Il mattino seguente Andrew si svegliò di un inaspettato buonumore. Si stiracchiò sotto le coperte, si girò con il viso verso l'alto e finalmente aprì gli occhi. Non trovando il soffitto rimase momentaneamente disorientato, ma, improvvisamente i ricordi della sera prima gli riaffiorarono alla mente: un gruppo di persone sconosciute, un cielo stellato, una voce che arrivava da non si sa dove, la sua testa poggiata sulla spalla di Grace...
Erano tutti solamente frammenti, finché si ricordò della ragazza dagli occhi di stelle. Lei era ancora così nitida, dettagliata: semplicemente bellissima. E semplicemente un ricordo. Andrew si era ormai rassegnato che l'incontro con la misteriosa ragazza doveva essere stato un caso e che non l'avrebbe più vista, se non di sfuggita, per le restanti tre settimane. Si mise a sedere sul letto e guardò i suoi compagni di stanza, che ancora dormivano: non aveva avuto tempo di studiarli per bene la sera precedente, quando le stanze erano state assegnate. Non sapeva neanche come si chiamassero: erano talmente stanchi che il tempo per i convenevoli non c'era stato.
Nel letto accanto, separato dal suo solo da un piccolo spazio, dormiva un ragazzo dai capelli castani, i lineamenti eleganti e ben definiti: "Caspita se è un bel ragazzo", pensò Andrew tra sé e sé. Aveva un non so che di familiare, ma non riusciva bene a ricordare cosa. Sopra c'era un altro letto, dove dormiva tranquillo un ragazzo dalla chioma riccioluta di cui non riusciva ad intravedere il volto, perché girato dalla parte opposta. Non poteva vedere il ragazzo che dormiva sopra di lui, perché muovendosi avrebbe fatto rumore, ma si ricordava qualcosa riguardo a un ragazzo biondo e occhialuto, anche se non ne era completamente sicuro. Per quanto si sforzasse di concentrarsi su quelli che sarebbero stati i suoi compagni di stanza per le tre settimane seguenti, aveva costantemente in testa la ragazza dagli occhi di stelle.
Chissà se l'avrebbe più vista...
Grace non era mai stata una persona mattutina, ancor meno se andava a dormire tardi la sera, ma stranamente quel mattino si svegliò poco dopo l'alba. Diede la colpa al letto, che non era sicuramente dei più comodi; aveva insistito per avere il letto di sopra, ma si era già pentita della sua scelta. Oppure, cosa molto probabile, quel suo risveglio così mattiniero era dovuto al fatto che era la prima notte che dormiva lì, quindi doveva ancora ambientarsi al contesto, ma soprattutto alle persone con le quali condivideva lo spazio vitale.
Non aveva avuto tempo di conoscerle a fondo, ma sapeva come si chiamassero. Sull'altro letto di sopra ci stava una ragazza con il taglio a caschetto e il naso aquilino, era Sophie; sotto quest'ultima si trovava una ragazza dai lineamenti un po' ossuti, ma d'imponente statura, che doveva chiamarsi Julie o Juliet. Sotto di lei, invece, c'era una ragazza che ricordava essere stata molto silenziosa la sera precedente, nonostante i suoi occhi verdi sembrassero avere molte cose da dire. Si chiamava Edith. Quando Grace si sporse per osservare la misteriosa ragazza sotto di lei, però, trovò il letto vuoto.
Sul momento rimase scioccata, aveva dato per scontato che fosse l'unica che aveva avuto la bizzarra idea di svegliarsi così presto e che le sue compagne di stanza dormissero ancora, ma a quanto pare si sbagliava. La stanza non era molto grande, quindi le bastò mettersi a sedere sul letto per notare che Edith era intenta a guardare fuori dalla finestra. Era girata di spalle, quindi non si era accorta che Grace si fosse svegliata. Grace avrebbe potuto restare sdraiata sul letto a guardare il soffitto, oppure tentare di ricadere nel mondo dei sogni, ma c'era qualcosa che aveva notato in quella ragazza che le impediva di lasciare semplicemente stare. Quindi prese coraggio, si avvicinò al bordo del letto e sussurrò, in direzione di Edith: «Anche tu sveglia presto, eh?»
La ragazza venne colta leggermente alla sprovvista: non si sarebbe mai aspettata che le sue compagne si svegliassero a quell'ora del mattino, ma, a quanto pare, le apparenze ingannano. Si voltò per vedere da chi provenisse quella domanda e si diede risposta non appena, voltandosi, vide una ragazza minuta sporgersi dall'angolo più esterno del letto sopra il suo: Grace.
Non si era ancora fatta un parere preciso sulle sue compagne di stanza, ma si ricordava di aver formulato un pensiero preciso su Grace la sera prima: "Questa ragazza ha sicuramente un cuore d'oro." Era solo un'impressione, niente di più, ma di solito Edith ci azzeccava sempre con le prime impressioni. «Eh, sì» rispose lei alla domanda che le era stata posta, non sapendo in che altro modo rispondere. Tra le due ci furono pochi istanti di silenzio teso, che vennero subito interrotti da Grace che domandò: «Hai visto qualcosa fuori dalla finestra?»
Edith si girò verso la ragazza, con un sorriso ambiguo nascente sull'angolo delle labbra: amava, ma allo stesso tempo odiava, quando le persone le chiedevano del suo passatempo. Ormai aveva però costruito un suo personale discorso che amava ripetere, quindi cominciò: «In verità no, non ho visto proprio niente, ma il punto è proprio quello. Amo guardare fuori dalla finestra, senza un motivo preciso. Mi piace immaginare, perdermi nell'immensità di ciò che non si vede e andare oltre la superficialità di ciò che, invece, si vede, o si crede di vedere. Possiamo definirlo un passatempo.» Vedendo che l'altra non rispondeva, concluse con: «È un po' strano, no?»
«Ma no,» la rassicurò Grace, «è semplicemente bellissimo.»
Edith si sentì avvolta da un calore improvviso: l'essere accettati da qualcuno in tutte le proprie sfaccettature. Aveva ragione: Grace non era una ragazza qualsiasi. Era speciale.
Poi, dal nulla, Grace se ne uscì con un: «Sai che hai dei bellissimi occhi?» Edith rispose con nonchalance: «Grazie, ma non sono niente in confronto a quelli di mia sorella.»
A quel punto qualcosa in Grace si bloccò: occhi, occhi meravigliosi, ragazza dagli occhi di stelle, Andrew. Riuscì a dire soltanto: «Sai, sono curiosa di conoscerla... come si chiama?»
E Edith rispose: «Faith.»
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Intrecci di stelle
Novela JuvenilSotto il cielo stellato della prima sera al Wilson Camp, Faith e Andrew si incontrano. Da lì tutto cambia, perché questa non è solo la storia di Faith e Andrew. Infatti, da quel semplice e casuale incontro, si creerà una serie di amicizie, molte nat...
