Principe

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Esperia sola in quel castello si sentiva triste

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Esperia sola in quel castello si sentiva triste. La legna nel camino scoppiettava. Lei osservava i lenti fiocchi di neve scendere dal cielo. Si avvicinò al camino e si sedette sulla sedia a dondolo. Posò la mano sulla pancia per calmare i calci del piccolo. Tra poco il bambino sarebbe nato e lei non si sentiva pronta a diventare madre.

Sentì il ponte levatoio abbassarsi e il suo cuore iniziò a palpitare. Si alzò di scatto solo per scorgere i domestici che frenetici accorrevano nel cortile.

Inutile agitarsi. 

Si sedette nuovamente sulla sedia a dondolo. Ma non poté celare in alcun modo l'impazienza che la divorava. Iniziò a dondolarsi nervosamente.

Dei passi lungo il corridoio.

Era tornato! Si sentiva felice come non le capitava da tempo. Apprezzava molto la compagnia del Principe, lo conosceva da poco tempo eppure lo considerava un caro amico. Qualcuno su cui fare affidamento. 

Bussarono alla porta.

«Avanti»

La maestosa presenza del Principe riempì la piccola stanza.

«Buongiorno, mia principessa» fece un inchino.

«Bentornato, come è stato il viaggio?» represse la voglia di abbracciarlo.

«Triste. Mi siete mancata»  

Esperia fece per alzarsi dalla sedia ma con un passo lui le fu di fronte e la fermò.

«No... rimanete così»  i capelli sfiorarono le mani raccolte in grembo di Esperia. Lei trattenne il desiderio di passare le dita in quella chioma setosa. Il viso del Principe era così vicino che poteva vedere delle scaglie di ghiaccio tra il blu delle sue iridi.

 «Posso baciarvi?» chiese lui. E senza attendere una risposta le sue labbra sfiorarono quelle di Esperia. 

Un bacio tenero e breve come un battito di ali di farfalla. 

 «Scusatemi» e uscì dalla stanza come se fosse seguito da un esercito che chiedeva la sua morte.

Esperia rimase confusa. Con l'indice sfiorava le labbra. Ricevere le attenzioni di un uomo tanto bello, proprio ora che il suo fisico era in declino a causa della gravidanza, la riempirono di gioia. Ma nello stesso tempo realizzò di non provare per lui nulla più che un caldo affetto. 

Nel momento del bacio l'unica persona a cui aveva pensato era Emantus. Non che si sentisse colpevole nei suoi confronti, ma in quell'istante aveva realizzato quanto gli mancasse.

Ricordò il primo giorno in cui si era accorta di amare quel ragazzo che solitario si aggirava nel suo castello, ancora non sapeva che fosse il figlio di un Re e che era già stato concordato il loro matrimonio. Iniziò ad attendere le visite dei vari regnanti pur di scorgerlo nuovamente, il suo amore per lui cresceva col passare degli anni. Finché un giorno lui la notò. Si era nascosta dietro al tendone che divideva la sala d'attesa al piccolo corridoio antecedente la sala del trono. Emantus fissava gli arazzi appesi sovrappensiero. In realtà si era già accorto della presenza della fanciulla ma voleva coglierla di sorpresa. Fingendo di osservare un dipinto posto accanto al tendone si avvicinò. Finse un affondo, come se impugnasse una spada, e rimase a bocca aperta fissando la fanciulla che usciva allo scoperto ridendo. 

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