qui da poco, a lungo andare sono sicuro che non la penserai più così. Sono esageratamente troppo>> Mi risponde ma si vede che non lo pensa davvero così mi limito a scuotere il capo. <<Non è vero. Io pagherei per avere una famiglia così.>> Dico sincera mentre continuiamo a percorrere i vari corridoi, Ovviamente seguo lui o mi perderei. <<Beh, adesso ce l'hai>> mi sembra di sentirgli borbottare ma non ne sono sicura così volto il capo leggermente verso di lui. <<Cos'hai detto?>> Gli domando volendo che lo ripeta ma lui ridacchia e mi tira su il cappello del giubbotto, che mi occlude in parte la vista mentre dice:<< Copriti bene, fuori fa freddo.>> Apre la porta finestra davanti a noi ed esce fuori senza aspettatemi.<<ehi!>> Mi lamento io sistemandomi bene il cappuccio e lo seguo verso il giardino seccata con lui. <<Non è stato affatto carino.>> Dico raggiungendo nuovamente il suo fianco a passo pesante, per dimostrare la mia rabbia, mentre mi guardo intorno con curiosità. Prima sono passata di lì ma ero troppo agitata per godermi la bellezza di questo luogo anche se, credo, la luce calante del tardo pomeriggio aggiunga un tocco unico. <<Ops, scusi principessa.>> Dice ironico ma quando mi volto per riprenderlo, il suo sorriso è così bello che mi limito a voltarmi subito dall'altra parte ed incrociare le braccia al petto. <<Se fossi una principessa ti avrei già messo alla ghigliottina.>> Borbottò cercando di non ripensare alla sua espressione di prima. <<Oh allora sono fortunato che tu sia solo la mia piccola seccatura.>> Dice prendendomi di colpo la mano e non so come ma la sua è bollente rispetto alla mia. <<Da questa parte.>> Dice correggendo la mia traiettoria ma non lascia andare la mia mano neanche quando lo seguo così io guardo le nostre mani unite mentre il mio cuore batte furioso. <<Se vuoi possiamo trasformarci...>> Suggerisce mentre ci insinuiamo in un bosco, proprio a lato del giardino, ma vi è ancora un piccolo sentiero, tracciato senza facendo lo slalom tra gli alberi per non rimuoverli.
La sua proposta ha senso però questo significherebbe spogliarmi con questo gelo... E poi nonostante mi abbia vista nuda più volte la cosa mi imbarazza. <<Nah, se poi incontriamo qualcun altro farei scena muta ed è una cosa un po' imbarazzante.>> Ammetto rivelando solo parte dei miei timori ma a lui la cosa sembra andare bene così. <<Va bene, non fa nulla tranquilla ma domani non puoi negarmi una passeggiata in forma lupina... Anzi questa notte dopo cena.>> Dice inchiodandomi con lo sguardo e mi ritrovo a non avere altra scelta se non annuire. <<Perfetto, così ti mostro le vere potenzialità di questo posto.>> Dice soddisfatto dopo di che continuano a camminare tra gli alberi, mano nella mano, parlottando del più e del meno finché attraversati due alberi non mi ritrovo davanti un enorme lago. <<Ma è bellissimo!>> Esclamò staccando la sua mano dalla mia per raggiungerne la rive e guardarmi intorno sbalordita dalla bellezza di quel posto. Non era solo il lago ad attirare il mio sguardo ma anche gli alberi e la vegetazione tutta intorno... Era variopinta, come se fosse stato scelto come rifugio di tantissime specie di piante. <<Bello, vero?>> Mi domanda ed io annuisco mentre lui si ferma accanto a me. <<Prima era un semplice lago circondato da salici e sequoie ma poi mio padre l'ha reso più colorato per rendere felice mia madre.>> Mi racconta e si sente dalla sua voce che ammira molto suo padre. <<Davvero? Beh, tua madre è stata fortunata a trovare un mate come lui.>> Dico mentre i miei occhi sono ancora su quel luogo meraviglioso davanti a me. <<Tu non hai avuto meno fortuna a incontrare me.