Diciotto mesi. Cinquecentoquarantasette giorni in cui il tempo era sembrato un elastico teso fino allo spasimo, pronto a spezzarsi. Ma guardando fuori dalle enormi vetrate della villa di Min Ho, il sole di Seoul non stava più solo illuminando la città; la stava incendiando di una luce nuova. L'inverno non era solo passato. Era stato sconfitto.
Sullo schermo della televisione, il mondo sembrava impazzito. Le riprese dall'alto mostravano una marea umana, un oceano bianco che ondeggiava fuori dai cancelli della base militare. Migliaia di fan avevano trasformato il cemento in un tappeto di cartelli, luci e lacrime. Le urla, anche attraverso gli altoparlanti della TV, erano un boato primordiale che copriva la voce concitata dei giornalisti.
Il Leader dei Blaze è tornato.
Poi, l'inquadratura si strinse. Min Ho.
Non era l'immagine di un servizio fotografico. Era un uomo in mimetica, il basco calato sulla fronte, la schiena così dritta da sembrare scolpita nel marmo. Quando sollevò la mano per il saluto militare, vidi il movimento fluido dei muscoli sotto la stoffa pesante. Il suo sguardo era fisso, imperscrutabile, da soldato vero. Un secondo dopo, però, quella dignità d'acciaio venne inghiottita dal nero opaco di un van della Starlight. Choi non gli aveva concesso nemmeno un respiro d'aria libera; lo aveva scortato dritto nell'ufficio di Gangnam per l'ultima, soffocante esibizione di potere.
Ma mentre il van lo portava verso il nemico, la sua vera casa stava riaprendo gli occhi dopo un sonno durato un anno e mezzo. E non lo stava facendo in silenzio.
«Soo Jin, per l'amor del cielo! Se attacchi quel palloncino così, sembra che abbiamo scritto WELCOME BACK KINGGGGG con cinque 'G' finali! Sembra un urlo disperato!» esclamai, ridendo mentre cercavo di tenere fermo un lembo dello striscione argentato che continuava a scivolarmi tra le dita.
Soo Jin emise un verso strozzato, sputando un pezzo di nastro adesivo che teneva tra le labbra per avere le mani libere. Era in bilico su una scala che tremava pericolosamente, i capelli legati in uno chignon che definire disastroso era un complimento.
«Senti, Emily, non è colpa mia se Mina ha dimenticato la pompa e non abbiamo l'elio!» sbuffò, cercando disperatamente di appiccicare un palloncino rosso al soffitto con un groviglio di nastro biadesivo. «Sto usando la forza dei miei polmoni e la speranza, ma la gravità è una stronza! Sembrano grappoli d'uva depressi, lo so, ma digli che è arte concettuale. È un artista, capirà lo sforzo!»
Dalla cucina a vista, Mina fece capolino brandendo un mestolo di legno come se fosse lo scettro di un generale. Aveva una macchia di farina sulla punta del naso e i capelli che sfidavano la forza di gravità.
«Ehi! Non osate lamentarvi del mio servizio logistico!» urlò sopra il rumore sfrigolante della carne. «Sto preparando un banchetto per cinque lupi che non mangiano cibo decente da sempre. Il japchae richiede devozione religiosa e il bulgogi non accetta distrazioni! E comunque, l'aria dei polmoni di Soo Jin è intrisa di amore e anidride carbonica, è molto più personale!»
L'aria nella villa, una volta fredda e immobile, ora odorava di aglio tostato, spezie e una felicità così densa che sembrava di poterla toccare. Ci muovevamo tra i divani finalmente liberi dai teli protettivi, ridendo per ogni nastro adesivo che non attaccava o per ogni regalo sistemato male. Eravamo in una bolla. Il pezzo mancante del nostro strano, meraviglioso e disastrato puzzle stava per tornare al suo posto.
Scesi dallo sgabello, ammirando lo striscione che ora troneggiava al centro del salotto. Il cuore mi faceva un rumore assurdo contro le costole, un martello pneumatico che non accennava a fermarsi.
«Okay, il salotto è pronto. Mina, a che punto siamo? Jin Woo mi ha scritto che la riunione con Choi stava per finire.»
Mina abbassò la fiamma e si asciugò le mani sul grembiule. Il suo sorriso, però, svanì lentamente, sostituito da un'espressione diversa. I suoi occhi brillavano, ma le sue mani iniziarono a tremare in modo visibile. Non era l'agitazione della festa. Era qualcosa di molto più profondo.
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Blazing Hearts
RomantikIn una Seoul, dove i sogni brillano ma i segreti oscurano la realtà, Emily Wang è una studentessa di design che cerca di costruirsi un futuro luminoso nella capitale. Emily ha sempre cercato di proteggersi dalla luce del mondo, ma tutto cambia quand...
