❥ COMPLETATO!
Se amate le storie fantastiche
con draghi, elfi, guerrieri
e principesse da salvare che si salvano da sole.
Cuori infranti, amori sospirati
anime spezzate, crudeli e spietate.
Se tutto ciò vi incanta
ascoltate la Dea vi racconta
...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Le truppe nemiche, rafforzate dall'arrivo di nuovi mercenari, avevano guadagnato terreno ed Altea aveva già perso due postazioni di privilegio. I boschi circostanti bruciavano e il vento caldo soffiava senza sosta contribuendo alla creazione di nuovi focolai.
Stavano soccombendo.
Una scossa di terremoto spaventò i cavalli, facendo cadere diversi cavalieri. Il cielo sembrò squarciarsi in due quando serpeggiò una macchia scura tra le nuvole. Una luce abbagliante illuminò l'intero campo di battaglia. Quando, pian piano, la vista si schiarì i soldati videro in cielo una figura maestosa circondata da un alone lucente.
Altea ringraziò la Dea.
Re Samuel alzò la propria spada urlando «Sorgete!»
Da terreno spuntarono mani che afferrarono le caviglie delle truppe nemiche. Corpi macilenti, con arti spezzati, orbite vuote, mandibole mancanti, sorgevano dalla terra insanguinata obbedendo al proprio re ancora una volta. Zoppicanti, ma indistruttibili, attaccarono senza sosta i soldati che inorriditi iniziarono ad indietreggiare.
Rinvigoriti dell'appoggio, i guerrieri di Altea tornarono alla carica con tutto l'entusiasmo e la forza che avevano in corpo.
· • —– ٠ ✤ ٠ —– • ·
L'aria era fredda e pungente sopra le nuvole, con un battito d'ali il drago si alzò ancora più in alto per poi ridiscendere planando leggermente. Davanti ai loro occhi apparvero le vette delle montagne innevate. Erano giunte nel territorio del Mare Ghiacciato. Cerbero doveva trovarsi su quei monti nascosto in un rifugio, così aveva scoperto Fides dagli ultimi interrogatori. Su quei monti esisteva una costruzione dove i militari solevano sostare durante la scalata.
Un bagliore attraversò il cielo. Una lancia magica che a metà del volo si divise in due modificando la direzione e inseguendo il drago su cui Alyah ed Esperia stavano viaggiando.
La lancia si divise ancora, e ancora e ancora. Esperia ne deviava la traiettoria colpendola con la spada, mentre Alyah cercava di far cambiare direzione al drago il più velocemente possibile.
Una risata riecheggiò tra i monti quando il drago si abbassò. Alyah non vide Chimera ma seppe che era lei, una certezza che la trafisse come la lancia che colpì entrambe le fanciulle.
Il bianco della neve dove caddero si colorò di rosso sangue.
· • —– ٠ ✤ ٠ —– • ·
Un uomo enorme si fece strada fino alle due fanciulle. I capelli sferzati dal vento gli coprivano il viso lasciando intravedere due occhi di ghiaccio, osservò i due corpi inermi e rigirò Esperia con un calcio.
«Tutto qui? Mi aspettavo qualcosa di più»
«Sono morte?» chiese una voce acuta dietro le sue spalle. Una fanciulla bruna si aggrappò al suo braccio. Un sorriso malizioso si dipinse sul suo volto. «Ora possiamo tornare al caldo?»
«Asteria, legale e mettile sul carro» le rispose lui.
«Io?» chiese lei incredula. «Non possiamo aspettare che Chimera ci raggiunga?»
Lui le regalò uno sguardo truce: «Osi contraddirmi?»
«No, no, Cerbero, amore mio. Non farei mai una cosa del genere!» prese per le gambe Esperia e la trascinò vicino al carro.
«Chimera non ci raggiungerà. Ha un altro compito da portare a termine» continuò Cerbero mentre osservava Asteria che, con evidente difficoltà, sollevava i corpi per caricarli sul carro.
· • —– ٠ ✤ ٠ —– • ·
Esperia aprì gli occhi a fatica, era viva? Come? Si toccò la ferita per scoprire che si era rimarginata completamente. Aveva freddo e il suo corpo era quasi congelato. Non si mosse per non farsi notare. A quanto pare la magia l'aveva protetta e guarita.
Scorse Asteria e Cerbero camminare accanto al bue muschiato che trainava il carro slitta. Era meglio continuare a fingersi morta.
Sfiorò il polso di Alyah, era ghiacciato e non percepiva alcun battito.
· • —– ٠ ✤ ٠ —– • ·
Buio.
Silenzio.
Nessun problema, nessuno da deludere, nessuna aspettativa infranta.
Nessun dolore, solo pace e tranquillità.
Nessun tormento.
Nessuna guerra.
Una strana luce danzante sospesa nel buio.
«Alyah!»
Chi mi sta chiamando?
«Alyah!»
Una fanciulla in lacrime allunga le mani verso di me, come se mi volesse trattenere. Non voglio fermarmi, voglio raggiungere quella luce invitante.
«Alyah!»
Conosco la fanciulla, Esperia ecco come si chiama!
«Non lasciarmi!»
E ora chi è quest'uomo arrabbiato con me? Perché piange anche lui? Da dove è comparso? Prima ero sola qui.
«Ti amo. Non te ne andare!»
Michael, è il suo nome.
Ora ricordo.
· • —– ٠ ✤ ٠ —– • ·
Esperia sentì un leggero battito. Le mani di Alyah iniziarono a scaldarsi. Il viso cianotico riprese lentamente colore. Gli occhi color creta si aprirono e si voltarono verso di lei. Fece cenno alla sorella di tacere.
Tra le nubi si intravide qualcosa. Su quella rupe vi era un castello, erano giunte alla dimora di Re Arge.
«Siamo arrivati» disse Cerbero «Smettetela di fingere, so benissimo che siete vive e vegete. Vi consiglio di stare ferme e buone. Tanto vi condurrò dove volevate andare, giusto?»
Alyah ed Esperia si misero a sedere e docilmente si lasciarono guidare da Cerbero e Aristea tra le mura nemiche.