>> Dice d'un tratto prendendo nuovamente la mia mano. <<Vieni.>> Dice e comincia a trascinarmi nuovamente verso gli alberi. Ma che succede? Cosa intendeva? L'ho fatto arrabbiare? Penso mentre il mio cuore sembra voler uscire dal mio petto per le emozioni che provo in questo momento. <<Io non volevo essere da meno. Volevo che mia madre fosse altrettanto felice grazie a me, ed allora io l'ho portata qui.>> Dice e con un ultimo passaggio, tra due salici piangenti con i rami intrecciati tra loro, mi ritrovo davanti ad una distesa infinita di fiori di ogni colore. <<È stupendo!>> Esclamò da subito rapita da quel mare di fiori mentre il mio viso si apre in un'espressione di profondo stupore. << E non hai visto il pezzo forte...>> Sussurra facendomi fare qualche altro metro, attraversando una parte della distesa di fiori attraverso un piccolo sentiero fra di loro. Poi poggia le mani sulle mie spalle e mi fa girare di cento ottanta gradi. Mi ritrovo davanti il paesaggio più bello che io abbia mai visto. Il sole infuocato del tramonto si trova esattamente al centro tra i rami dei salici, attraversati poco prima, che formano un enorme cuore mentre il riflesso della luce scura si getta sui fiori modificandone tutti i colori, rendendoli ancora più belli di prima. Rimango senza fiato a quella vista mentre le sue mani scendono lungo le mie spalle, provocandomi un elggero brivido, e si fermano sui miei fianchi ma non mi lascio distrarre, non voglio perdermi un attimo di quello spettacolo. <<Che ne pensi? Sono all'altezza di mio padre?>> Mi sussurra direttamente all'orecchio sinistro, poggiando il mento sulla mia spalla, ed io non riesco a fare altro che annuire. <<È bellissimo... Tua madre deve essere stata fiera di te.>> Dico con voce tremula non so se per la vista o per la sua improvvisa vicinanza, che mi fa battere il cuore all'impazzata. <<Lo era ma mi disse che avrei dovuto conservare questa vista per la persona veramente più importante per me... Ed io lo sto facendo proprio ora.>> Dice e a quelle parole il cuore mi si ferma nel petto, solo per ripartire ancora più veloce un attimo dopo. Resto paralizzata da quelle dolci parole, non volendo credere a ciò che potrebbero significare. Sono io la persona più importante per lui? Mi domando non dandomi neanche la possibilità di sperare. Non può essere. Lui è Roth il figlio dell'alpha più potente di tutti i regni ed io... Io sono solo un oggetto rotto. Penso tristemente rendendomi conto che nonostante i miei sentimenti, che ho ignorato finora e che continuerò ad ignorare. Lui è fuori dalla mia portata. <<Joy...>> Sussurra allora ma io non rispondo mi limito ad abbassare il viso indecisa, lasciare quella vista è quasi una sofferenza ma in questo momento vorrei solo scappare da lui, dai miei sentimenti... Da tutto.
Non ricevendo risposta fa un sospiro e lo sento chiaramente spostarsi davanti a me. <<Joy, guardami.>> Dice in un tono dolce, ma io non ci riesco, sono sopraffatta da dei sentimenti che neanche conosco così mi ostino a continuare a guardarmi i piedi. Al che Roth , scocciato probabilmente, emette un nuovo sospiro e poggia entrambe le mani sul mio viso così da sollevarlo ed allora non posso evitare di incontrare la tempesta nei suoi occhi. <<Joy, tu sei davvero importante per me. La più importante.>> Mi confessa ma io non riesco a crederci e provo a sfuggire dalla sua presa ma lui non me lo permette. << Roth io sono solo un omega, cresciuta per essere usata... Sono così sporca... Rotta... Non ti merito.>> Ammetto con gli occhi lucidi mentre mi aspetto che lui mi lasci andare ma al contrario di qualsiasi mio pensiero lui non lo fa.
<<Oh piccola. Non c'è nulla di più candido di te.>> Ribatte ed io con espresisone sorpresa sto per ribattere ma non me lo permette perché sigilla la mia bocca con la sua nel più dolce dei contatti. Nonostante tutto ciò che ho subito in passato non ho mai ricevuto un bacio, così lo guardo sorpresa mentre lui si stacca da me solo per sorridere e sfiora nuovamente le mie labbra, stavolta però per qualche secondo in più. <<Roth... Io... Non >> Provo a formulare una frase mentre il mio viso si tinge di porpora e sul suo si forma un sorrisino. Sa di aver vinto anche se sento di star dimenticando qualcosa. <<Non devi dire nulla del genere. Mi più, intesi?>> Dice ma non sembra arrabbiato ed io annuisco non sapendo cos'altro aggiungere mentre lui mi tira a sé e mi stringe al suo petto. <<Posso considerare tutto ciò come una risposta positiva alla mia dichiarazione o appena ti lascio scappi di nuovo via?>> Mi domanda in tono relativamente sarcastico ed io vado un attimo nel panico. Come dovrei rispondere. <<Non scapperò.>> Dico e stringo le braccia attorno ai suoi fianchi per tenerlo vicino a me. Non ho idea di cosa io stia facendo ma ho la piena sicurezza che qui, tra le sue braccia, mi sento totalmente a casa per la prima volta. <<Bene, anche perché sono un ottimo lupo cacciatore, piccola cappuccetto rosso, non potresti sfuggirmi>> Sussurra al mio orecchio mentre i nostri cuori battono furiosi allo stesso ritmo e poi come un fulmine la realtà mi colpisce in pieno e mi stacco da lui spingendolo via. Ecco cosa mi aveva fermato finora.<<Questo non è possibile. Tu hai già una mate!>> Lo accuso facendo qualche passo indietro e lui mi guarda con un espressione totalmente stranita mentre una lacrima solca il mio viso. <<Come puoi fargli questo? Posso capire che tu ti voglia divertire con me... Ma come puoi fare questo a lei?!>> Domando fuori di me dalla rabbia e dal dolore cosi quando fa un passo verso di me io ne faccio due indietro per allontanarmi. <<No, non è come->> Comincia ma lo interrompo. <<Si invece. L'hai detto chiaro e tondo. Tu hai una mate ma ora mi porti qui, mi baci e ti comporti come se nulla fosse! Come se non la stessi tradendo! >> Dico puntandogli il dito contro,mentre la rabbia mi cresce dentro in un sentimento che non ho mai provato, dopo di che mi volto e corro via. <<Maledizione!>> Impreca lui e non percorro neanche un paio di metri che lui mi afferra per un braccio fermandomi, allora io provo a liberarmi. <<Lasciami!>> Dico fuori di me per via di sentimenti che neanche conosco. So solo che sento un tremendo peso nel petto ed una tristezza infinita. <<Cavolo Joy ascoltami!>> Sbotta lui bloccando entrambi i miei polsi con le mani ma io continuo a dimenarmi, metto un piede male e perdo l'equilibrio. Merda! Penso sapendo che la caduta è inevitabile. Lui si allunga subito per prendermi ma ormai è troppo tardi e lo trascino giù con me così in un tripudio di petali mi ritrovo stesa sulla schiena,sul prato, con lui a cavalcioni sopra di me con il fiatone. <<Maledizione Joy. Tu sei la mia mate!>> Sbotta inchiodando i miei occhi con i suoi ed io smetto praticamente di respirare, per qualche secondo, investita da un ondata di sentimenti. <<Io sono la tua mate?>> Domando con un filo di voce, totalmente stranita dalle sue parole, mentre lui sospira e la sua presa sui miei polsi si allenta mentre la sua espressione si addolcisce. <<Proprio così mia piccola seccatura. Mi hai rubato il cuore dal primo secondo che ti ho visto.>> Dice con un sorriso mentre allunga una mano verso il mio viso e toglie alcuni petali dai miei capelli lasciandomi un attimo per assimilare il tutto. Sono la sua mate... Quindi lui è il mio mate! Tutto improvvisamente ha un senso. Il mio cuore che batte a mille ogni volta che lo vedo, peggio ancora se i nostri corpi si sfiorano, la sensazione di potermi fidare di lui praticamente da subito... Il senso di sollievo che provo ogni volta che lo vedo. <<Tu sei il mio mate...>> Sussurro con un filo di voce. <<Si, piccola tartaruga. Ce ne hai messo di tempo per riconoscermi.>> Dice scherzoso ma la sua allegria non mi contagia poiché un mare di emozioni mi travolge ed io scoppio in lacrime. <<Oh cavolo.>> Borbotta lui , scendendo da sopra di me, mi tira a sé e mi culla tra le sue braccia , stringendomi al suo petto. <<Non piangere Joy, davvero è una notizia così brutta per te?>> Mi domanda chiaramente impanicato ma io scuoto il capo e rispondo tra le lacrime. <<Io... Io... Pensavo di doverti lasciare un giorno... Volevo stare con te... Ma non sapevo il perché... Più mi affezionavo e più mi ripetevo che non eri mio... Che avevi una mate...>> Ammetto tra le lacrime mentre mi passo in fretta le mani sul viso cercando di smettere ma lui incornicia il mio volto con le mani e mi guarda negli occhi. <<Bene, non è così. Non ti liberai di me. Sei mia, tanto quanto io sono tuo.>> Dice e le sue labbra incontrano nuovamente le mie in un bacio, diverso da quello di prima, più veloce quasi bisognoso e le mie labbra si arrendono con facilità alle sue sentendo il suo stesso desiderio. <<Come pensavo, le tue labbra hanno il sapore del miele. Inebriante.>> Sussurra staccandosi un attimo solo per riprendere fiato e poi le unisce nuovamente rallentando però il ritmo e addolcendo i movimenti, in un bacio, che per me avrà per sempre il sapore del miele e il profumo di ortensia, fiore di cui siamo circondati...
Diverse ore dopo sono nella mia stanza che vago con sguardo sognante da una parte all'altra mentre mi preparo per la nostra uscita notturna. Siamo rimasti per ore stesi su quei fiori abbracciati senza riuscire a staccarci un attimo ed io mi sentivo al settimo cielo. A cena tutti ci avevano fatto i loro auguri, più volte mi hanno ripetuto che era ora che lo capissi. Ovviamente tutti sapevano già la verità persino Kyle!
Ma cosa succederà adesso? Cosa si aspetta da me ora che sono la sua mate? Queste domande mi colgono di sorpresa dissipando un po' la nuvola di felicità in cui mi stavo crogiolando.
E se venisse qui con un altro scopo... Se non volesse più uscire ma... Porto entrambe le mani sulle guance che diventano scarlatte mentre una tremenda ansia mi assale. Sono pronta? In pratica si, mi hanno addestrata da quando avevo 6 anni per questo, ma sono emotivamente pronta? A lui importava che lo sia? Vengo sommersa da questi dubbi nonostante nelle settimane passate lui sia sempre stato dolcissimo con me e mai ha approfittato di me. Neanche quando ne aveva piena possibilità e diritto. Torno in me dandomi due leggeri schiafetti. <<Faremo semplicemente la nostra passeggiata. >> Sussurro con tono deciso e mi dirigo verso il mobiletto con lo specchio, cercando tra i cassetti qualcosa per legarli in modo più carino una volta tanto ma il mio sguardo viene attirato da qualcosa poggiata sul fondo. Sembra una foto. Penso mentre allungo una mano e la tiro fuori così da vederla alla luce e rimango di sasso tanto da lasciarla cadere. Ma cosa?.. Penso mentre mi cedono le ginocchia e la riprendo tra le mani. La guardo e la riguardo incredula mentre i miei occhi si riempiono di lacrime che mi rigano il viso.
In questa foto, tra le braccia di una bellissima donna dai capelli corvini, sorride una bambina dai capelli dorati e gli occhi verdi che condivide con la donna, non può avere più di 4 anni, e sembra veramente felice mentre al suo fianco vi è Primrose con in braccio un bambino poco più grande, riconoscerei quegli occhi dovunque è Roth, e davanti a lei, messi in posta,ci sono una bambina, che è chiaramente Raven e un bambino poco più piccolo, Rori. Ma ciò che mi manda in confusione è che quella bambina... Quella bambina nella foto sono io.
La vera domanda adesso è: chi è la donna che mi tiene tra le braccia e perché questa foto è qui?
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Just My Fate
LobisomemNascere omega, nel Regno di Silvercade, voleva dire solo una cosa: Essere schiavi. Questo è il destino di Joy cresciuta in un istituto solo per omega sin da quanto era una bambina. Il Saint'Ostin si presenta come il migliore degli istituti di for...
