La Cattura

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Dopo che le navi erano affondate per mano della flotta di Muir, Austro e un drappello di uomini, era approdato su un'isoletta dimenticata dal mondo

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Dopo che le navi erano affondate per mano della flotta di Muir, Austro e un drappello di uomini, era approdato su un'isoletta dimenticata dal mondo.

Il comandante si rifugiò in una casa in rovina. Come una fiera ferita si rintanò nel punto più buio, uno scantinato che un tempo fungeva da magazzino.

Gli altri soldati cercarono di mantenersi alla larga da lui, terrorizzati da quegli occhi.

Non erano che ragazzi spaventati, per lo più venduti dalle famiglie per non morire di fame. Se avevi un parente nell'esercito ti veniva concessa un discreta somma periodica. Non si diveniva ricchi, ma era sufficiente per sopravvivere. Molti ragazzini si presentavano davanti all'accademia di propria volontà, provati dagli stenti o per salvare un familiare malato. Non era una scelta nata dal desiderio di combattere per degli ideali.

Era disperazione.

E ora tutto questo non aveva più valore.

Tutto ciò che desideravano era fuggire da quell'isola, anche se questo significava essere arrestati dai soldati di Muir.

Tutto pur di non diventare una vittima di Austro.

Fu per questo che, quando una nave  passò accanto all'isola, essi cercarono in ogni modo di essere avvistati.

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Dopo aver affondato anche l'ultima nave fuggitiva, Demetra non aveva perso tempo e aveva ordinato a tutti i soldati di perlustrare ogni piccola isola dell'arcipelago. Era certa che Austro non fosse morto negli scontri. Se lo sentiva nelle ossa: era ancora vivo.

La sua cattura era di primaria importanza. Lui aveva decapitato ed esposto sulle mura del castello le teste dei genitori del Principe. Non vi sarebbe stata pace nel suo animo se fosse fuggito nuovamente.

Un regnate ossessionato dalla vendetta non poteva rendere felice il popolo. La guerra aveva segnato l'esistenza di queste terre per troppi secoli. Era ora che tutti ritrovassero pace. Vivi e morti.

Quando vide un fuoco sulla spiaggia dell'isola, che stavano per raggiungere, comprese che il suo desiderio era condiviso anche dai soldai nemici. Quel fuoco accese una speranza nuova nel cuore di Demetra. Quel fuoco, e quei volti sporchi di sangue e terra. Quei visi atterriti, sfiniti, desiderosi di pace e di un epilogo. Anche se questo li avrebbe portati ad una cella di prigione.

Quando Demetra scese a terra vide solo dei ragazzi avvicinarsi a capo chino. Non dei soldati nemici. Solo dei ragazzini spaventati.

Persino i suoi soldati non osarono strattonarli o incatenarli. Non ve ne fu bisogno, mesti e obbedienti salirono sulla nave scortati.

Non restava altro da fare che catturare Astro.

Ci vollero tre guardie per bloccarlo a terra, nonostante fosse ferito. I polsi vennero fatti passare attraverso il gioco delle catene. Morse un soldato e si decise di mettergli anche la morsa di ferro in bocca. Come un animale si divincolò e cercò di fuggire. Venne trascinato sulla nave.

Di umano non aveva più nulla.

Se un tempo un'anima poteva aver abitato quel corpo ora era fuggita. O forse si era spenta come una candela consumata.

Demetra osservò quell'essere venir trasportato a forza sulla nave e incatenato all'albero maestro.

Non riuscì  a provare pietà per lui.

Questo la spaventò.

Questo la spaventò

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