56- Body to Body

492 39 8
                                        

Le sue dita scivolarono sotto il bordo del lenzuolo, incontrando la mia pelle nuda, e in quel momento capii che esisteva solo lui, il fuoco delle sue mani e una notte che non sarebbe finita mai.

Al contatto con la mia coscia, un brivido violento mi percorse la schiena, facendomi inarcare istintivamente verso di lui. Le sue mani non erano più quelle che ricordavo; i diciotto mesi di leva le avevano rese ruvide, segnate dai calli delle esercitazioni e da una forza nuova, quasi intimidatoria. Quando afferrò il bordo del lenzuolo e lo scagliò lontano con un gesto secco, lasciandomi esposta ai suoi occhi febbricitanti, il respiro mi morì in gola.

Il chiarore che filtrava da sotto la porta disegnava i contorni del suo corpo nudo dalla vita in su. Era più denso, i muscoli delle spalle e del petto erano definiti come marmo scolpito dal fango e dalla disciplina. Mi guardò con una venerazione che sfiorava la follia, soffermandosi sull'anello che brillava sulla mia pelle nuda, appeso alla catenina d'argento.

«Cinquecentoquarantasette notti,» mormorò, la voce ridotta a un graffio rauco. «Ho passato ogni maledetto secondo a chiedermi se fossi reale o solo un'allucinazione dovuta alla stanchezza.»

Senza aspettare una risposta, si abbassò su di me. Il peso del suo corpo mi schiacciato contro il materasso e l'impatto fu travolgente. Non ci fu dolcezza, solo un'urgenza primordiale. Le nostre bocche si scontrarono con la disperazione di chi ha finalmente trovato l'ossigeno. Fu un bacio profondo, ruvido, che sapeva di una fame che non ammetteva ritardi.

Le mie mani corsero lungo la sua schiena, artigliando i muscoli tesi che guizzavano sotto i miei polpastrelli. Affondai le unghie nella sua carne, lasciando lunghi solchi rossi che per un soldato abituato al rigore della caserma sembravano essere l'unica liberazione possibile. Min Ho emise un gemito basso, gutturale, e quel suono mi vibrò fin dentro le ossa.

Min Ho era un incendio. La sua bocca lasciò la mia, scendendo lungo la linea della mascella per bollarmi la curva del collo con un bacio umido e profondo. Sentii i suoi denti affondare leggermente nella mia pelle, un morso possessivo, quasi doloroso, che avrebbe lasciato un segno violaceo proprio lì, dove l'attaccatura dei capelli l'avrebbe nascosto agli occhi di Choi e del mondo. Un marchio segreto. Un richiamo che diceva: Sei mia.

Scese ancora, concentrandosi sui miei seni con una voracità che mi fece mancare il fiato. Le sue dita ruvide pizzicarono i miei capezzoli, già turgidi per il desiderio, mentre la sua bocca li avvolgeva e li torturava con una pressione che mi fece scattare le anche verso l'alto. Ogni suo tocco era un contrasto violento tra la sua nuova ruvidità e la mia pelle liscia, un'invasione sensoriale che mi stava facendo perdere il senno.

Ma la sua fame non si fermava ai baci. Le sue mani grandi scivolarono lungo i miei fianchi, scendendo con lentezza agonizzante lungo l'interno delle mie cosce. I calli sulle sue dita graffiavano la mia pelle sensibile, un brivido elettrico che mi fece spalancare le gambe prima ancora che me lo chiedesse.

Si posizionò tra le mie ginocchia, ma invece di prendermi subito, si sollevò sui gomiti per guardarmi. I suoi occhi neri, dilatati dal piacere, incontrarono i miei in una sfida silenziosa. «Non distogliere lo sguardo,» ordinò a bassa voce.

Mentre mi teneva incatenata al suo sguardo, le sue dita scivolarono più in basso, infilandosi tra le mie pieghe già bagnate per prepararmi. Iniziò a muoverle con un ritmo lento, metodico, mentre il suo pollice esercitava una pressione costante che mi fece appannare la vista. Voleva vedere ogni mio sussulto, ogni contrazione del mio viso, voleva nutrirsi della mia reazione al suo tocco dopo tutto quel tempo.

Quando pensavo di non poter sopportare un secondo di più, Min Ho scivolò ancora più giù. Le sue mani forti afferrarono i miei glutei, sollevandomi leggermente verso di lui. Quando il calore della sua lingua trovò finalmente la mia intimità, la realtà si frantumò in mille pezzi. Fu un'esplosione. La sua lingua era spietata, una ricerca incessante del mio piacere che mi fece artigliare le lenzuola fin quasi a strapparle.

Blazing HeartsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora