❥ COMPLETATO!
Se amate le storie fantastiche
con draghi, elfi, guerrieri
e principesse da salvare che si salvano da sole.
Cuori infranti, amori sospirati
anime spezzate, crudeli e spietate.
Se tutto ciò vi incanta
ascoltate la Dea vi racconta
...
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«Esperia!» urlò nel sonno Alyah svegliandosi in lacrime.
Michael si destò al suo grido, ancora addormentato iniziò ad accarezzarle la schiena nuda.
Lei gli diede un bacio sulla guancia, poi si alzò e iniziò a vestirsi frettolosamente.
«Che accade?» Micheal si mise seduto.
«Esperia è di ritorno. Si sta dirigendo al castello di Whok adesso»
«Tornando? E dove stai andando?» Micheal la osservava confuso.
«Che domande!» si girò arrabbiata.
«Aspetta vengo con te. Avvisiamo prima Altea» le disse Michael mentre saltellava infilandosi uno stivale.
Come un tornado Alyah si infilò nella tenda di Altea svegliandola di colpo. Aron si mise subito a sedere sguainando la spada.
«Si può sapere cos...» Altea non terminò la frase.
«Mia sorella sta tornando. Io vado al castello! » urlò Alyah prima di uscire dalla tenda.
Micheal la raggiunse giusto per vedere che correva verso i prati appena fuori dall'accampamento.
Aron uscì dalla tenda stropicciandosi gli occhi. «Credo di non aver capito»
«Ha avuto una visione» "Almeno credo si andata così" pensò fra sé Michael «E ha visto sua sorella tornare a Whok»
Altea uscì frastornata dalla tenda.
«Va bene, quindi tornate al castel» il ruggito del drago interruppe la frase di Altea.
«Meglio se la raggiungo, altrimenti rischio di rimanere a piedi» sospirò sconsolato Michael prima di allontanarsi dal suo comandante.
Gli abitanti del castello inizialmente vennero avvolti da una strana nebbia che si dissipò in un istante, alcuni servitori si spaventarono quando notarono Esperia apparire nel cortile.
Non ebbero il tempo di chiederle spiegazioni che nel cielo apparve il drago.
· • —– ٠ ✤ ٠ —– • ·
Emantus arrivò al cestello di Whok quando tutti erano in agitazione per il parto.
«Come sta?» chiese preoccupato il principe appena riuscì ad incontrare Alyah nei corridoi.
«Sono appena iniziate le doglie» e corse in una camera.
Emantus si fece coraggio e sbirciò al suo interno. Esperia era sdraiata nel letto e contorceva dal dolore. Una dama chiuse la porta e a lui non restò altro da fare che camminare nervosamente.
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« Ho paura» ammise Esperia.
«Non temere. Sei bravissima, vedrai che tra poco sarà tutto finito» la rassicurò Alyah.
Aveva già assistito ad un parto, quando ancora viveva al tempio come semplice sacerdotessa, ora cercava di ricordare quanto appreso.
Dolente, madida di sudore e col viso rosso per lo sforzo Esperia cercava di seguire i consigli della sorella. Qualcosa di liquido le scese tra le gambe e temette che fosse sangue. Rivide il parto di sua madre, e credette che anche per lei fosse finita.
«Spingi Esperia!» la spronò Alyah.
«Non ci riesco! Sono stanca!» gridò lei ma nonostante le parole riprese a spingere.
Finalmente Alyah intravide la testa del piccolo.
«Esperia! Dai! Ci siamo!» Alyah accolse tra le mani il corpicino che stava uscendo. Depositò sul petto il piccolo con ancora il cordone ombelicale attaccato.
Esperia esausta osservo quella creaturina indifese e grinzosa.