Capitolo 37

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Pv Altea

Il cuore mi batte talmente forte che sembra voler esplodere mentre nelle orecchie mi rimbombano le parole di Slider. "Un'assassina"... Quello che sono davvero e adesso lo sanno tutti. Lui con sguardo soddisfatto cammina verso il centro dell'aula mentre il  capo giuria lo guarda perplesso. <<E lei chi sarebbe?>> Domanda in tono aspro mentre Slider fa un espressione finta mortificata. <<Oh mi scusi, non mi sono ancora presentato io sono Slider Rosix, e sono uno dei testimoni della difesa, scusate il ritardo. >> Dice e va a sedersi nel banco dei testimoni, dietro Clayton, mentre tutti parlottano poiché hanno riconosciuto il suo nome. <<Non c'è il suo nome segnato tra i testimoni, signor Rosix.>> Gli fa notare il capo giuria chiudendo la pila di fogli, da dove ha controllato, che si trovano davanti a lui e che poi passa agli altri membri della giuria. << Mi scusi vostro onore, non sapevo se sarei arrivato in tempo, dunque non sono stato segnato, ma ora sono qui.>> Dice come se niente fosse, con aria di superiorità, mentre il capo giuria lo fulmina con lo sguardo. <<Ora è tardi signor Rosix, perché dovrei accettare la sua testimonianza?>> Domanda mentre Slider accavalla le gambe, totalmente tranquillo. <<Perché non mi sentirei sicuro se un assassina rimasse impunita.>> Dice puntando il suo sguardo e il ghigno su di me. Io non riesco a dire una sola parola. Sono totalmente paralizzata dalla paura. <<Altea!>> La voce del mio mate irrompe nella mia mente e dal tono usato sembra che mi chiami già da un po'. <<Roth...>> Mi volto verso di lui con gli occhi già lucidi mentre Slider continua a parlare con il giudice. <<sta tranquilla, abbiamo pensato anche a questa eventualità. Non preoccuparti. Di tutto ciò che è successo con quel vecchio bastardo. Non aver timore, ti proteggerò, fidati.>> Dice e mi infonde la sua vicinanza mentre io annuisco e mi asciugo una lacrima sfuggita al mio controllo. <<Vostro onore. Che si accetti o meno la sua testimonianza, adesso è il turno della signorina Altea di parlare. Perciò chiedo cortesemente al signor Rosix di fare silenzio e attendere il suo turno.>> Si intromette Sulfus, che finisce guardando Slider con un espressione gelida. <<Se proprio deve parlare.>> Aggiunge Slider ricambiando il suo sguardo con la stessa freddezza. <<L'avvocato ha ragione. Si sieda signor Rosix, parlerà quando sarà interpellato.>> Conclude il capo giuria mentre Slider non può che annuire seccato di essere stato messo a tacere. <<Prego signorina, ci racconti cos'è successo in quel luogo.>> Dice rivolto verso di me con un tono più calmo ed io faccio un respiro profondo e inizio a parlare. <<Quando avevo solo 5 anni, mia zia, mi ha venduta all'istituto. Io e mia madre stavamo scappando, allora non lo sapevo ma adesso si, proprio da lei... Degli uomini ci hanno aggredito così ci siamo separate... Mia zia Saphire mi ha trovata e mi ha portata in quel luogo... Non avevo idea di cosa stesse succedendo, volevo solo la mia mamma... Ed invece da lì è cominciato il mio inferno...>> Inizio raccontando il mio arrivo e come mi trattassero bene finché non incontrai il presidente Clayton per la prima volta. <<... Prima di quel giorno, nessuno mi aveva mai toccata, anzi erano stati addirittura gentili... Poi mi portarono in quella stanza.>> Dico indicando la porta del video ancora in pausa davanti alla giuria. <<E li dentro c'era il presidente Clayton. Io non l'avevo mai visto, mi avevano detto che se fossi stata brava, mi avrebbe adottato e mi avrebbe dato una nuova casa, invece quello che fece fu orrendo.>> Dico con la voce roca per le lacrime trattenute e tiro fuori le foto con mano tremante. <<Guardare voi stessi cosa succedeva in quella stanza.>> Dico passandole al capo giuria che le osserva giusto un attimo prima di inorridire. <<Queste foto vengono dalla casa del presidente Clayton, a quanto pare gli piace riguardarsi in quelle foto mentre abusa di bambini innocenti.>> Dico e un singhiozzo sfugge al mio controllo. <<Per anni ha abusato di noi senza che nessuno lo fermasse.>> Dico asciugando una lacrima mentre la giuria si passa le foto tra le mani e inorridiscono a loro volta. <<Obbiezione, vostro onore. Quelle foto potrebbero essere false.>> Dichiara l'avvocato della difesa con tono deciso ma lo sguardo del capo giuria è puntato su una foto, che tiene ancora in mano. <<Vostro onore?>> Domanda nuovamente ma il capo giuria volta la foto verso il suo viso. <<Questa le sembra una foto ritoccata?>> Domanda gelido sbattendogli in faccia il mio corpo nudo da bambina, in lacrime e spaventata,  e il primo piano del viso del presidente Clayton, con un'espressione eccitata, mentre aveva le mani sul mio seno, ancora inesistente. A quella vista persino l'avvocato tentenna, poiché la grafica è talmente antica da non permettere delle modifiche. A mala pena è ben visibile ma questo la rende solo più reale. <<Devono comunque essere verificate da un esperto prima.>> Dice l'uomo e il capo giuria ritrae la foto. <<E sia allora. Portate le foto all'esperto. Attenderemo la sua opinione.>> Dice gelido e, dopo che tutta la giuria ha guardato schifata e scioccata le foto, una guardia le ritira tutte e le porta via, uscendo da una porta dietro la giuria. <<Non c'è problema. Quelle foto sono vere e tu lo sai.>> Dico inchiodando lo sguardo di Clayton che si è fatto furioso ma non risponde. <<E appena saranno verificate pagherai con la tua vita, ciò che ci hai fatto.>> Dico e asciugando le lacrime sfuggite al mio controllo, mi alzo. <<Io ho finito vostro onore.>> Dico e dopo il cenno d' assenso dell'uomo, torno al mio posto.

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