CAPITOLO 46

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Scott ha ragione, mi sto perdendo, mi sto lasciando trasportare dalla corrente, seguo gli eventi che accadono in modo passivo. Ho distolto l'attenzione dal mio obiettivo: entrare nel branco...

Non mi sono concessa un minuto per fermarmi a riflettere, per realizzare ed elaborare il grande salto nel vuoto che ho deciso di compiere. Non mi sono più ascoltata, ho cercato di fare tutto ma senza la percezione di me stessa, non mi sono chiesta come stessi davvero...

Sono scappata dalle domande, dalle difficoltà. È più facile affrontare i problemi esterni che i propri interiori. La più banale sciocchezza è diventata insuperabile, sono consumata dall'ansia di non riuscire, dall'angoscia, non sono tranquilla, non mi sono voluta abbastanza bene da capire che la priorità in quel momento era il mio benessere e non il mondo là fuori.

Non mi riconosco più, non mi sento nei miei panni, non ero così...

Non mi sono chiesta quanto la mia trasformazione abbia fatto emergere un nuovo lato del mio carattere. Le emozioni sono più forti e ne prevale solo una: la rabbia.

La rabbia ha sempre la meglio, qualsiasi emozione alla fine sfocia in essa: l'angoscia, la tristezza, il nervosismo... mi sento una bomba pronta ad esplodere.

Più penso e più mi ricordo in quante occasioni non sono stata razionale, non ho seguito il modello di persona che vorrei essere e tutto questo mi porta solo a provare più... rabbia.

Quante cose non ho fatto...

Nella mia testa ho tutte le risposte, tutto ciò che ti viene insegnato, che impari anche dai libri e dai film. Il protagonista in questo momento si ripeterebbe che non bisogna seguire dei modelli, che basta essere se stessi e che non bisogna concentrarsi sulla voce del parassita che hai all'interno che cerca di affondarti, di farti sentire inadeguata... direbbe di guardare il lato positivo della vita, e avrebbe ragione su tutto...

Solo che la vita non è un film o un libro. Nella vita puoi avere tutte le consapevolezze del mondo, ma se non riesci a trovare la forza di reagire allora sapere ciò che devi fare è inutile...

Tutti i giorni vivi un combattimento: ciò che dovresti e ciò che vorresti, ed è difficile da ammettere ma la soluzione giusta è sicuramente trovare un equilibrio tra le due.

A Beacon Hills non chiesi l'aiuto del branco per risolvere i problemi con Klaus e la ferita fu profonda. Non ripeterò lo stesso errore due volte: al primo posto ci sarò io con gli altri Quileute, la misteriosa vampira sarà il secondo pensiero.

So bene ciò che dovrei fare: parlare con Sam e raccontare tutto senza lasciar indietro nessun dettaglio, non so se riuscirò a farlo... mancanza di coraggio? Paura delle conseguenze? Disinteresse?

La foresta è calma, si sentono solo i rumori della natura: vento, oceano in lontananza, uccelli che cantano, calpestare di foglie secche. Tutto fuori è quiete...

Un brivido mi percorre la schiena, è la sensazione di qualcosa che sta per cambiare. Guardo intorno, tutto è immutato.

Percepisco però i miei muscoli fremere e irrigidirsi, il mio cervello non elabora ma l'istinto mi sta avvertendo.

Mi rilasso e mi abbandono all'animale che è in me. Risulta molto naturale adesso trasformarsi, chiudere gli occhi e lasciarsi andare...

La foresta con gli occhi da lupo assume tutto un altro aspetto: è più viva, ingrandita, ogni dettaglio prima insignificante diventa protagonista.

Il corpo è pronto a scattare non appena le narici riconoscono un odore inconfondibile, una puzza che un Quileute non può non distinguere...

Con grande leggiadria arrivano davanti a me Edward, Alice e Jasper. Controllo i miei muscoli, loro non sono una minaccia.

EDWARD: "Ti stavamo cercando..."

Queste parole mi lasciano per un istante interdetta. Che cosa vogliono da me? Non ho fatto nulla nei loro confronti...

EDWARD: "Tranquilla, non abbiamo cattive intenzioni..."

Giusto... può leggere i pensieri altrui... che fastidio!

Il vampiro accenna un sorriso di divertimento.

ALICE: "Ho avuto una visione... la vampira che volevi trovare fino a pochi minuti fa... è a Los Angeles..."

EDWARD: "Ti chiede perché tu glielo stia dicendo se tanto sai che non è più la sua priorità."

ALICE: "Ho visto te... parlavi con una donna mora, riccia e bellissima... eri sorpresa, ripetevi un nome che non sono riuscita a cogliere..."

EDWARD: "Una volta che avrai parlato con Sam, facci sapere se vorrà il nostro aiuto..."

L'ALTRO LATODove le storie prendono vita. Scoprilo ora