Epilogo

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Per tutta l'isola risuonavano canti gioiosi e voci che gridavano: 

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Per tutta l'isola risuonavano canti gioiosi e voci che gridavano: 

«Viva il Re! Viva la Regina!»

Esperia stringendosi al braccio di Emantus usciva raggiante dal Tempio di Muir.

Indossava un meraviglioso vestito bianco che ricadeva come una corolla. Stringeva tra le mani, coperte da raffinati guanti in pizzo, un bouquet di gigli bianchi.

Sulla sua testa brillava la corona incastonata di diamanti, dalla quale partiva un lungo velo.

Emantus la guardò, non l'aveva mai vista così bella. Lui nella sua armatura da cerimonia blu notte appariva meravigliosamente slanciato. I suoi occhi blu si staccarono dall'immagine della sua sposa solo per ricadere sul loro bambino.

Lo prese dalle braccia di Eos, la quale si congedò con un'inchino per raggiungere Ermes che l'attendeva tra gli invitati. Il ragazzo le cinse la vita dandole un bacio sulla guancia, Eos sorrise radiosa.

Il principino fece una risata ed iniziò a scalciare ed allungare le mani finché non raggiunse la corona del padre. La prese tra le paffute manine e mordendosi il labbro inferiore per lo stupore.

«Vuole già comandare!»  ridendo Alyah seguì gli sposi sulla terrazza per presenziare al saluto al popolo. Il suo viso era illuminato da un dolce sorriso. Indossava un vestito color cielo, i capelli erano sciolti e le ricadevano sulle spalle. Michael le cingeva la vita.

Fuori nel giardino del Tempio, i primi ad accogliere gli sposi furono proprio gli amici di tante avventure.

 · • —– ٠ ✤ ٠ —– • ·

Erano trascorse diverse lune dal matrimonio, per Alyah era giunto il tempo di lasciare Muir.

Bussò alla  porta socchiusa della camera della sorella prima di entrare.

«Esperia, abbiamo concordato di partire domani» 

«Ne sei proprio convinta?» chiede dubbiosa la Regina.

 «Sì. La gravidanza di Aristea procede senza rischi. Il trono di Whok le aspetta di diritto, è l'unica principessa rimasta in vita. Non uscirà dal castello, sarà segregata al suo interno e mi occuperò personalmente dell'istruzione del futuro Re. Il Mago ha accettato di seguire anche lui la crescita del bambino.»

«Anche tu hai sangue nobile, proprio non vuoi regnare su uno dei castelli?»

«Ne abbiamo già parlato, ricordi?»

Esperia annuì. «Stai attenta, non abbiamo avuto più notizie di Chimera.»

«Non credo si rifarà più viva. Se voleva ucciderci l'avrebbe fatto appena abbiamo perso i poteri. Siamo inermi davanti a lei. Forse ciò che desidera è solamente dimenticare»

«Si può realmente dimenticare?» Esperia osservò un corvo passare davanti alla sua finestra. Un giorno avrebbe davvero smesso di sognare i campi di battaglia pieni di cadaveri? Sarebbe riuscita a continuare a fingere di credere nella Dea, che tutti veneravano, conoscendo la verità? Avevano deciso di non raccontare la vera origine del culto, pregare una divinità era importante per le persone. Credere in un essere superiore serviva a non perdere la speranza, ad avere l'illusione di sentirsi amati quando il proprio mondo crollava. Avevano scelto di tacere. Avevano scelto di mentire. La versione ufficiale era che la Dea aveva sconfitto il terribile Re Arge, aiutata dall'amato figlio Re Samuel, per poi scomparire.

«Lo senti anche tu?» la Regina riprese a parlare  «Quel vuoto nel petto, quella solitudine che è apparsa da quando la voce...»

«Sì.» rispose subito Alyah «Siamo nate con l'anima intrecciata alla sua, ora dobbiamo imparare a convivere con la sua assenza» 

 · • —– ٠ ✤ ٠ —– • ·

Le navi erano pronte a salpare. I gabbiani solcavano il cielo riempiendo l'aria con le loro grida sgraziate.

Esperia abbracciò la sorella. 

Alyah le sussurrò «Quel vuoto che ci ha lasciato non lo possiamo cancellare. Ma l'amore delle persone che ci circondano ci permetterà di arginarlo e non esserne inghiottite»

Esperia le sorrise. In quel momento Emantus si avvicinò.

«Ti affido la nostra principessa. Abbine cura.» il Re strinse la mano di Michael. «I seguaci di Cerbero continuano a creare problemi, potrebbero cercare di rapire il bambino una volta nato. Non abbassate mai la guardia»

«Non preoccupatevi, Maestà» rispose inchinandosi.

Alyah baciò sulla guancia la sorella  «Ci vediamo in primavera per l'Annuario dei Raccolti» e si incamminò sulla passerella.

L'isola di Muir spariva all'orizzonte. Alyah con nostalgia vedeva svanire il ricordo di un passato ormai lontano. Si destò dai suoi pensieri e notò Michael con lo sguardo perso all'orizzonte. Sorrise tra sé e sé. Si girò di scatto e Michael non ebbe il tempo di reagire che se la trovò tra le braccia. Le gambe di lei erano intorno alla sua vita, Alyah lo guardava dall'alto della sua posizione. I capelli biondi cadevano sul viso di Michael. Una risata le affiorò sulle labbra prima di baciarlo.

Il vuoto nel petto tremolò e si ridusse di poco.

Il vuoto nel petto tremolò e si ridusse di poco

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